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La naturopatia ritiene che la causa profonda di molti problemi di salute sia da ricercare in un fegato che ha perso il suo equilibrio e quindi attribuisce un ruolo importantissimo al corretto funzionamento di questo organo.
I naturopati valutano con attenzione i segnali di un fegato la cui vitalità abbia bisogno di essere implementata e i loro trattamenti sono spesso impostati proprio nell'ottica di migliorare l'efficienza del sistema di disintossicazione. Un sistema di neutralizzazione delle tossine ben funzionante riveste un ruolo chiave persino nella prevenzione di quei tanti tumori in cui gli oncogeni provengono dall'ambiente (inquinanti, cibi, fumo ecc.): a parità di esposizione alle tossine, il rischio aumenta per le persone la cui detossificazione avviene in maniera incompleta.
Certo, impostare la nostra vita in una direzione "ecologica", mangiando cibi sani, freschi e biologici ed evitando di esporci inutilmente a certi veleni, ci aiuterà senz'altro a ridurre molti rischi. Tuttavia potrebbe non essere sufficiente: le fonti tossiche sono ovunque, non solo fuori, ma anche dentro di noi. La detossificazione epatica deve quindi procedere, sempre e comunque, nel modo più efficiente.
Vediamo allora quali sono gli strumenti naturali per riequilibrare o potenziare la capacità detossificante del fegato. Le soluzioni di cui dispone la naturopatia per sostenere il lavoro di questo magnifico "laboratorio" biologico per fortuna non sono poche.
Alimentazione e attività fisica
Come sempre, l'alimentazione è uno dei settori in cui si può intervenire più proficuamente.
Innanzitutto è bene abolire l'alcol e ridurre i grassi.
Abbondanti porzioni di frutta e verdura aumentano poi le probabilità di assicurarsi un sufficiente introito di minerali, vitamine e fibre (la bile ha bisogno di miscelarsi alle fibre per essere efficacemente espulsa dall'intestino; in caso contrario, le tossine vengono riassorbite e ritornano al fegato). In particolare, le brassicacee (cavoli, broccoli & C.) attivano la detossificazione, essendo ricche di sostanze utili all'attività degli enzimi sia di fase I che di fase II. Anche gli agrumi, grazie alla presenza di una sostanza chiamata limonene, sono attivatori degli enzimi di entrambe le fasi; fa però eccezione il pompelmo, che, a causa di un particolare principio attivo - la naringenina -, ha addirittura un effetto opposto, di inibizione del citocromo P450, e quindi consente alle tossine di restare più a lungo nell'organismo prima che vengano distrutte (attenzione ad assumere farmaci con il succo di pompelmo!).
La curcuma è una spezia utilizzabile a volontà (e quindi anche il curry, di cui la curcuma è un componente): è un vero toccasana, che, grazie alla curcumina in essa contenuta, promuove l'attività delle cellule di Kupffer, ha un effetto di rallentamento della fase I e un'azione di stimolo della fase II.
Alla corretta alimentazione è importante affiancare un'adeguata attività fisica, allo scopo di migliorare la circolazione e aumentare la quantità di sangue che passa per il fegato nell'unita di tempo.
Integratori
Tra gli integratori, riveste un ruolo di primo piano il glutatione, sostanza naturalmente presente nell'organismo, le cui scorte però vengono velocemente consumate. Il glutatione è un potente detossificante e, nel contempo, un valido antiossidante.
Efficaci anche MSM (metilsulfonilmetano), NAC (N-acetilcisteina) e SAM (s -adenosilmetionina).
L'amminoacido l-metionina aiuta gli enzimi di fase I e II ed è anche un ottimo fluidificante della bile. L-glutammina e l-taurina velocizzano rispettivamente la fase I e la fase II.
Le vitamine del complesso B e la vitamina C facilitano sia le reazioni di fase I che quelle di fase II e così pure fa il magnesio. Opportuna anche l'integrazione con altri antiossidanti, quali betacarotene, vitamina E a modesto dosaggio e selenio.
Infine, l'assunzione di lecitina di soia, che contiene colina e inositolo, aiuta a liberare il fegato dai grassi, solubilizzandoli.
Piante
E poi ci sono i rimedi "verdi", naturalmente.
Il cardo mariano (preferibilmente sotto forma di estratto secco titolato in silimarina) è un antiossidante specifico del fegato, particolarmente utile in fase I.
Tarassaco, carciofo e rosmarino in tisana sono indicati per il vero e proprio drenaggio epatico, ovvero l'aumento della secrezione e del flusso della bile, che ha il compito di allontanare la frazione liposolubile di tossine che il fegato ha già neutralizzato.
Valido poi l'utilizzo, anche come condimento delle insalate, di poche gocce di olio essenziale di limone, ricco in limonene (che può però scatenare allergie ed è quindi sempre opportuno fare prima una prova di tossicità, versandone alcune gocce nell'incavo del braccio).
Indispensabile, in ultimo, valutare anche l'eventualità di procedere al trattamento dell'intestino: la flora batterica disbiotica trasforma molte tossine presenti nel lume intestinale, aumentandone la nocività, oltre a essere essa stessa produttrice di tossine.
Il vostro fegato ha bisogno di una mano?
Ci sono buone probabilità che la fisiologica detossificazione del fegato abbia necessità di essere aiutata se si verificano le seguenti circostanze:
- esposizione a tossine ambientali (inquinamento, fumo, solventi ecc.)
- uso di farmaci (ancor più se si tratta di pillola anticoncezionale o di antibiotici)
- insufficiente apporto di vitamine e minerali con l'alimentazione
- assunzione di alcol e droghe
- cattiva funzionalità intestinale, disbiosi
- problematiche della pelle (eczema e orticaria, acne, psoriasi, prurito senza causa specifica ecc.)
- mal di testa ricorrenti
- stanchezza costante e inspiegabile
- allergie
- patologie autoimmuni
- alitosi
- nausea
- faticosa digestione dei grassi
- inappetenza al risveglio
- sonnolenza dopo i pasti
- difficoltà di concentrazione
- presenza sull'iride di segni di intossicazione e/o segni riferibili al fegato (evidenziabili dall'analisi iridologica).
Dr. Luca Avoledo
Naturopata
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