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Il dipartimento di Scienze della salute dell'Università di Genova ha esaminato in dettaglio il quadro epidemiologico di questa ultima epidemia di morbillo, valutando la comparsa di una nuova variante.
È questa la zampata del leone morente? Sembrerebbe proprio di sì, visto l'ambizioso obiettivo della Regione Emilia Romagna che entro il 2010 si era riproposta, aderendo a un progetto europeo, di cancellare morbillo e rosolia congenita, al grido di "Morbillo, parotite rosolia, col vaccino vanno via".
Ma dai giornali ci arriva la sorpresa di una epidemia di morbillo in Liguria e nelle Regioni limitrofe: dal 13 dicembre 2007 al 17 aprile 2008 sono sati confermati 56 casi in Liguria, 2 in Piemonte e 5 in Toscana.
L'Europa non sta meglio di noi: sulla base dei dati preliminari del 2007 raccolti da Euvac.Net in 31 Paesi europei, complessivamente sono stati segnalati 3826 casi di morbillo. La Svizzera, con 14,06 casi per 100 mila abitanti, ha registrato la più alta incidenza di morbillo autoctono, seguita dal Regno Unito, con un tasso di 1,64 per 100 mila abitanti.
Un allarme medico percorre come un brivido tutta Europa, come se il serpente morbillo, liberatosi all'improvviso, fosse sfuggito via dalle mani di chi lo voleva eliminare per sempre.
Se da un lato si invita a serrare i ranghi e vaccinare a tappeto anche gli ultimi rimasti, dall'altro si sta diffondendo una "cauta diffidenza" su campagne vaccinali che bombardano il sistema immunitario ancora in fieri, dei neonati con appuntamenti sempre più precoci e ravvicinati.
Vaccinazioni per ogni tipo di malattia, non sempre innocue, non sempre protettive, non per sempre.
Di questo passo fin dalla nascita applicheremo filtri solari totali sulla pelle dei nostri figli, terapia antiossidante nel biberon e polizza assicurativa fin dalla scuola materna. Non si sa mai!
In altre occasioni abbiamo espresso perplessità per campagne vaccinali costosissime (Vaccino anti HPV: prevenzione o terrorismo sessuale?), che non garantivano sufficiente innocuità, ma soprattutto di non dimostrata efficacia.
Qui però la deontologia medica si scontra con interessi "pericolosi" per la nostra salute, e purtroppo a farne le spese sono proprio i bambini che vengono martellati d ripetute vaccinazioni, senza alla fine nemmeno trovarsi protetti. È bene infatti ricordare che i casi di morbillo sono intervenuti in bambini regolarmente vaccinati. È un po' come già descritto per la meningite: dobbiamo renderci conto che esiste un livello "normale" di infezone, e che se viene bloccato un tipo, crescerà progressivamente l'incidenza dell'altro.
Links:
Eurosurveillance, Volume 13, Issue 16, 17 April 2008
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