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Vorrei informazioni sull'uso della rodiola. Desidereri inoltre sapere se tinture madri diverse assunte insieme possono interagire e a chi ci si può rivolgere per conoscere le corrette dosi giornaliere da assumere.
Grazie.
La rodiola (Rhodiola rosea L.) è un’erba appartenente alla famiglia delle Crassulacee. Originaria della Russia e dell’Asia e tipica delle zone montuose e dei climi freddi è una pianta ben conosciuta dalla medicina popolare euroasiatica.
In anni recenti numerosi studi hanno convalidato l'attività adattogena della sua radice: agendo sulla sfera neuroendocrina, la rodiola infatti migliora la capacità dell'organismo di adeguarsi ai cambiamenti esterni e di reagire agli eventi stressogeni. Contrasta quindi l'affaticamento fisico e mentale e gli effetti che ne possono conseguire, tra cui l'ansia.
Avendo anche azione serotoninergica, la rodiola può venire proficuamente impiegata nel trattamento della depressione. Studi clinici condotti su studenti hanno dimostrato che aumenta significativamente le performance mentali (attività intellettuale, apprendimento, memoria, ecc.). Altre ricerche hanno inoltre evidenziato i benefici effetti della rodiola in alcuni disturbi della sfera sessuale, quali l'impotenza moderata e l'eiaculazione precoce.
E' una pianta che può rivelarsi utile nello sport, poiché incrementa i livelli di ATP (adenosintrifosfato) e di CP (creatinfosfato) e aumenta la sintesi proteica. Promuove quindi il miglioramento delle prestazioni fisiche, attenua la sensazione di fatica e aiuta il recupero muscolare dopo sforzi intensi.
La rodiola trova impiego anche nel trattamento dell'obesità e del sovrappeso, poiché stimola il metabolismo dei grassi e calma la fame nervosa.
Tutto ciò senza alcun effetto collaterale conosciuto.
Per quel che riguarda l’uso contemporaneo di tinture madri diverse, le piante possono chiaramente interagire, sia tra loro, che con i farmaci, che con gli alimenti, e quindi devono essere scelte con attenzione (non solo le tinture, ma ogni loro preparazione: estratti secchi e fluidi; tisane; SIPF, ovvero le sospensioni integrali di pianta fresca; ecc.). Le interazioni possono comportare una riduzione degli effetti (classico è il caso dell'iperico, che è un induttore dell'attività degli enzimi del citocromo P450 e che quindi diminuisce l'efficacia di altre piante o medicinali assunti insieme) o, al contrario, un loro potenziamento (ad esempio, guaranà e caffé, liquirizia e cortisone, ecc.).
Le dosi da assumere dipendono dalla valutazione integrata di diversi fattori: la pianta utilizzata, lo scopo, l’età e le condizioni generali della persona, la contemporanea assunzione di altri rimedi naturali o meno, ecc. Per conoscere le corrette dosi si può rivolgere a naturopati, medici e farmacisti esperti in fitoterapia, erboristi.
dr. Luca Avoledo
Naturopata
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