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DietaGIFT: qualche considerazione su chi non deve solo dimagrire PDF Stampa E-mail
di Attilio Speciani e Luca Speciani   

Qualche anno fa ci siamo resi conto che molte persone sovrappeso che arrivavano alla nostra valutazione presentavano, come spesso accade, anche dei disturbi tiroidei.

La patologia più frequente era l’ipotiroidismo autoimmune (la
cosiddetta tiroidite di Hashimoto)
successivo ad una tiroidite, spesso di difficile controllo con farmaci. Queste persone avevano difficoltà, in condizioni normali, a regolare il dosaggio degli ormoni tiroidei che venivano loro somministrati. Dopo però avere iniziato a regolare l’insulina attraverso dietaGIFT si trovavano a potere ridurre i dosaggi dell’ormone tiroideo sostitutivo, riuscendo a mantenerli stabili per lunghi periodi.

Questo ci ha fatto subito ragionare sulla possibilità di usare dietaGIFT anche per aiutare il riequilibrio tiroideo, non solo nelle persone soprappeso, ma anche in coloro che manifestavano solo squilibri della funzione ghiandolare. I risultati ci hanno dato ragione, e oggi affrontiamo sempre questo tipo di disturbo attraverso un’educazione alimentare che segua le regole del mangiare GIFT.

È evidente che dove la leptina regola (attraverso l’ipotalamo) i segnali di attivazione ipofisari della tiroide, intervenire sul riequilibrio della leptina con un’alimentazione mirata GIFT può addirittura risolvere il problema all’origine.
I disturbi tiroidei non sono però certo i soli che traggono benefici da questo tipo di alimentazione.

Nel nostro centro molte persone che si sono ammalate delle più diverse forme tumorali vengono spesso a chiedere aiuto per un sostegno efficace di tipo alimentare nel seguire le terapie indicate. Tra gli induttori più potenti delle forme tumorali ci sono sostanze (chiamate IGF1 e IGF2 ovvero insulin-like growth factor 1 e 2) che sono molto simili all’insulina, e l’insulina stessa quando è in eccesso può contribuire a stimolare nei vari tessuti una risposta degenerativa di tipo tumorale. È naturale quindi che anche nel caso dei tumori si indichi una modalità alimentare che, pur non essendo mirata al dimagrimento, porti però al ripristino dei corretti livelli di intervento dell’insulina, contribuendo ad una miglior gestione dell’energia derivante dal cibo.

Le persone sofferenti di malattie cardiovascolari, indipendentemente dall’obesità e dal diabete si troveranno a ricevere indicazioni relative a questo tipo di dieta, perché controllare l’infiammazione e il livello di insulina può consentire a queste persone di invertire la loro tendenza alla malattia, migliorando il proprio quadro clinico.

Abbiamo dedicato un libro intero (Prevenire e curare la depressione con il cibo, Fabbri, 2005) al rapporto tra stati dell’umore e alimentazione. Abbiamo ogni giorno conferme dirette del fatto che persone depresse o con disturbi psichici potranno ricevere un forte aiuto dall’utilizzazione delle indicazioni di controllo insulinico,  indipendentemente dal livello del loro grasso corporeo. È importante sapere che con le semplici regole di dietaGIFT si possono modulare situazioni infiammatorie e di squilibrio del controllo ormonale, del controllo della proliferazione cellulare e dell’equilibrio psicoemotivo.

Nessuno quindi si deve stupire nel ricevere indicazioni alla effettuazione di questo tipo di dieta. Se è vero che statisticamente le persone in sovrappeso saranno quelle più rappresentate, un notevole numero di disturbi fisici e psichici potrà avere altrettanto giovamento dall’applicazione pratica di queste rivoluzionarie indicazioni.

La salute e il benessere passano attraverso un riequilibrio del corretto rapporto tra energia assunta ed energia consumata. Contare le calorie una ad una è una via perdente, mentre lavorare sulla riattivazione naturale del metabolismo è la sola strada che può consentire risultati duraturi nel tempo.

 
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