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È vero, l’ha scritto anche il Corriere della Sera riportando la notizia che il Governo inglese, a seguito delle pressioni di una determinata lobby politica, ha tagliato i fondi per i rimborsi ai farmaci omeopatici utilizzati dal 14,5% dei pazienti inglesi: ben 38 milioni di sterline all’anno. Un bel risparmio davvero di cui le case farmaceutiche gioiranno e per cui 1 cittadino inglese su 6 sarà invece molto triste (tanto sono cittadini creduloni...)
Ma lo stesso Corriere della Sera ha proseguito sulle sue pagine online con un sondaggio pubblico in cui chiedeva alla popolazione “avete fiducia nelle cure omeopatiche?” e fino a questo momento il risultato è a favore dell'omeopatia nel 51,4% delle risposte e a sfavore nel 48,6%. Un bel successo davvero, che a sentire i vari interventi di questi giorni sembrerebbe dovuto solo a creduloneria, ignoranza e stupidità.
Evidentemente nessuno, dalla parte dell'allopatia pone il minimo dubbio sulla certezza della verità che li accompagna. Basterebbe un dubbio, accettare che la Medicina contempli, come noi di Eurosalus sosteniamo addirittura nel nostro motto di apertura, una integrazione tra le due anime.
Comunque è vero: l’omeoptia non funziona tanto quanto “funziona” l’allopatia.
Se date un rimedio omeopatico (lo stesso identico) a 100 persone non avrete la stessa risposta, anzi qualcuno non risponderà.
Nemmeno i farmaci hanno il 100% di risultato, però qualcosa di certo fanno: possono fare danni ben peggiori (più elegantemente definiti effetti indesiderati o collaterali).
Ed è gratis: combatti il mal di testa e ti arriva un’ulcera “collaterale”; curi l’acne e i farmaci ti regalano una retinite o una nefrite; tratti la psoriasi con farmaci “biologici” e vinci una epatite o peggio ancora una neoplasia o un tumore.
L’omeopatia, purtroppo, “non funziona” così.
Si può usare in gravidanza, nei bambini, nei pazienti terminali o gravemente ammalati, senza effetti collaterali o danni aggiuntivi; se il medico sbaglia a suggerire il rimedio non ottiene alcun effetto, come se sintonizzasse la radio su una frequenza sbagliata: silenzio totale.
Il medicinale o rimedio omeopatico (quando è quello giusto per quella persona) cura diversi sintomi contemporaneamente e “basta” da solo a riportare la persona in perfetto equilibrio psico-fisico. Con questo tipo di terapia però, ai fini della prescrizione di farmaci si rischia di perdere il paziente, di ridurre il numero delle visite di controllo e delle indagini aggiuntive e ripetute dovute ai danni iatrogeni (altro fantastico neologismo) prodotti dai farmaci.
Il medicinale omeopatico non è “sponsorizzato” e non ci permette di aggiornarci gratuitamente, di ricevere gadget, omaggi e quant’altro, dalle case produttrici, restando fuori dal business del farmaco-mercato: “non funziona”.
E no! Se questi sono i parametri di giudizio, l’omeopatia non funziona davvero! Ripeto: “non funziona”.
Chi è medico nell’anima sa che non esiste una panacea universale per tutti i mali, ma che solo l’esperienza e la perizia della mente “scientifica” sa riconoscere ed integrare tra loro i differenti/fantastici stumenti che il progresso ci ha messo a disposizione (terapie farmacologiche, fisiche, diagnostica, agopuntura, erboristeria, omeopatia, ecc…) in una serie infinita di possibilità. È solo il medico esperto che sa coniugare questa conoscenza in un metodo sempre più “personalizzato” e adattato alla persona, e sempre meno alla malattia. Si deve ricostruire il rispetto della singola persona nella terapia e nella diagnosi. In caso contrario ritorneremo alla medicina militare da campo quando si curava tutto solo con la tintura di iodio.
Quella sì che “funzionava”....
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