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lunedì, 14 maggio 2007 13:54

Contro la prepotenza della medicina cosiddetta "ufficiale"

Vergognoso e poco deontologico l'attacco sferzato alcuni giorni fa al TG5 delle 20 nei confronti della medicina non convenzionale da parte del solito Garattini e pochi altri! Tutti dovremmo mandare proteste a Mediaset su queste cattive, e direi pilotate, informazioni o almeno, per par condicio, bisognerebbe dare la parola anche all'"altra" medicina. Ma questi "illustri" medici si ricordano le parole di Ippocrate e Paracelso? E la digitale che cos'è secondo loro? Come mai non parlano anche di tutti i farmaci ritirati dal mercato perchè molto dannosi alla salute e del grande commercio di tutti quelli inutili? Alleiamoci, scriviamo, creiamo dei movimenti!
Cordialmente,
Pierangela.

Gentile Pierangela,

non posso che associarmi alla sua protesta. Quando le cronache riportano, con così grande frequenza, casi di effetti collaterali anche letali a seguito dell'assunzione di farmaci, dovrebbe svilupparsi spontaneamente in tutte le persone di buon senso - medici in primis - una maggiore apertura alla possibilità di affidarsi anche a rimedi e tecniche diverse. Se non altro perché di omeopatia e riflessologia non è mai morto nessuno.

Certo, alcuni inguaribili detrattori risponderanno che le medicine complementari e le discipline bionaturali non sono dannose ma nemmeno efficaci (senza però, contestualmente, porsi il problema - come lei nota - di quanti siano i farmaci inutili in commercio).

Chiaramente, la nostra diretta esperienza ci dimostra esattamente il contrario: l'efficacia e insieme l'innocuità della quasi totalità dei prodotti e delle discipline naturali, se usati con intelligenza ed esperienza. In questo siamo confortati anche dalla straordinaria e sempre maggiore diffusione di tali metodiche tra la popolazione (che, per gli esperti della "crociata anticonvenzionale", è evidentemente tutta costituita da allocchi pronti a farsi abbindolare...) e tra i professionisti del settore.

Più ancora della posizione dei detrattori della medicina naturale, tuttavia, infastidisce la parzialità dei media. Non so quanto questa sia sempre dovuta a pressioni dall'alto, che certo esistono. Credo anche - e non so cosa sia peggio - che sia spesso la conseguenza di una deprecabile e connaturata inclinazione di troppa parte del giornalismo italiano al "leccapiedismo" gratuito, alla cortigianeria, alla mancanza di spirito critico nei confronti dell'autorità di turno, si tratti del politico piuttosto che del ricercatore. E noto una grande facilità, per converso, a scagliarsi contro la voce fuori dal coro, a denigrare ciò che rappresenta un modo nuovo (anche se tanto nuovo ormai non è più) e non convenzionale di vedere le cose. Insomma, un giornalismo molto spesso debole con i forti e forte con i deboli, assai diverso da quello ben più coraggioso e critico che esiste in altri paesi.

Comunque, come è noto, ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero, sia quando è intimamente convinto, sia quando, meno nobilmente, è portatore di altri interessi. Sta a chi lo ascolta "separare il grano dalla pula" e scegliere di conseguenza. E non c'è dubbio che moltissimi italiani abbiano già scelto e siano sempre meno interessati a queste prese di posizione, che vanno nella direzione esattamente opposta rispetto alle loro opinioni e preferenze in materia di salute.

Dr. Luca Avoledo
Naturopata

Redazione Eurosalus

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