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Non stiamo neanche a discutere molto dei dati proposti qualche mese fa dal British Journal of Cancer (Monroe KR et al, Br J Cancer 2007 Aug 6;97(3):440-5. Epub 2007 Jul 10), recentemente contestati dalla revisione dello stesso lavoro e discussi ampiamente sul New York Times Health.
Siamo ormai abituati a proposizioni incredibili fatte allo scopo di creare allarme, e alla loro regolare smentita. Ma in questo caso vale la pena di capire perchè l'aggressione si è rivolta verso un frutto così diffuso. L'articolo originale infatti sostiene che il succo di pompelmo possa inibire un particolare enzima (il citocromo p450) coinvolto nella regolazione degli estrogeni, e che quindi inibendo questo enzima possa facilitare lo sviluppo del tumore del seno. Il lavoro, come detto è stato ampiamente contrastato, rileggendo i dati su popolazioni ben più ampie e per un tempo prolungato, ma quello che in realtà è stato proposto è che il pompelmo possa interferire con la gestione di quattro classi di farmaci
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statine (per abbassare il colesterolo)
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calcio antagonisti (per la presione arteriosa)
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immunosoppressori
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ormoni per la terapia sostitutiva
che rappresentano un gruppo di rilevanza economica potentissima. Come già segnalato nell'articolo sull'iperico, riportato a destra nelle notizie correlate, la discussione va avanti da tempo, ma preoccupa quando una notizia di questo genere viene rilanciata in modo importante e destabilizzante. Nessuno legherà mai l'azione del pompelmo a una azione sul citocromo P450, di cui pochi conoscono neppure l'esistenza, ma riuscire a instillare una paura che leghi pompelmo e cancro, e correlare questa paura all'intralcio alla azione di alcuni dei farmaci più venduti al mondo diventa una manovra di marketing potente e prevedibile.
Solo per fare un esempio alcune sostanze importanti come il D.limonene, contenute nel pompelmo e nel mandarino vengono oggi attivamente usate per il controllo del colesterolo (il D.limonene è uno dei composti presenti nel Colestrinol) e evidentemente il pompelmo infastidisce proprio per l'interferenza che ha con alcuni farmaci.
Abbiamo da decidere socialmente se è più importante fidarsi della natura, e dei suoi aspetti di importante sostegno alla salute, oppure dei farmaci e delle case farmaceutiche che li producono. Il rispetto per l'equilibrio presente in ogni essere vivente e per la naturalità delle cose ci ha già fatto scegliere.
Dott. Attilio Speciani
allergologo e immunologo clinico
Redazione Eurosalus
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