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Nutrirsi una tantum con un solo alimento, a scopo depurativo o con altra finalità: questa la definizione di monodieta, una strategia operativa molto cara alla naturopatia antica e moderna.
Si tratta soprattutto di un metodo disintossicante, messo in atto per rimuovere velocemente i sovraccarichi presenti e, mediante la diminuzione delle entrate, far riposare l’organismo e i suoi emuntori (in particolare, l’apparato digerente). La monodieta presenta il vantaggio di eliminare le tossine senza consumare energia vitale (cosa che invece avviene nel ben più drastico digiuno), rivelandosi in genere, se correttamente condotta, assai efficace e sicura.
Scegliendo con attenzione il cibo, è anche possibile utilizzare la monodieta per contrastare specifici problemi: una monodieta di ananas sarà utile ad esempio negli stati infiammatori, mentre una monodieta di orzo aiuterà nella diarrea acuta.
Di norma, il cibo utilizzato nella monodieta è rappresentato da un particolare tipo di frutta o verdura o, per chi trova questo approccio troppo impegnativo, da cereali quali riso, avena o orzo.
Nell’ambito della monodieta, è comunque possibile mangiare differenti cibi nei diversi giorni e anche durante la stessa giornata (ad esempio: al mattino mele, a pranzo insalata e alla sera carote).
La monodieta viene in genere seguita per pochi giorni oppure per un solo giorno alla settimana, ripetendola però in questo caso per alcune settimane consecutive.
Mentre la monodieta agisce, è necessario che la persona passi a un regime alimentare corretto, idoneo alla sua specifica costituzione e il più possibile ipotossico.
Dr. Luca Avoledo
Naturopata
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