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Perché nessuno conta più chi si ammala di H1N1? PDF Stampa E-mail
di Attilio Speciani   

Se su 10.000 ammalati muore una persona, la statistica ufficiale riporta un indice di mortalità di 1 su 10.000. Iniziare a contare solo i morti senza contare più gli ammalati ufficiali fa solo gioco per chi vuole dire che H1N1 rappresenta un pericolo grave; i morti cresceranno e i malati resteranno sempre gli stessi, facendo crescere l'indice di gravità della malattia con un artificio tecnico e non per aderenza alla realtà. È quanto in parte sta avvenendo nel mondo, sottostimando e non considerando l'immenso numero di persone che sono guarite spontaneamente in modo del tutto naturale, senza bisogno di alcun farmaco e spesso senza neanche bisogno dei sintomatici antifebbre spesso utilizzati.

Queste persone ormai non le conta più nessuno; sono diventate poco interesanti dal punto di vista del marketing futuro. Le linee guida di numerose nazioni dicono che il medico che si trovi in un'area in cui è possibile un quadro di diffusione dell'H1N1 non deve neanche più richiedere test di identificazione. Deve considerare la persona malata di H1N1 e basta.

Però c'è stata una caccia al malato davvero estenuante. Negli aeroporti, nelle stazioni marittime, nei luoghi in cui questo facesse sensazione, sono state fermate persone, famiglie e comitive, in alcuni casi obbligate ad un soggiorno ospedaliero coatto, per la teorica difesa della Salute Pubblica.

Tanti ci hanno creduto, salvo poi scoprire (dalla prima pagina del New York Times Health) che i test rapidi utilizzati per la definizione della malattia funzionano in una percentuale che va dal 10% (cioè su 100 malati di H1N1 ne identificano solo 10) al 40%. Alcuni altri test, più lenti ma più precisi, arrivano al 69%, ma la percentuale dei test rapidi, come il Quidel, non superano il 32% come pubblicato su Clinical and Infectious Disease lo scorso maggio (Uyeki TM et al, Clin Infect Dis. 2009 May 1;48(9):e89-92).

Il vero significato di questa scarsissima sensibilità dei test usati negli aeroporti, in frontiera ed in ospedale, è che un enorme numero di malati che sono poi guariti senza alcun problema sono passati attraverso le frontiere di tutto il mondo. E quei pochi presi e innalzati a simboli della gravità della malattia sono stati veramente pochi rispetto al numero enorme di persone che in Stati non occidentalizzati e in frontiere meno controllate non sono stati neanche degnati d'uno sguardo nonostante la febbre la tosse o il raffreddore.

Non è del tutto vero che nessuno conta più i malati, ma il loro numero è ormai grandemente sottostimato. Il numero dei malati poi guariti che non verranno tenuti in alcuna considerazione sarà sempre più elevato.

Continuiamo a ritenere che il marketing, e non la salute pubblica, sia il vero obiettivo di questa campagna relativa alla pandemia da H1N1. Vorremmo richiamare, mentre oggi gli Stati Uniti parlano di una possibile emergenza nazionale, che l'OMS in uno dei suoi ultimi bollettini, ribadisce il basso profilo della malattia, evidenzia che la maggior parte delle persone guarisce spontaneamente senza bisogno di antivirali, e segnala che in fondo, per curare bene l'infezione da H1N1 basta un po' di paracetamolo o qualche farmaco sintomatico.

 
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Commenti  

 
0 #2 Dorjana 01-09-2009 11:10 Grazie
per le parole tranquillizanti , perche siamo quasi terrorizzati.
Citazione
 
 
0 #1 LIVIA RADICE 26-08-2009 12:59 Dott. Speciani, i suoi articoli sono sempre molto interessanti.
Qualche settimane fa io e il mio compagno in Francia ci siamo ammalati di una leggera influenza(che ha colpito anche tante altre persone nella stessa zona) che poi ci e' passata in 4-5 gg. Visti i sintomi poteva essere benissimo la "famigerata" influenza suina e nessuna autorità sanitaria ha saputo della nostra malattia come di quella di tanti altri che si sono curati normalmente come noi. Oppure si trattava di una "normale" influenza. Ma a questo dove sta la differenza? Questo martellamento mediatico e' veramente assurdo…
Citazione
 

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