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Flash da Varsavia: gli allergologi riscoprono l'individualità |
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Redazione Eurosalus
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Come in ogni congresso che si rispetti, tra le tante comunicazioni che segnalano il lavoro di ricerca svolto costantemente a livello internazionale, qualcuna getta le basi per un forte impulso al cambiamento determinando una trasformazione innovativa delle precedenti convinzioni.
Della prima giornata congressuale emergono due importanti considerazioni. La prima riguarda le prospettive di individualità segnalate dalla maggior parte delle comunicazioni scientifiche. Intendiamoci: fino a poco tempo fa ogni raffreddore da fieno era uguale ad un qualunque altro raffreddore da fieno. Oggi invece le applicazioni della ricerca genetica hanno obbligato ogni ricercatore a capire che alla base di ogni singola manifestazione allergologica ci sono espressioni del tutto individuali.
Si torna quindi ad una visione olistica della medicina, con la differenza che prima bastava un colpo d’occhio o il buon senso medico e oggi si ricorre ad una costosa valutazione cromosomica. Ma almeno si è di nuovo messo “al centro” l’uomo con le sue particolarità individuali.
La seconda considerazione riguarda invece una recente scoperta (in realtà è una riscoperta) presentata dallo statunitense Thomas Platts-Mills farà invece cambiare radicalmente molte convinzioni. Fino a ieri infatti si credeva (e molti continueranno a dirlo ancora per anni futuri) che gli anticorpi riconoscessero solo antigeni proteici, mentre Platts-Mills ha evidenziato la presenza di una forte produzione di anticorpi nei confronti di alcuni carboidrati, in particolare di un antigene (il cui nome è alfa-gal) composto soprattutto da galattosio.
La notizia in sé apre le porte ad una rivisitazione di tutte le reazioni allergiche, con particolare riferimento alle allergie alimentari ritardate (intolleranze alimentari) la cui diagnosi evidentemente fino ad ora è stata incompleta e meriterà approfondimenti successivi.
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