Attilio Speciani
Allergologo e Immunologo Clinico
Dopo l'incontro di ieri al Corriere della Sera sulle intolleranze alimentari, dove abbiamo doverosamente approfondito il tema dell'infiammazione da cibo, oggi ci piace tornare su alcuni importanti articoli che trattano il ruolo dell'infiammazione e dei macrofagi del tessuto adiposo nel determinare obesità.
Uno di questi, pubblicato sull'International Journal of Obesity (Zeyda M et al, Int J Obes (Lond) 2007 Jun 26; [Epub ahead of print]) ed effettuato da un gruppo di ricercatori endocrinologi viennesi, ha gettato nuove luci sulle cause dell'ingrassamento e delle sue correlazioni con l'infiammazione di bassa intensità.
Grazie a questo lavoro è ancora più comprensibile perchè persone che soffrono di intolleranze alimentari, o allergie ritardate, possono più facilmente sviluppare una resistenza all'insulina.
Il lavoro di Zeyda non è l'unico: sappiamo che Mitchell Lazar ha pubblicato fin dal 2004 su Science i lavori che spiegano perché i macrofagi possono produrre resistina, come semplice risposta all'infiammazione a basso grado e determinare così insulino resistenza e la risposta difensiva di accumulo di grasso nelle cellule adipose.
Nello stesso modo numerosi lavori hanno precisato che il BAFF, citochina profondamente legata alla infiammazione da cibo, determina direttamente dei fenomeni di insulino resistenza, creando finalmente il ponte tra infiammazione e ingrassamento, e stimolando poi la produzione di adipochine che determinano obesità.
Diventa chiaro perché una dieta che controlli i fenomeni di infiammazione da cibo (intolleranze) aiuti a recuperare il proprio peso forma, riducendo la massa grassa e aumentando la massa magra. È chiaro perché l'organismo intossicato ed infiammato tende a aumentare di peso, e perché spesso le persone con allergie alimentari aumentino di peso senza comprendere le cause.
La chiave di tutto sta nella attivazione di questi macrofagi del tesssuto adiposo, che pur presentandosi con una struttura che di solito appartiene a cellule antinfiammatorie, sviluppano in realtà, stimolati dalla dieta o dalla infiammazione a basso grado, una produzione pro infiammatoria e inducono insulinoresistenza. Creano cioè una condizione simile a quella presente nel diabete, e facilitano l'aumento della massa grassa.
Sempre di più quindi è chiaro che lo studio delle intolleranze alimentari e l'impostazione di una dieta che controlli i picchi di insulina, come dietaGIFT, sono gli strumenti più facili e fisiologici per controllare il proprio peso e mantenersi in forma.
Allergologo e Immunologo Clinico

COMMENTI