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Le corse di primavera: come si mangia per vincere? PDF Stampa E-mail
di Elena Speciani   

Fa un po' impressione, tutte le grandi classiche che ripartono in tutta Italia e la gente che si allena, magari in mezzo agli ultimi fiocchi di neve.

Luca Speciani - Sicuro. Neve o no, si risveglia la natura e anche il metabolismo. È una reazione forte, primordiale: al primo raggio di sole, la gente ricomincia a correre.

Ma correre fa dimagrire? So che ci sono state belle polemiche qualche mese fa.

Luca - Gli americani ragionano così. Mangio un cracker, un gelato, quel che è: quanto vale in attività fisica? Mezz'ora di corsa, un'ora ai pesi? Invece non è questo il punto. Se tu mangi, ma fai anche movimento, ti si riaccende il metabolismo, che va avanti a consumare un bel po' dopo aver smesso di correre (ci ricordiamo tutti Michael Phelps, il super-nuotatore delle ultime Olimpiadi, quello che mangiava 12.000 calorie al giorno. Sarà anche stato vero; ma quanto si muove uno come lui?)

Credo che su questo punto vorremmo tutti saperne di più, no?

Luca - C'è stato uno dei nostri incontri GIFT a metà febbraio proprio su questo argomento, “Movimento fisico come chiave del risveglio metabolico”.

Incontri dove?

Luca - In un ristorante milanese molto bello, che si chiama Grani&Braci. Lì ci ospita Beppe Scotti, grande amico, grande sportivo e animatore del progetto “Lo chef promotore di salute e benessere”. Che significa, in parole povere, “guarda che si può mangiare splendidamente, per star bene e senza mettersi nei guai”.

Ma come funzionano questi incontri?

Beppe Scotti - Ce n'è una serie, un incontro ogni due settimane. Sono proprio niente male, perché uno si iscrive, arriva, sente Luca che parla di mangiar giusto e Dieta GIFT, e poi si mangia tutti insieme un pranzo-GIFT compreso nel prezzo. La teoria è una bella cosa, ma quando poi l'assaggi in pratica io dico che è meglio.

So che tu sostieni un bel programma di educazione alla nutrizione per lo sport. Ma Dieta GIFT fa vincere le gare?

Luca - Caro Beppe, ti rubo il turno. Dieta GIFT ti aiuta a vincere in tre modi ben precisi.

  1. Nessuno, più dell'atleta, è a rischio quando fa una dieta ipocalorica. Questo perché la scarsità di calorie riduce in primo luogo il muscolo, e quello che serve a un atleta è un muscolo funzionante: quindi gli serve una dieta normocalorica e normoproteica.
  2. Dopo di che, naturalmente, l'atleta non può permettersi di avere addosso pesi superflui (adipe, grasso, ok?). Allora gli serve la Dieta GIFT in quanto dieta di segnale. Seguendo le regole di Dieta GIFT l'ipotalamo riceve i segnali giusti, e ti libera dal grasso inutile - quello che noi chiamiamo “lo zaino” - senza bisogno di contar calorie.
  3. Fa parte del peso in più, eccome, anche l'acqua inutilmente accumulata nel corpo. Questo aspetto in genere è legato alle intolleranze alimentari, e alle infiammazioni che ne derivano; ci sono nostri clienti che perdono chili e chili solo rispettando le diete anti-intolleranze. Non a caso il controllo delle allergie ritardate è una chiave del programma GIFT.

Dacci qualche indicazione un po' specifica. Cosa mangiare da qui alla prossima gara?

Luca - Le linee guida di Dieta GIFT sono davvero semplici, le trovi su Linee guida GIFT e anche, se vuoi, su “Dieta GIFT, Dieta di segnale”, è un librino estremamente documentato ma davvero pratico e breve.

Dacci una dritta subito!

Luca - L'essenziale? Ricca colazione entro un'ora dal risveglio, completa anche di proteine. A pranzo e cena, il monopiatto GIFT, che significa: un terzo proteine, un terzo carboidrati, un terzo frutta/verdura. Mai i carboidrati senza proteine!

Consigli pre-gara?

Luca - c'è un mantra da ricordare sempre: partire con le scorte piene (scorte di energia e di carboidrati) e con lo stomaco vuoto. Se la gara non supera i 25-30 km (maratonina, mezza maratona) non assumere niente in gara. Se si tratta di una vera maratona, liquidi zuccherati. Chiaro che per chi fa sport serve un programma mirato. Tra l'altro, ai primi di maggio c'è un altro incontro della serie Dieta GIFT, che è dedicato proprio a “Alimentazione pre-gara e in gara negli sport di endurance”. Chi vuole, è avvertito.

E se uno si stufa di cucinare GIFT, e cerca qualcosa di più sfiziosetto?

Beppe - Bene, molte classiche di questo periodo sono a Milano. In Lombardia, il Progetto dello Chef per il benessere propone quattro belle possibilità. Una è a Milano (Grani&Braci) dove ci sono anche gli incontri, e gli altri in giro: SanMauroRiso Amaro, Acqua e Farina.

Luca - Sì, è stato un bel lavoro d'équipe. Con gli chef, il personale, il progetto. Tu vai lì e puoi farti la tua cena GIFT (oppure no, naturalmente) senza un pensiero al mondo, perché sanno già loro cosa scegliere, cosa evitare. Sono solo più bravi (e più allenati) di noi comuni mortali.

Ma si può mangiare anche una pizza, una costata: è una specialità di questi posti, vero?

Beppe - Come no. Non solo sono una specialità dei locali, ma sono anche ottimi piatti GIFT. Le carni e i pesci alla griglia, le verdure - e le pizze, anche con la farina integrale, così Luca è contento. Sto scherzando: integrali o no, le pizze dei locali pro-GIFT sono buonissime.

Aggiungo io due cose interessanti. Una, sui menu i piatti GIFT sono identificati con una piccola piuma, così è facile sceglierli a colpo d'occhio. Secondo, tutti i ristoranti sono aperti tutti i giorni dell'anno. Anche nei giorni delle corse!

 
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