Rimedi naturali e principi attivi: come regolarsi?


di Luca Avoledo - Naturopata
04 Dicembre 2013

DOMANDA

Gentilissimo Dr. Avoledo, ho acquistato Fitorodiola della Solgar e desideravo chiederle la cortesia di un chiarimento sulla posologia. Sulla confezione c'è scritto di assumere da 1 a 3 capsule al giorno, mentre su un sito che pubblicava un esauriente articolo sulla rodiola si consigliavano 150 mg al giorno di estratto secco titolato al 3% di rosavina per l'utilizzo di quest'erba nel dimagrimento. Io ho 64 anni, sono tornato a fare attività fisica in palestra e volevo utilizzare la rodiola sia per il motivo di cui sopra che per migliorare l'umore. Quante capsule di Fitorodiola dovrei assumere al giorno, visto che non sono riuscito a capire la quantità contenuta in ogni capsula? La ringrazio anticipatamente e le porgo cordiali saluti, Giuseppe.

RISPOSTA

Gentilissimo Giuseppe,

la rodiola (Rhodiola rosea L.) è in effetti un fitoterapico dall'ampia azione adattogena, che si è dimostrato un valido complemento naturale nei piani di controllo del peso e nel riequilibrio di lievi e moderate condizioni depressive. Potrebbe quindi rivelarsi il rimedio adatto alla sua situazione.

Come per tutti i prodotti naturali in commercio (erbe innanzitutto, ma anche vitamine, minerali, amminoacidi e altri integratori) è necessario sincerarsi, prima dell'acquisto, della reale quantità di sostanza utile presente nella capsula o nella compressa.

Benché a noi naturopati piaccia assai di più ragionare in termini di fitocomplesso (un'insieme unitario di sostanze presenti nella pianta, che agiscono in complementarietà e reciproco potenziamento), la quantità di principio attivo più importante che il prodotto erboristico contiene è un utile indicatore dell'efficacia del prodotto stesso, insieme ovviamente al contenuto complessivo di "droga" (la radice, nel caso della rodiola).

I principi attivi infatti non sono presenti nella medesima quantità in tutti gli esemplari di una stessa specie botanica. Per questo, tra le preparazioni erboristiche più interessanti, gli estratti secchi titolati e standardizzati assumono un ruolo di rilievo: il titolo non è altro che la quantità, espressa in percentuale, del principio attivo più significativo di quel fitoterapico; la standardizzazione assicura che in ogni capsula ci sia la stessa quantità di principio attivo.

La scelta di uno specifico rimedio erboristico prodotto da due aziende diverse può non essere facile.

Chiunque ami prendersi cura di sé con la naturopatia sa bene che la stessa pianta può venire commercializzata in alcuni ambiti, come i supermercati, a prezzi assai bassi (ma spesso il prodotto non è nemmeno titolato), mentre invece altre marche del medesimo rimedio, reperibili di norma in erboristeria o in farmacia, costano anche due, tre o più volte tanto.

È chiaro che una differenza c'è e in genere riguarda o la quantità di droga per capsula o la titolazione, quando non entrambi questi aspetti.

Nel prodotto da lei acquistato, l'estratto di radice di rodiola è standardizzato al 3% di rosavina (il principio attivo principale).

Con una semplice divisione, si scopre che ogni capsula contiene 250 mg di estratto standardizzato di radice e quindi: 250 mg x 3% = 7,5 mg di rosavina. Questa è la quantità di principio attivo per capsula che dobbiamo confrontare con quella contenuta in altre marche di rodiola (ma naturalmente il discorso è valido per qualunque fitoterapico) se vogliamo scegliere il prodotto più efficace e/o conveniente.

In merito alle indicazioni riportate sul sito a cui accenna, assumere 150 mg di radice di rodiola titolata al 3% equivale a 4,5 mg di principio attivo al giorno.

Personalmente trovo che la rodiola sia un ottimo rimedio naturale. Ma, qualora si desiderasse utilizzarla per dimagrire, la sua assunzione dovrebbe essere accompagnata necessariamente, oltre che dall'attività fisica, da un corretto approccio alimentare.

È illusorio pensare di poter perdere peso efficacemente, durevolmente e in modo sano ricorrendo al solo pastigliaggio, di qualunque prodotto si tratti.