Ai fini della prevenzione delle patologie cardiovascolari, l’attività fisica praticata nel tempo libero vale di più rispetto a quella che si fa, per esempio, recandosi al lavoro a piedi o in bicicletta. Entrambe allungano la vita, ma il piacere di muoversi e il rilassamento connesso sembrano garantire una marcia in più.
E’ quanto si ricava da un articolo pubblicato sulla rivista Circulation nel Maggio 2002 (2002 May 14; 105 (19):2247-52) , che riporta uno studio comparativo sulla valutazione della differenza di rischio nei confronti delle patologie cardiovascolari (patologia coronarica e infarto) in Francia e Irlanda del Nord.
Dallo studio emerge una serie di dati interessanti sul rapporto tra attività fisica ed eventi cardiovascolari. E’ nota da tempo l’influenza dell’attività fisica sull’incidenza dell’angina pectoris e delle patologie coronariche (quindi infarto o morte di tipo coronarico), ma nello studio citato sono stati messi a confronto due differenti modi di fare movimento: l’attività fisica svolta per piacere nel tempo libero e quella associata al lavoro.
Sia in Irlanda del Nord sia in Francia, è stata rilevata una notevole riduzione dell’infarto miocardico e della morte coronarica non tanto in relazione all’esercizio fisico in se stesso (i benefici del quale non vanno comunque sottovalutati) quanto in relazione al dispendio energetico collegato ad attività svolte nel tempo libero.
Il dato rilevante in questo caso è riconoscere ancora una volta il valore di un’attività fisica rilassante e divertente, quindi quella che si fa non per obbligo ma per piacere, della quale oggi possiamo a ragione sostenere i benefici nella prevenzione del danno cardiovascolare.
Come abbiamo già sostenuto altrove, tali benefici non sono dovuti solo all’effetto distensivo del movimento, ma all’abbinamento vincente tra esercizio fisico e rilassamento, un’accoppiata capace di garantire insieme il controllo dello stress e la riattivazione delle componenti metaboliche e fisiologiche dell’organismo, con comprovati effetti positivi anche sul tono dell'umore. Un effetto psicofisico combinato, quindi, che ancora una volta rende ragione dell’importanza del piacere per la salute globale di ciascun individuo.
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