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Ogni anno ci ritroviamo con le solite riviste che ci propongono i soliti rimedi per aiutarci a perdere peso velocemente, magari spostandosi dalla dieta del pomodoro a quella delle pesche piuttosto che a quella dell'integrale o del macrobiotico.
Abbiamo più volte affrontato l'argomento per spiegare che non è mangiando troppo poco che si perde peso in modo corretto, ma cerchiamo di capire qualcosa in più su questa rincorsa alla taglia migliore.
Chiunque di noi, se interrogato sul proprio corpo, pensa che sia importante piacere a se stesso o al proprio partner, uomo o donna che sia. Ma allora perché aspettiamo l'estate per correre ai ripari e vedere che il nostro corpo forse non è esattamente quello che vorremmo?
Guarda caso si arriva sempre alle soglie delle vacanze per vedersi con occhio critico e cercare di ottenere il meglio da noi. È la fortuna dei dietologi, dei medici estetici, delle estetiste, dei massaggiatori, forse un pochino meno quella di noi stessi.
“La bellezza non rende felice colui che la possiede, ma colui che la può amare e desiderare” scrisse Herman Hesse. Partiamo da questa bellissima frase per cercare di capire quali possano essere le motivazioni reali che spingono ognuno di noi a cercare di ottenere il massimo dal proprio corpo solo in determinati momenti dell'anno.
Siamo alla ricerca di una gratificazione che difficilmente troviamo in noi stessi perché accettarsi senza pregiudizi e senza remore è difficilissimo, quasi impossibile; addirittura molti pensano che ci si possa solo accontentare e che questo sarebbe già un grosso traguardo.
Non tutti sono stati così fortunati da nascere con delle caratteristiche evidenti di bellezza fisica, molti possono essere definiti “normali”, altri magari non particolarmente belli, eppure ognuno ha le medesime possibilità di sentirsi bello, anzi spesso questa sensazione è inversamente proporzionale alla realtà dei fatti.
La medicina e la chirurgia estetica stanno erogando regali a moltissime persone che finalmente possono trovare un po' di pace con se stesse cercando di cambiare alcuni particolari del proprio corpo che non riescono ad accettare, ma stanno anche creando degli alieni. È evidente che la misura in molti casi viene superata perché non si è capaci di trovare pace con se stessi, non si è in grado di gestire l'inevitabile invecchiamento e il fatto di non essere perfetti.
Il partner è una sicurezza, pensiamo che in qualche modo non ci veda più con occhi critici perchè siamo una presenza costante, noi evitiamo di guardarci allo specchio per molto tempo o siamo indulgenti perché la fetta di torta è più attraente di una taglia di pantaloni in meno, ma la prova spiaggia?
Arrivare all'ombrellone e avere intorno persone che ci guardano e, vedendoci per la prima volta, inevitabilmente si faranno un'idea di noi dalla prima occhiata che daranno al nostro corpo come la superiamo?
Non è superficialità, chiunque di noi vede le persone vicine e in qualche modo le giudica dall'apparenza e noi lo sappiamo molto bene. Non a caso il vecchio detto “bella e oca”, adesso spesso traslato anche sui maschi, è duro a morire: non posso combattere sullo stesso piano, cerco di aggirare l'ostacolo e massacro dove posso perché l'approccio, l'apertura verso una persona bella spesso può mettere in secondo piano altra gente dall'apparenza più normale.
Il problema quindi non è tanto quello di stare bene con se stessi, come tante volte in modo ingannevole ci raccontiamo, ma è quello di incarnare i sogni degli altri, i modelli imposti.
“Io vivo nei miei sogni. Anche gli altri vivono nei sogni, ma non nei loro, ecco la differenza” ci ricorda sempre Herman Hesse e qui forse abbiamo il vero spunto per capire la ricerca spasmodica della perfezione prima delle vacanze.
Forse il nostro vero sogno è quello di stare bene con noi stessi, cercando il benessere in prima battuta, ma noi viviamo di quello che gli altri si aspettano da noi, che è di essere in forma e belli come e più di quanto non si possa veramente raggiungere.
Ecco allora che ci immergiamo nel mondo dei sogni degli altri o perlomeno dei sogni che gli altri ci hanno fatto nascere. Il mito della bellezza, della magrezza, dell'essere sempre perfetti e all'altezza della situazione spesso non è nostro ma creato dai media o da amici alla ricerca di qualcuno con cui condividere le proprie frustrazioni.
Accade spesso di vivere i sogni degli altri facendoli propri e pensando di fare qualcosa di buono sia per noi che per un'altra persona che magari all'inizio può esserne compiaciuta, ma basta poco per capire che diventa una situazione insostenibile, che non può durare nel tempo, perché è necessario credere in quello che si vuole fare se non si vuole rischiare che gli altri si sentano erogare della carità non richiesta.
Se questo è valido per i sentimenti, per molte azioni che svolgiamo, è altresì valido per l'aspetto del nostro corpo. Se riteniamo veramente che quella attuale non sia l'immagine nostra che vorremmo vedere, allora è pensabile iniziare un percorso dietologico serio che abbracci la sfera della salute e della bellezza e avremo buone possibilità di raggiungere l'obiettivo con convinzione e di mantenerlo.
Le motivazioni devono essere intrinseche, ovvero fatte proprie, perché stiamo parlando del nostro sogno. La prova costume a questo punto diventa molto meno importante perché noi ci guardiamo allo specchio anche in pieno inverno e cerchiamo di conoscerci e di accettarci indipendentemente dai sogni degli altri.
Arrivare a tutto questo forse è impossibile, ma tentare di vivere provando almeno a ricercare i propri sogni indipendentemente dai giudizi del mondo, è un esercizio che può aiutare a volerci bene e a darci quindi la forza di cercare di raggiungere i nostri ideali, che siano fisici o mentali, con convinzione e determinazione.
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