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Evidentemente le intolleranze danno fastidio. Alle persone che ne soffrono, visto che la loro presenza può provocare un indesiderato ingrassamento, e stranamente a molti dietologi, che continuano a ripetere la stessa storia secondo cui una intolleranza alimentare può solo determinare diarrea e malassorbimento e quindi dare solo dimagrimento.
Vallo a spiegare alle persone che pur mangiando poco, o facendo tantissimo sport, si rendono conto di ingrassare perché qualcosa nel loro rapporto col cibo non funziona.
Per quelli che amano la scienza e la sua evoluzione, e per quelli che cercano di trovare soluzioni pratiche efficaci per i propri pazienti, le ultime ricerche sono davvero di grande aiuto. Un gruppo di medici austriaci ha scoperto nel 2007 che l'infiammazione a basso grado (come quella tipica delle reazioni immunitarie) attiva dei macrofagi (cellule del sistema immunitario) che si trovano nel tessuto grasso, e che questi provocano tutte le reazioni necessarie perché l'organismo anziché consumare calorie e energia le accumuli sotto forma di grasso.
E non basta: si sta scoprendo che il modo di mangiare, la presenza di cibi non tollerati e il rapporto tra carboidrati e proteine nei singoli pasti non provocano solo malattie infiammatorie croniche (ad esempio l'artrite reumatoide), ma anche dei cambiamenti dei nuclei delle cellule che portano a malattie come la steatosi epatica, le malattie cardiovascolari e altro ancora. Lavorare sulle intolleranze alimentari quindi significa lavorare in modo profondo sulla salute e sulla prevenzione.
E allora perché i dietologi che sono sempre in televisione o sulle riviste più diffuse negano questi aspetti scientifici? Anche nei giorni scorsi, da "Salute Repubblica", il dietologo di turno ha ribadito questo concetto, caso mai non lo avesse fatto anche solo poche settimane prima. Un pensiero viene: sappiamo che in Italia le intolleranze più diffuse sono per il lievito, il frumento e il latte. Ammetterlo metterebbe in profonda crisi il mercato delle merendine, dei biscotti e della pasta; mercati che probabilmente devono mantenere i loro attuali livelli...
L'aspetto più interessante delle intolleranze alimentari è comunque che il tipo di ingrassamento che determinano è spesso localizzato. Lieviti e sale danno frequentemente una tipica disposizione del grasso in eccesso sui fianchi e sulle gambe; il latte facilita l'ingrassamento addominale e delle spalle, e così via.
Per fortuna le intolleranze alimentari guariscono. E possono anche guarire bene; in un recente intervento clinico, il lavoro fatto dal nostro team di lavoro assieme a Giulia, la ballerina di “Amici” che era stata estromessa dalla trasmissione per la sua forma fisica, ha portato Giulia a perdere in breve tempo i chili di troppo esattamente dove li aveva messi con una cattiva distribuzione del peso.
La attività fisica di Giulia era già intensa, ma il modo in cui mangiava e le intolleranze alimentari presenti determinavano quella azione ingrassante che così tante persone si ostinano a negare.
Giulia non era grassa, ma aveva una dominanza di peso sulla parte inferiore del corpo, e con i principi di DietaGIFT, affiancati a scelte alimentari di controllo su sale e lievito (le intolleranze alimentari identificate nel suo caso) Giulia ha ritrovato la sua forma.
È possibile seguire le sue prove con il metabolimetro e i suoi filmati, ma le sue fotografie valgono più di mille spiegazioni.
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Commenti
Le nostre abitudini alimentar i,spesso sbagliate, sono causa del manifestarsi di diverse patologie, quali l'obesità. Dimagrire perciò significa curarsi ogni giorno, facendo attenzione agli alimenti di cui ci nutriamo. Citazione
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