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Buongiorno. Mi chiamo Paola e ho 37 anni.
Soffro di leggeri stati d'ansia e claustrofobia: non riesco a prendere mezzi di trasporto e mi agita ogni luogo di cui non conosca la via d'uscita.
Vorrei sapere se può essere utile assumere la passiflora, e in che dosi, o se è consigliabile qualche altra pianta.
Grazie,
Paola.
Gentile Paola,
la passiflora (Passiflora incarnata L.) è una pianta che trova impiego salutistico proprio come ansiolitico, oltre che come induttore del sonno: calma gli stati di eccitazione nervosa, grazie soprattutto ai flavonoidi che contiene. Può essere assunta sotto forma di tisana, 2 o 3 tazze al giorno, o di estratto idroalcolico (tintura madre), alla dose di 30-50 gocce in poca acqua 2-3 volte al giorno, o ancora come estratto secco titolato e standardizzato in flavonoidi, 200-300 mg un paio di volte al giorno. E' un erba officinale che, alle dosi consigliate, non ha controindicazioni e non provoca effetti collaterali né interazioni con farmaci.
Come tutte le piante che esercitano un'azione sedativa sul sistema nervoso, la passiflora funziona meglio in sinergia: tiglio, valeriana, melissa e avena sono, in queste circostanze, le sue "compagne" ideali.
Restando nel Regno Vegetale, possono risultare utilissimi anche i fiori di Bach: oltre al sempre valido Rescue Remedy, la miscela di pronto soccorso da utilizzare al bisogno, prima e/o dopo gli eventi capaci di turbarci, Rock Rose, Mimulus, Aspen e Agrimony sono i fiori che, in prima battuta, sembrerebbero indicati in questi casi per un trattamento sul lungo periodo. Deve essere comunque ricordato che la scelta dei rimedi floreali non può prescindere dalla disamina approfondita delle emozioni che la persona prova.
Cordiali saluti.
dr. Luca Avoledo
Naturopata
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