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Vaccinarsi contro l'influenza protegge dalla SARS? PDF Stampa E-mail
Redazione Eurosalus   
 
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Segnalazioni Nessuna

Ancora non è finito il grande caldo, ma già sulle prime pagine della stampa quotidiana ? partita la campagna di promozione dell’influenza 2004. Nonostante alcune inquietanti domande ancora prive di risposta, sfruttando la SARS si ripropone alla grande la vaccinazione antinfluenzale, e non solo.

La posizione di Eurosalus ? ferma: una corretta alimentazione, un supporto minerale e vitaminico, la preparazione dell’organismo con alcuni rimedi omeopatici o fitoterapici, sono sufficienti a far superare bene anche le patologie virali più temibili.

Un allarme sostanzialmente ingiustificato

Il dato sconvolgente ? che oggi si cerchi di stimolare la diffusione della vaccinazione antinfluenzale sfruttando una paura ingiustificata, come quella della SARS, che alcuni autori e medici ritengono sia stata addirittura ‘gonfiata’ ad arte (visto il momento storico in cui ? nata) per far passare in secondo piano alcune delle pi? aspre polemiche e dei problemi sollevati dalla guerra in Iraq, che la scorsa primavera ha messo a dura prova la credibilit? di alcuni governi.
In effetti qualche perplessit? pu? nascere. La diffusione dei dati sull’andamento della SARS non ha avuto precedenti nel mondo della medicina e degli scambi internazionali, soprattutto se si pensa che, in fondo, si tratta di una patologia che nel 90% dei casi guarisce spontaneamente senza lasciare strascichi di nessun tipo. Senza voler minimizzare, ? utile tuttavia ricordare che il numero totale di decessi da SARS registrati nel mondo (vedi sito WHO) ? stato decisamente basso, inferiore – per avere un metro di paragone – al numero di morti per incidente stradale che si verificano in Europa in un solo week-end.

Leggendo alcune delle indicazioni per affrontare l’influenza, appare chiaro che sono poi le stesse che consentono di affrontare anche eventuali altri virus. Le vere perplessit? sulla SARS nascono quindi dalle molte domande che purtroppo restano senza risposta anche a livello internazionale, quando l’intensa comunicazione nel mondo medico e scientifico sull’argomento avrebbe dovuto gi? da tempo portare alla loro precisazione. La mancanza di chiarezza su alcuni temi importanti sollecita alcune riflessioni.

Alcuni dubbi sul tavolo

Il primo dubbio ? se pu? esistere un legame tra uso di farmaci antivirali e morte per SARS. Apparentemente s?, o almeno cos? farebbe pensare un recentissimo studio (Peiris JS et al. Lancet 2003 May 24;361(9371):1767-72) dove si segnala proprio che la mortalit? non interviene per una aumentata e intensa replicazione del virus (come avviene in qualsiasi altra forma virale), ma piuttosto per uno stato di assenza difensiva e di alterazione immunologica generale. E’ stato inoltre evidenziato (senza che poi alla notizia venisse data una diffusione efficace) che le persone che hanno incontrato il Coronavirus della SARS e ne sono morte, erano in molti casi persone precedentemente trattate con farmaci antivirali per l’epatite B o l’epatite C! Quindi persone che sono state indebolite (anzich? guarite) da farmaci antivirali, che pure continuano ad essere costosissimi e proposti ormai anche ai bambini in Italia, non appena il fegato manifesta qualche problema in seguito ad una epatite.

Un’altra legittima perplessit? nasce dal fatto che nessun documento internazionale, a tutt’oggi, riporta il background vaccinale delle persone morte di SARS (ovvero a quali e quante vaccinazioni fossero state sottoposte in precedenza). Abbiamo cercato a lungo questo dato senza trovare alcuna indicazione chiara. La cosa ? sorprendente, soprattutto se si pensa che un numeroso sottogruppo di decessi e di malattia importante, ? stato quello relativo al personale sanitario, ovvero un gruppo di soggetti notoriamente vaccinati contro varie patologie comuni e quasi del tutto vaccinati contro l’epatite B.

Da questa assenza di chiarezza nascono dubbi ai quali sarebbe utile potere dare risposte. Di certo si sa che alcuni elementi molecolari del virus in questione hanno alcune caratteristiche simili a quelle del virus dell’epatite B. Per questo la vaccinazione antiepatite B potrebbe (e sottolineo ‘potrebbe’) non essere del tutto ininfluente.

Non solo SARS

Inoltre da pi? parti stanno emergendo virus nuovi e diversi. Per esempio, durante l’estate e proprio in Canada, dove l’allarme ? stato alto, sono comparsi focolai epidemici di una forma respiratoria simile alla SARS ma che SARS non era. Il mondo di questi virus, come da noi gi? anticipato ? in continua evoluzione, e forme di questo genere continueranno ad apparire sempre pi? variate, e sempre pi? diffuse in relazione all’indebolimento generale della popolazione.
Bambini senza frutta e verdura, senza i minerali adatti, nutriti sostanzialmente di merendine e cibi precotti, saranno facile preda, nel futuro, del virus di turno.

Ma cosa c'entra la SARS?

Soprattutto, appare lecito domandarsi che cosa mai possa avere a che fare la prevenzione per l’influenza, posto che davvero costituisca una prevenzione il classico vaccino antinfluenzale (magari associato al vaccino contro lo pneumococco, come gi? proposto dalla Regione Lombardia in vista della prossima stagione invernale), con la difesa dalla SARS. Qualsiasi infettivologo o virologo onesto vi confermer? che non c’entra assolutamente nulla.
Eppure se si cerca in internet “vaccinazione and SARS” si ? subissati da documenti di tutti i generi che invitano, gi? ora, a vaccinarsi contro l’influenza per difendersi dalla SARS. E’ assolutamente necessaria cautela, quindi, perch? l’aggressivit? della comunicazione della stampa, con il suo inevitabile sfondo commerciale, questa volta, ? davvero elevata. Non cadiamo anche quest’anno nella trappola del virus killer che arriver?, come il lupo cattivo a mangiare gli agnellini. Nessuno di noi ? agnello se la nutrizione, il relax, l’integrazione vitaminica e l’attivit? fisica trovano il giusto posto nel nostro equilibrio di vita.

Dott. Attilio Speciani, Allergologo e immunologo clinico

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