mercoledì, 28 novembre 2007 22:15

Omeopatia, omeopatia, quanti soldi che ti porti via....

L'articolo di Lancet ripreso dal Corriere della Sera di ieri non dice tutta la verità. L'articolista nega l'esistenza di lavori a favore dell'omeopatia quando lo stesso Lancet, nell'anno 1997 aveva dichiarato esattamente il contrario. E poco importa che l'istituto indipendente di ricerca Cochrane nel 2004 abbia riconosciuto una riduzione della durata delle forme influenzali in chi utilizzasse un medicinale omeopatico come Oscillococcinum 200 K.

Il Corsera ha ripreso il parere negativo, e lo ha riproposto con enfasi, come spesso avviene negli ultimi tempi. Margherita de Bac ha di recente firmato il pezzo sulle Intolleranze alimentari che tante polemiche ha scatenato, e in questo articolo trascina nella inutilità e nell'inefficacia anche agopuntura e fitoterapia. Curiosamente viene detto dei medicinali omeopatici che non fanno nulla, ma che hanno degli effetti collaterali (un vero controsenso), senza dare spiegazioni.

La lotta si è spostata di livello: il problema infatti non è e non sarà più scientifico. Comprendiamo e apprezziamo lo sforzo di Christian Boiron, che ha inviato a tutte le redazioni un comunicato stampa riportante i vari lavori scientifici sulla efficacia dell'omeopatia. Purtroppo non serve. Abbiamo la tragica sensazione che non serva più.

La lotta si è spostata solo su un piano economico: in questo momento la paura più grossa che attanaglia i produttori di farmaci è quella di 100 milioni di indiani che stanno facendo crescere il mercato dell'omeopatia del 25% all'anno, e che smettono o smetteranno quindi di prendere i medicinali allopatici. Il problema è quello della proposta di legge italiana che prevede la possibile utilizzazione anche di medicinali omeopatici nella terapia umana. Il problema è la richiesta britannica di potere sostenere con il Servizio Sanitario Britannico alcune delle spese per i medicinali omeopatici della popolazione. Il problema è che i centri italiani che utilizzano l'omeoaptia e la fitoterapia nella regione Toscana (ad esempio nei centri di Lucca con il dr. Elio Rossi e di Empoli con il dr. Fabio Firenzuoli), stanno funzionando egregiamente e la gente è contenta e sana con spese notevolmente minori di quelle richieste dalla medicina allopatica.

Questi sono i veri problemi: la perdita di fiducia da parte della gente comune, che insegue con i farmaci gli effetti collaterali indotti da quelli  precedenti, e la conseguente perdita economica che ne deriva. Lo scopo delle industrie farmaceutiche sembra essere quello di mantenere sempre uno stretto controllo sulle forme di scelta terapeutica, impedendo qualsiasi spazio di autonomia. Chi si cura in modo diverso, si pone infatti al di fuori del sistema e non può più essere orientato efficacemente nelle scelte o nelle “non scelte” sociali.

Nessuno accetta impunemente che il proprio potere economico possa essere scalfitto, neanche se ci vanno di mezzo le vite di milioni di persone.

Il vero problema è quello dei soldi: l'industria farmaceutica e tutto il sottobosco o il sovrabosco che le ruotano intorno hanno la necessità di vendere e di guadagnare. L'omeopatia è il pericolo più grande che abbiano incontrato, ma non certo per la somministrazione di medicinali differenti, quanto per la diversa concezione di salute e di malattia, rivoluzionaria e fantasticamente moderna, che aiuta ogni persona a conquistare la propria consapevolezza e a viverla, in libertà.

Indifferenti a queste comunicazioni di facciata, veri pretesti mediatici che suonano come spot pubblicitari, continueremo a operare serenamente attraverso le forme della terapia dolce. La gente continuerà a cercare medici omeopati che sappiano inserire il loro problema in un contesto di crescita personale. Le persone continueranno a curare l'alimentazione per guarire in autonomia, a cercare il conforto di un medico olistico per guarire da un eczema o da una psoriasi. E la guarigione sarà sempre l'affascinante specchio di un cambiamento e di una crescita, anzichè soppressione di sintomi.

Allergologo e Immunologo Clinico

Lancet  Boiron  Corriere della Sera  Farmaci 

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