| Voto utenti |
(0 voto) |
|
| Pagina vista |
1402  |
|
|
|
Può capitare che i vizi siano più importanti delle virtù. Sono loro, infatti, che ci muovono alle reazioni più istintive ed incontrollate, perché sono quelli che dominiamo più difficilmente con la volontà. E sono loro che possono aiutarci a vederci e riconoscerci in uno dei 9 caratteri che da millenni costituiscono l'Enneagramma.
Questa classificazione del carattere, che descrive nove tipologie corrispondenti ai nove vizi "capitali", è ancora ampiamente utilizzata in psicologia moderna, nonostante risalga all'antica dottrina sufi e ai filosofi greci. Ancora attuale, tanto quanto le pulsioni affettive ed emozionali dell'uomo moderno, viene ancora insegnata e studiata in Italia come in Francia e negli U.S.A. da psicologi, psichiatri, omeopati e terapeuti. Ira, invidia, superbia, vanità, sono solo alcuni dei nove modelli in cui ci possiamo riconoscere facilmente, perché "vizio dominante" del nostro carattere, meccanismo ormai noto e consolidato di risposta a situazioni di emergenza.
Come in fisica ad ogni azione corrisponde una reazione, in psicologia ad ogni fissazione corrisponde una passione, una molla che scatta quando meno ce lo aspettiamo, e quando meno lo vorremmo. Ma in tutto questo non vi è giudizio né colpa: ognuno dei nove tipi di carattere ha il suo vizio dominante e la virtù a cui tendere per migliorarsi, ma senza graduatorie (un approfondimento sull'enneagramma si può trovare a due siti in lingua inglese segnalati qui e qui).
Non vi sono tipologie migliori di altre, e per questo sono rappresentate come le nove punte di una stella, tutte equidistanti dal centro (la perfezione e l'equilibrio). Lo psichiatra cileno Claudio Naranjo, che da una vita si occupa di enneagramma, nel suo libro "Carattere e nevrosi" fa riferimento a rimedi omeopatici che rispecchiano le caratteristiche mentale dei vizi umani.
E proprio l'omeopatia si presta maggiormente a "curare" la nostra personalità, ma non cambiandoci, bensì rafforzandoci, ridando al nostro organismo l'energia vitale mancante, per evitare l'emergere preponderante del nostro vizio primario. Un avaro, infatti, sarà sempre più avaro quanto più sarà "scarico" fisicamente e psicologicamente (stress), così come un orgoglioso sarà maggiormente orgoglioso nei momenti di disperazione, quando teme di perdere la stima e la considerazione altrui.
E siccome oggigiorno i momenti di calo e di stress sono sempre più numerosi e sempre più duraturi, gli spigoli del nostro carattere diventano sempre più acuti e pungenti. L'omeopatia associata all'enneagramma, ci aiuta a superare questi momenti, ma soprattutto a riconoscerci in comportamenti coatti, meccanici, negativi e spesso inutili, semplicemente rendendoci consapevoli (prima) e dandoci un rimedio (poi) corrispondente al nostro carattere e quindi alla nostra nevrosi. Parafrasando il titolo di un film di trent'anni fa, concluderei con un moto di speranza per noi tutti "Vizi privati, omeopatiche virtù".
|