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Una donna di 25 anni venne ricoverata d'urgenza per una grave reazione ad un antibiotico che aveva assunto per un ascesso dentale; vennero fatti tutti i possibili test diagnostici su quel tipo di antibiotico senza ottenere alcun risultato. Tre mesi dopo il fenomeno si ripresentò per un altro ascesso, trattato nello stesso modo.
In tutte e due le occasioni insieme all'antibiotico era stato somministrato un antinfiammatorio. Facendo gli esami del sangue, i RAST, non risultò alcuna allergia nè per l'antinfiammatorio nè per l'antibiotico.
Eppure somministrando entrambi i farmaci insieme in una prova da carico fatta in ospedale il fenomeno ricomparve tale e quale. Ora i casi sono due: o le due sostanze interagiscono tra loro (con rischi per tutti) e non lo abbiamo mai scoperto, oppure l'allergia non dipende solo dalla reazione ad una singola sostanza, ma dalla somma di molte piccole reazioni di intolleranza che fanno superare all'organismo un certo valore di soglia.
Indubbiamente il mondo dell'allergologia non può stare in pace! Notizie come questa, pubblicata su Allergy (Allergy, Jan 2001; 56,1; 81-2) mettono in discussione alcuni dei principi basilari della stessa branca medica. La notizia, riportata da ricercatori spagnoli, dà sempre più corpo alla immagine che già alcuni ricercatori hanno proposto rispetto alla reazione allergica.
Non si tratta solo, come avviene in alcuni casi, di una reazione a una singola sostanza, ma di una somma di piccole reazioni, cumulative, che aumentano il livello di infiammazione generale dell'organismo, e lo rendono predisposto a "scoppiare" per un semplice contatto con sostanze anche solo lievemente irritanti.
Si tratta un po' dell'effetto che ha il sole su una scatola di fiammiferi: se li riscalda, questi si accendono con poco, basta a volte appena sfregarli su qualcosa di ruvido!
Nasce però una considerazione su come curare le allergie: solo antistaminici o riduzione della infiammazione generale modificando alcuni stili di vita? Se è vero che l'allergia è il segnale di una difesa dell'organismo (una specie di grido che segnala il limite di sopportazione) usare semplicemente antistaminici e cortisonici, potrebbe nascondere superficialmente la reazione e lasciare che "sotto", il fuoco continui a bruciare.
Dottor Attilio Speciani immunologo e allergologo clinico
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