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Dimagrire e guarire: ci pensa il cibo integrale PDF Stampa E-mail
di Cristina Florio   
 
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Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità gli adulti in sovrappeso nel mondo sono più di 1 miliardo, di cui almeno 300 milioni clinicamente obesi. In Italia, il tasso di obesità ha subito un incremento del 9% rispetto a cinque anni fa e ora si contano circa 4 milioni e 700 mila persone obese. Dall'America, paese di obesi per eccellenza, arriva però una speranza ufficiale, che ripropone alcuni dei temi propri di dietaGIFT.

Una recente ricerca effettuata dalll'Università della Pennsylvania e pubblicata sull'American Journal of Clinical Nutrition proverebbe che una impostazione alimentare a base di cereali integrali aiuta a ridurre i fastidiosi cuscinetti adiposi, che tormentano uomini e donne di tutto il mondo. Ma c'è molto di più: migliorerebbe globalmente lo stato di salute (Katcher JI et al, Am J Clin Nutr 2008 Jan;87(1):79-90). La Dott.ssa Penny Kris-Etherton, capo della ricerca, dichiara: "Questo è il primo studio clinico effettuato in grado di dimostrare che una dieta ricca di cereali integrali può portare a perdere peso e ridurre il rischio di svariate malattie croniche."

Lo studio, effettuato su 50 obesi tra uomini e donne affetti da diabete, malattie cardiovascolari, obesità addominale, ipertensione ed alti livelli di zucchero nel sangue, ha dimostrato che assumendo una dieta a base di cerali integrali si ottengono migliori risultati in termini di adipe in eccesso. Ma, soprattutto, si riduce l'infiammazione dei vasi sanguigni, abbassando i livelli di Proteina C reattiva nel sangue. La PCR è una sostanza prodotta dal fegato e poi rilasciata nel circolo sanguigno. In condizioni normali i suoi livelli nel sangue sono bassi, ma in presenza di un'infezione o di uno stato infiammatorio possono aumentare anche di molte volte nel giro di poche ore. L'essere in soprappeso e avere un livello di PCR elevato, porta un forte rischio di infarti e ictus.
Tutti i partecipanti allo studio hanno ridotto l'apporto calorico per 12 settimane, ma a metà di loro è stato richiesto di mangiare cereali integrali, mentre all'altra metà del gruppo cereali raffinati.
Alla fine, la perdita ponderale media è stata tra i 4 e i 5 chilogrammi in entrambi i gruppi. Tuttavia, il livello medio di infiammazione si è abbassato del 38% solo nei soggetti alimentati a cereali integrali, mentre non ha subito alcun cambiamento in quelli che avevano assunto una dieta a base di cereali raffinati. Inoltre, il livello di adipe addominale nel gruppo alimentato da cereali integrali è diminuito molto di più.

Ma perché è meglio preferire i cereali integrali come farina di avena, riso integrale e orzo, ai cereali raffinati come pane ed altri prodotti fatti con farina bianca?
In generale gli esperti raccomandano di mangiare cereali integrali, perché conservano meglio i principi nutritivi e le fibre contenute nei cereali. Si dimagrisce più facilmente perché gli alimenti ricchi di fibre tengono più bassi i livelli di zucchero nel sangue e aiutano un miglior transito intestinale. Il livello di PCR nel sangue, inoltre, diminuisce grazie ai principi nutritivi antiossidanti presenti nei cereali integrali, molto meno presenti infatti in quelli raffinati.
C'è una raccomandazione da fare: leggere bene l'etichetta dei prodotti, sulla quale deve essere indicata una percentuale di integrale almeno del 51%.

Si definisce integrale un prodotto alimentare ottenuto dai cereali (frumento, riso, mais, avena, segale, orzo, farro, miglio), che non è stato alterato nella sua composizione originale naturale attraverso processi di raffinazione, e che pertanto contiene tutte le sostanze di cui la natura lo ha fornito all'origine. La farina non raffinata ha un maggiore contenuto di proteine, vitamine del gruppo B, cellulosa o "fibra alimentare" e sali minerali.

Infine un occhio di riguardo alle informazioni nutrizionali. I prodotti definiti "ai 5 cereali" non sempre sono integrali per cui conviene accertarsene leggendo attentamente sull'etichetta la lista degli ingredienti, che per legge devono essere in ordine decrescente di quantità. Correggere la propria alimetazione iniziando per esempio dalla colazione, è un buon inizio. In fondo chi ben comincia... è a metà dell'opera.


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