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È già stato ampiamente dimostrato come il sostegno degli altri, il senso di appartenenza, l'essere circondati da persone significative sul piano affettivo siano tutti fattori che influiscono positivamente sulla salute, soprattutto per gli anziani. Lo stesso, ci dice una recente ricerca svizzera, vale per i giovani con una positività all'HIV.
La ricerca (Young J et al. Stable partnership and progression to AIDS or death in HIV infected patients receiving highly active antiretroviral therapy: Swiss HIV cohort study, BMJ 2004 Jan 3; 328:15-8) è stata eseguita su 3736 pazienti HIV positivi (dell'età media di 36 anni) sottoposti a una terapia antiretrovirale ad alta attività (HAART) prima del 2002, con un follow-up medio di 3,6 anni. L'80% dei partecipanti ha avuto almeno una relazione stabile nel corso dello studio; poco più della metà era in coppia al momento dell'inizio della terapia e poco meno della metà lo era dopo 5 anni di follow-up.
Per evitare confusioni, i partecipanti sono stati classificati in base alle terapie antiretrovirali già seguite e al loro stadio clinico. Tra quelli che avevano una relazione stabile al momento dell'inizio della nuova terapia si sono avuti esiti migliori nel follow-up rispetto agli altri partecipanti, in particolare un rischio significamente minore di morte e di progressione verso lo stadio di malattia conclamata.
Le conclusioni dei ricercatori sono state che, per gli individui HIV-positivi, una relazione stabile può incidere positivamente sullo stato di salute almeno nella stessa misura di altri fattori più diretti, come il benessere mentale, il fatto di seguire scrupolosamente la terapia o ancora le scelte terapeutiche adottate.
Benché la ricerca non si esprima sul modo in cui agisce la presenza di un rapporto stabile di coppia, ha tuttavia verificato che la sua assenza sembra collegata a una prognosi negativa dell’infezione.
Un Commento
Per chiunque abbia familiarità con l'approccio psicosomatico, sono abbastanza evidenti le implicazioni psicologiche che possono influenzare positivamente o negativamente la salute di una persona sieropositiva. In un'ottica olistica è chiaro quanto forte possa essere l'impatto di una relazione accogliente e affettuosa, ma anche solo la presenza di un partner sessuale stabile in una situazione patologica così strettamente collegata con la sfera della sessualità.
Altri lavori hanno già descritto risposte analoghe per altre patologie. E d'altra parte è esperienza comune come una relazione stabile, soprattutto in situazioni di grave malattia, riesca in molti casi ad amplificare la vitalità e le risorse individuali, facilitando la riconnessione reciproca di sistemi fortemente implicati nella salute globale come il sistema immunitario, quello
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