L'invasione... degli ultrapollini. Considerazioni sulla pollinosi ormai in via di estinzione
Redazione Eurosalus
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Il caldo afoso che ha segnato l’inizio di questa primavera, associato a una notevole concentrazione di pollini nell’aria, ha reso difficile respirare anche a chi non soffre di allergie. Per gli allergici, poi, un finale di primavera da dimenticare.
Dopo le giornate in cui avremmo dovuto munirci di mascherina, non tanto per la SARS quanto per evitare le nuvolette di piumini che hanno invaso le nostre città, assistiamo ora a una recrudescenza dei fenomeni allergici, che quest’anno sembrano durare ancora più a lungo del solito. D'altra parte, se perfino il glicine della terrazza di fronte quest’anno è fiorito due volte, qualcosa di strano nell’aria ci deve essere.
Quali altri fattori hanno inciso sullo scoppio e sulla persistenza delle allergie di questa primavera? E’ facile ipotizzare che il caldo improvviso possa aver anticipato la stagione di alcuni pollini (così come la fioritura del glicine). Su un altro fronte (è proprio il caso di dirlo), non è fuori luogo pensare che il conflitto in Iraq abbia stimolato a livello più o meno inconscio forti reazioni di paura negli individui più sensibili.
Come abbiamo già avuto modo di segnalare, a proposito dell’intervento di Rita Levi Montalcini al congresso di allergologia di Berlino (maggio 2001), la crescita delle allergie (alla quale assistiamo da circa un quarto di secolo) può essere collegata al modo in cui l’organismo umano esprime la sensazione di allarme. La percezione di una minaccia per la propria sopravvivenza accentua infatti la reattività allergica sia che il pericolo derivi da condizioni di stress, di inquinamento, di rischi alimentari. A maggior ragione questo può accadere di fronte a rischi di guerra e di terrorismo.
Se i sintomi sono acuti, alcuni possono trovare un sollievo temporaneo adottando per qualche giorno una dieta ipoistaminica (sugli alimenti ad alto contenuto di istamina vedi anche qui). Preziosa anche l’assunzione dell’integratore alimentare Guardian (Driatec), 1 capsula al dì.
In più, oltre ai rimedi omeopatici segnalati nei link precedenti, può rivelarsi vincente l’uso di Orthohistaminum 9 CH, (4 granuli 2 volte al giorno, ma anche più spesso in fase acuta, allontanando le assunzioni via via che i sintomi si attenuano).
Di questo rimedio è possibile anche individuare una diluizione personalizzata, con l’aiuto di un test DRIA. In modo diverso da come viene normalmente utilizzato il test, in questo caso la scelta della diluizione più opportuna di Orthohistaminum consente di intervenire efficacemente anche su allergie aspecifiche, inducendo tolleranza nei confronti della sostanza responsabile dell’infiammazione.
Con la stessa procedura, inoltre, ricordiamo che quando l’allergene è specifico si può identificare il vaccino a bassa dose capace di fornire la migliore copertura con un’unica sostanza oppure la dieta più efficace per ridurre l’infiammazione generale che sostiene l’allergia.
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