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Psoriasi e naturopatia: esistono davvero soluzioni dolci? PDF Stampa E-mail
di Luca Avoledo   

Gentile naturopata,
ho una domanda urgente che riguarda mio marito. Soffre di psoriasi, soprattutto al volto, sul torace e sulle gambe, e quando lo sfogo compare in viso con violenza non vuole neppure uscire di casa, perchè si vergogna. Sta seguendo una cura omeopatica (è quasi a metà della cura, così ci ha detto il nostro omeopata). Le chiedo se ci sono oligoelementi o altre soluzioni naturali che possano aiutarlo senza interferire con la cura. Il nostro omeopata dice che è un'integrazione inutile, che il risultato lo dà la cura che sta seguendo. Io in passato ho avuto dagli oligoelementi grandissimi risultati per un problema di dermatite, ma allora non stavo seguendo nessuna cura omeopatica. Siamo un po' in confusione... Spero riuscirà a rispondermi presto.
Grazie e un saluto,
C.

Gentile lettrice,

la psoriasi è una dermatite cronica di natura autoimmune e a carattere ereditario, che colpisce quasi un milione e mezzo di italiani, in maggioranza donne. Come spesso capita, la predisposizione genetica non è una condanna inappellabile: esistono diversi fattori scatenanti, tra cui l'alimentazione, lo stile di vita e gli stress psicoemotivi, in grado di slatentizzare o meno la malattia e di aggravarne i sintomi. 

La naturopatia non cura la psoriasi (né altre patologie, d'altronde), ma interviene sempre cercando di migliorare il terreno individuale e correggendo quel che impedisce all'organismo di trovare spontaneamente la strada per la guarigione. 

In primo luogo, quindi, dev'essere attentamente esaminato tutto ciò che altera il normale funzionamento del sistema immunitario, provocando reazioni di tipo infiammatorio, che, nel caso della psoriasi, si localizzano nel distretto cutaneo. 

In genere, è innanzitutto consigliabile verificare l'esistenza di eventuali intolleranze alimentari mediante apposito test. L'ipersensibilità nei confronti dei cibi è infatti in grado di incrementare il livello complessivo di infiammazione dell'organismo. Già semplicemente la corretta gestione dei cibi risultati positivi al test è spesso sufficiente a migliorare la situazione.

Se poi si aggiunge un'alimentazione attenta al controllo dell'insulina (un ormone fortemente proinfiammatorio), come ad esempio dietaGIFT, la temporanea riduzione dei cibi contententi acido arachidonico (altra potente sostanza proinfiammatoria, che si trasforma in prostaglandine provocando infiammazione e vasodilatazione), come carne, latticini e grassi saturi in genere e l'assunzione di generose porzioni di frutta e verdura, pesce ricco di omega 3 (sgombro, sardina, salmone "selvaggio" e non di allevamento, tonno non in scatola ecc.), olio di lino e té verde, si perseguirà un riequilibrio alimentare davvero potente.

Tutto questo senza ancora aver minimamente menzionato i prodotti naturali. Gli oligoelementi, anche sotto forma di oxiprolinati, sono indubbiamente utili: rame, zinco e manganese potrebbero essere le prime scelte. Non vanno però dimenticate piante e funghi: uncaria, boswellia, curcuma e aloe vera sono piante efficacissime nel modulare la risposta immunitaria. E sono importanti anche le piante adattogene, vista l'importanza che ha lo stress, soprattutto cronico, nel sostenere la psoriasi: eleuterococco, withania, ginseng e rodiola sono solo i più noti tra i rimedi verdi adatti in queste circostanze. Tra i funghi, poi, i più efficaci nel regolare la risposta immune e modulare l'infiammazione sono il reishi (Ganoderma lucidum) e l'ABM (Agaricus Blazei Murrill).

Anche un completo trattamento naturopatico dell'intestino è necessario per riequilibrare il sistema immunitario: la flora microbica "cattiva" qui residente (disbiosi) è infatti in grado di alterare la risposta immune. Se a questo poi si affiancasse un'azione di riequilibrio del fegato, i risultati sarebbero ancora più brillanti.

Sembrerebbero già moltissime le sfere su cui intervenire. Eppure c'è dell'altro. Nella psoriasi non possono essere trascurate la psiche e le emozioni: la pelle è la nostra "vetrina", collegata direttamente non solo al corpo, ma anche alla mente, che, attraverso la cute, fa mostra più o meno bella di sé. Tutto quanto serva a calmare e ad armonizzare la mente può essere impiegato: dai fiori di Bach alla meditazione, dalle piante adattogene citate (e altre ancora) allo yoga, dalla riflessologia plantare alle tecniche di rilassamento.

Mi prendo la libertà di darle un ultimo suggerimento: quando si sceglie un professionista, medico, psicoterapeuta o naturopata che sia, è sempre necessario che goda della nostra piena fiducia. Dovrebbe essere così anche per voi e il vostro omeopata. Se così non fosse, cambiatelo. Ma se invece vi fidate di lui, seguite quanto vi propone: senz'altro ha qualche buon motivo per ritenere che a suo marito gli oligoelementi non siano necessari.

Cordialmente,

dr. Luca Avoledo
Naturopata

 
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