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L'aviaria torna a fare parlare di sè in modo indiretto. Molti hanno detto che la bolla mediatica sulla influenza aviaria sarebbe servita solo a fare produrre e lanciare alcuni farmaci antinfluenzali di cui allora, nel momento dell'illusorio pericolo, tutti si erano dotati: il Tamiflu e il Relenza (quest'ultimo ha molti effetti simili al primo, benchè i due prodotti abbiano qualche diversità tra di loro).
Dovevano essere i prodotti che avrebbero salvato il mondo dalla epidemia di aviaria, ed erano proposti come sicuri e affidabili, tanto che nel dicembre 2005, su WebMed, in un articolo di Miranda Hitti, veniva precisato che gli effetti collaterali previsti per l'uso di questo prodotto erano in fondo limitati a qualche raro effetto allergico (Eurosalus descrisse con attenzione le possibili connessioni di marketing ed economiche connesse con questi eventi).
Da allora i due prodotti vengono usati in tutto il mondo anche per la comune influenza, sia per la prevenzione sia per la terapia, e da poco le indicazioni della FDA hanno abbassato l'età minima di utilizzazione del Tamiflu dai 5 anni ai 12 mesi (bambini di un anno di vita che “pur di non ammalarsi” devono prendere farmaci potenzialmente rischiosi).
Solo che 2 anni fa gli effetti collaterali dichiarati erano minimi, oggi invece ci si accorge che questi prodotti (Tamiflu sopra a tutti) possono determinare gravi disturbi neurologici, indurre i bambini al suicidio (in numerosi casi) e determinare modifiche del comportamento. E la FDA, a due anni dalle sue rassicurazioni, inverte la direzione. A mercato già saturo.
E' impressionante leggere il nuovo “bugiardino” della Roche che riporta in giallo le nuove indicazioni richieste dalla FDA. Il nostro link è al bugiardino in lingua inglese, ma è utile tradurne alcune parti, che nel testo linkato sono evidenziate in giallo:
— Bambini con l'influenza che prendono Tamiflu possono essere rapidamente a rischio di comportamento suicidario e di confusione mentale, Devono essere osservati molto da vicino...
— Avvisa il tuo medico immediatamente se il bambino ha effettuato nelle 2 settimane precedenti la vaccinazione antinfluenzale.
Rispetto alla ultima indicazione viene da pensare che molti effetti neurologici (pensiamo ai rischi da vaccinazione antinfluenzale) potrebbero essere correlati alla interazione tra farmaco e risposta al vaccino, ma in considerazione delle ultime campagne stampa che porterebbero a negare qualsiasi danno vaccinale anche a dispetto della verità scientifica, riteniamo non sia un tema facilmente affrontabile oggi.
Restano valide ovviamente le nostre indicazioni ad una prevenzione dell'influenza orientata al naturale e a una terapia dolce e rispettosa dell'individuo.
Dottor Attilio Speciani, immunologo e allergologo clinico
Redazione Eurosalus
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