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"Cresce la sensazione che la ricerca scientifica venga manipolata per fini politici..."
Non è una nostra considerazione ma una coraggiosa affermazione espressa sul primo numero di aprile della più autorevole rivista medica del mondo.
Il commento di Eurosalus all'articolo di Elizabeth Blackburn, già membro del Council on Bioethics del presidente Bush.
Nell'articolo, pre-pubblicato e inviato via mail dal New England Journal of Medicine (N Engl J Med Bioethics and the Political Distortion of Biomedical Science, April 1, 2004, 350;14), la dottoressa Elizabeth Blackburn racconta come è stata sospesa insieme ad altri membri, dal Council on Bioethics (Consiglio per la Bioetica), per aver espresso parere contrario alle opinioni del Presidente del Consiglio stesso e alla mancata pubblicazione nei report ufficiali di una serie di informazioni rilevanti sul piano scientifico.
E' importante notare che il NEJM è la rivista medica più autorevole del mondo, e uscire con una polemica politica non è sua abitudine. Un motivo in più per ritenere che i fatti contestati siano di estrema gravità e obiettivamente inconfutabili.
Fin dal suo ingresso nel Consiglio per la bioetica, nel settembre 2001, la dottoressa Blackburn aveva espresso la preoccupazione che l'amministrazione Bush non fosse del tutto interessata a tener conto delle importanti possibilità rappresentate da alcune innovazioni controverse nella ricerca biomedica di base, come per esempio quella relativa alle cellule staminali.
Ma ricevette ampie assicurazioni dal presidente del Consiglio appena nominato (e poi dal Presidente George W. Bush in persona) sul fatto che fosse necessario riunire i punti di vista di un’ampia gamma di esperti.
Su questo argomento, tuttavia, la rigida posizione del presidente del Consiglio per la Bioetica (improntata al rifiuto di qualsiasi tecnologia controversa) ha chiuso il dibattito invece di aprirlo.
I membri del Consiglio che hanno sollecitato il presidente a dare un resoconto pieno e corretto circa le possibilità di questa ricerca di alleviare le sofferenze umane hanno ricevuto una comunicazione dalla Casa Bianca che li informava che i loro servizi non erano più richiesti.
Secondo la dottoressa Blackburn, sull'argomento in questione “il meglio delle informazioni scientifiche a disposizione non è stato incluso né comunicato chiaramente nel report del Consiglio, un fatto che suggerisce come la presentazione dei dati sia stata distorta.”
“In che modo” si chiede la scienziata “la manipolazione di una commissione federale come il Consiglio per la bioetica può influenzare la capacità della Nazione di basare le sue decisioni politiche sul meglio delle informazioni disponibili?”
Nell'articolo, esprime inoltre la preoccupazione degli scienziati di essere utilizzati per promuovere posizioni particolari (e tutt'altro che neutrali politicamente), che non tengono in debito conto il frutto delle loro ricerche.
Quando scienziati di primo piano temono che l’esito delle loro ricerche sarà rappresentato in modo fuorviante o manipolato dal governo a fini politici, certamente c’è qualcosa che non va.
“Il punto di vista degli scienziati deve essere protetto dall'influenza dei politici” conclude la dottoressa Blackburn.
Associandoci a questa affermazione, noi di Eurosalus ci sentiamo di ribadire che il punto di vista degli scienziati andrebbe protetto anche da molti influssi di natura economica. E così pure la comunicazione di notizie da parte di fonti autorevoli.
Notizie come quella sul rischio-tumori legato all'assunzione di antibiotici, praticamente passata sotto silenzio dai media, o la mancanza di qualunque dato ufficiale relativo al background vaccinale dei sanitari morti di SARS fanno aumentare la preoccupazione per come informazioni che dovrebbero essere messe a disposizione di tutti vengano invece trattate in modo fuorviante.
Se qualcuno si permette di modificare a fini politici i lavori scientifici del Consiglio per la bioetica dell'amministrazione Bush, come stupirci se molto più vicino a noi Piero Angela si permette di affermare che “l'omeopatia non è una cura seria” e un tribunale gli dà ragione?
Eppure, quasi contemporaneamente, la Cochrane, un'organizzazione che rivaluta tutti i lavori scientifici fatti, dedicandosi a cercare ovunque, con estremo rigore, il pelo nell'uovo, pubblica un report (Vickers A, Smith C., Homoeopathic Oscillococcinum for preventing and treating influenza and influenza-like syndromes., Cochrane Database Syst Rev. 2004;1:CD001957) dal quale emerge, per esempio, come il rimedio omeopatico Oscillococcinum (come i suoi prodotti similari Anascoccinum, Mucococcinum, ecc) sia in grado di abbreviare la durata delle forme influenzali.
Duro il combattimento! Da una parte Piero Angela può dire che l'omeopatia non è seria perché non esistono lavori scientifici che lo confermino (!!!), dall'altra la più seria organizzazione scientifica dice che ci sono elementi di serietà da approfondire, e che vanno riconosciuti.
Ma quanto accesso ha il pubblico alle informazioni di Piero Angela? E quanto a materiale come quello prodotto dalla Cochrane?
Ritorniamo alle basi. A noi stessi e al rapporto con il nostro medico di fiducia, con l'omeopatia seria e con la medicina seria.
Dott. Attilio Speciani, allergologo e immunologo clinico
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