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L'estate, si sa, è per bambini e adolescenti la stagione della libertà del corpo e, quindi, della salute e del benessere fisico. Affrancati dagli impegni della vita scolastica con le sue costrizioni sedentarie, eccoli correre felici all'aria aperta, nuotare, giocare a palla, arrampicarsi sugli alberi e saltare su e giù come canguri.
D'estate dunque, si sa, bambini e adolescenti un po' troppo grassottelli si assottigliano, si asciugano, si snelliscono. Purtroppo poi viene l'inverno, con le sue stanze chiuse e i suoi ritmi blandi e pigri.
Si sa? Forse si crede. O forse si sapeva. Oggi, a quanto pare, non è più così. Avviene anzi il contrario: gli adolescenti che tendono all'obesità dimagriscono durante i nove mesi di attività scolastica e ingrassano d'estate.
Sono questi i sorprendenti risultati di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell'ospedale pediatrico dell'Università del Wisconsin, a Madison, e apparso sull'ultimo numero della rivista mensile Archives of Pediatrics and Adolescent Medicine (AL Carrel et al, Arch Pediatr Adolesc Med 2007 June, 161:561-564).
Gli studiosi hanno seguito un gruppo di adolescenti sovrappeso per l'intera durata di un anno scolastico, osservando il costante miglioramento dei loro parametri: diminuzione della percentuale di grasso corporeo, accresciuta efficienza cardiovascolare, riduzione del rischio di diabete tipo-2 e di altre affezioni croniche.
Questo grazie al fatto che i ragazzi, durante l'anno scolastico, seguivano regolarmente un programma di educazione fisica che prevedeva 45 minuti di esercizio per due-tre volte la settimana. Non proprio quel che si dice una faticaccia. Ma bastava.
Gli stessi parametri, misurati all'inizio dell'anno scolastico successivo, dopo le vacanze estive, risultavano nella grande maggioranza dei casi sensibilmente peggiorati. In pratica tutti gli effetti delle cinque ore bisettimanali di educazione fisica erano stati spazzati via dalle vacanze.
Tutto questo può naturalmente sembrare un paradosso, ma la spiegazione è in verità fin troppo semplice.
Oggi i ragazzi, nei giorni e nei mesi di vacanza, non vanno più a correre nei prati, ma si chiudono in camera loro a giocare sul computer o a guardare la TV.
La causa è dunque sempre la stessa: la famiglia, quando coccola troppo, fa diventare pigri.
Ezio Sinigaglia
Redazione Eurosalus
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