Obesità e gravidanza: come comportarsi?


di Valentina Chiozzi - Nutrizionista
24 Settembre 2015

DOMANDA

Mia figlia dopo il terzo parto cesareo è ingrassata molto: è alta 168 cm e all'inizio della gravidanza pesava 106 kg; ora, alla nona settimana, pesa 109 kg. Come posso aiutarla? Mi può suggerire un tipo di dieta? Grazie mille.

RISPOSTA

Gentile Lettrice,

il controllo del peso in gravidanza è un aspetto su cui tutti i ginecologi sono concordi, sia per la salute del bambino che della mamma.

Le linee guida dell'Istituto di Medicina Americano per l'aumento di peso in gravidanza suggeriscono per le donne che al concepimento risultano sottopeso un aumento di 12,5-18 kg, per le normopeso di 11,5-16 kg, per quelle sovrappeso di 7-11,5 kg e per le donne obese un aumento di 5-9 kg.

Il Body Mass Index (BMI), ottenuto dividendo il peso in kg per il quadrato dell'altezza misurata in metri (kg/m²), viene utilizzato come indicatore approssimativo dell'eccesso ponderale associato all'adipe e a un aumento dei rischi per la salute.

Secondo i criteri della World Health Organization (WHO), un BMI di 38,62 identifica un'obesità di II° grado.

Questi dati però non devono scoraggiare, ma piuttosto spronare al cambiamento.

Contrariamente alla credenza popolare, la ricerca mostra che le donne obese possono mantenere il loro peso o addirittura perdere qualche chilo durante la gravidanza, senza mettere a repentaglio la salute del bambino.

Non si tratta di intraprendere programmi nutrizionali restrittivi o diete da fame che potrebbero causare cheto-acidosi, dannosa per il feto, ma di approfittare di questo momento per modificare tutte quelle abitudini che hanno portato all'incremento ponderale.

La presa di coscienza che questo è importante non solo per sé stessi, ma anche e soprattutto per il proprio figlio è determinante per la svolta.

Per prima cosa è importante eliminare dalla dispensa tutto, e intendo proprio tutto, il cibo spazzatura: via merendine, bibite, caramelle, patatine, cioccolatini e prodotti industriali dalla dubbia ingredientistica.

In secondo luogo, va programmata una dieta equilibrata composta da cibi sani, in grado di fornire un buon apporto di fibra, minerali, vitamine proteine e carboidrati integrali a basso indice glicemico in ogni pasto.

In questi casi potrebbe esser utile fare 5 piccoli pasti al giorno con carichi glicemici controllati, piuttosto che 3 pasti cospicui, in modo da mantenere i livelli glicemici e insulinemici più stabili.

Il concetto che si debba mangiare "due volte meglio" e non "per due" deve essere ben assimilato non solo dalla mamma, ma anche da chi le sta intorno: genitori, marito o compagno, suoceri e amici. La futura mamma va aiutata e sostenuta.

Durante tutta la gravidanza, salvo diversa indicazione del ginecologo, è fondamentale lo svolgimento di una moderata attività fisica: 30-40 minuti al giorno di camminata o meglio ancora dell'attività in acqua adatta alla futura mamma diventeranno una tappa fondamentale nella giornata.  

La regola di una buona prima colazione completa e di una cena leggera è valida anche in questo caso.

Come ha indicato il Professor Enrico Ferrazzi in una intervista su come alimentarsi in gravidanza, una colazione completa di tutti i nutrienti garantisce una buona attivazione del metabolismo prevenendo le situazioni ormonali di allarme (ormoni dello stress) che possono derivare da una colazione saltata o troppo scarsa.

Uno yogurt vaccino, di capra o soia ricco di fermenti lattici, della frutta fresca, dei cereali o del pane rigorosamente integrali, della frutta secca e dei semi rappresentano una colazione che assolve i requisiti richiesti. Anche l'uso delle uova (cotte ovviamente) è ammesso e consigliato come fonte proteica alternativa per la colazione.

Nei prossimi mesi sarà dunque importante curare l'alimentazione, monitorare la glicemia e mantenersi il più possibile attivi in modo da limitare l'incremento ponderale.

Il consiglio che posso dare è di farsi seguire fin da ora da un professionista presente sul vostro territorio, che accompagni e guidi la futura mamma fino al momento del parto, e anche dopo, in percorso di svolta personale che è appena iniziato.