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Gentile Dottore,
ho quasi 43 anni, senza gravidanze. Dallo scorso agosto non ho più il ciclo. Contemporaneamente sono iniziate spaventose vampate di calore.
Ho preso salvia, luppolo e melissa (estratto idroalcolico al 55%, 20+20+20 gocce, tre volte al dì) per alcune settimane e le vampate sono scomparse. Come "mantenimento" assumo alimenti a base di soia (rigorosamente biologica) e vedo che funziona.
I miei valori ormonali sono i seguenti.
ORMONE TIREOTROPO: 2.38
PROLATTINA: 16.6
ORMONE LUTEINIZZANTE (LH) 55.5
ORM. FOLLICOLOSTIMOLANTE (FSH): 154.1
ESTRADIOLO: 13.
Non ci sono precedenti (almeno in linea materna) di menopausa anticipata. La ginecologa vorrebbe farmi fare la TOS per 5 anni. Il mio medico di base per 2 o 3, ma io non sono molto convinta, soprattutto perché sto abbastanza bene.
È così fondamentale la TOS per l’osteoporosi ed il cuore? Mi sembra di aver capito che gli effetti protettivi terminano non appena si interrompe il trattamento. Ma sono un’incosciente a non farla vista la "giovane" età? Potrei avere un problema di tiroide?
Mi interessa moltissimo il Suo punto di vista.
Grazie per l’attenzione,
Valentina.
Gentile Valentina,
ricordando che per una diagnosi è sempre necessario rivolgersi personalmente al proprio medico, i valori ormonali che lei riporta sono compatibili con quelli che statisticamente tali ormoni hanno in menopausa. Per quel che riguarda i livelli dell’ormone tireotropo - prodotto dall’ipofisi per regolare la produzione ormonale della tiroide -, questi sono in linea con i normali standard.
Se è vero che climaterio e menopausa non sono malattie, bensì fasi fisiologiche della vita della donna, tuttavia i fastidi più o meno gravi che spesso le accompagnano (vampate di calore; palpitazioni; disturbi vaginali; sintomi della sfera nervosa, quali ansia, depressione, sbalzi d’umore, irritabilità, calo della concentrazione, insonnia; ecc.) possono compromettere significativamente la qualità di vita e creare disagi psicologici anche notevoli, ancor più se la menopausa compare in giovane età, spingendo alla ricerca di valide soluzioni. Ed è pienamente comprensibile il desiderio di optare, quando e dove possibile, per rimedi dolci e naturali, che per fortuna esistono e funzionano egregiamente.
La TOS (terapia ormonale sostitutiva) è un trattamento farmacologico a base di ormoni femminili tipici dell’età fertile - estrogeni o estrogeni e progestinici insieme -, che mira a supplire artificialmente alla loro carenza e ad attenuare alcuni dei sintomi della menopausa, soprattutto quelli vasomotori (vampate e sudorazione).
La supposta capacità della TOS di prevenire infarto, ictus e altre patologie cardiovascolari è stata decisamente smentita da una recente e seria ricerca scientifica (WHI - Women’s Health Initiative), condotta negli Stati Uniti su oltre 27.000 donne.
Ma non è tutto: si è visto che i farmaci estro-progestinici possono addirittura favorire malattie cardiovascolari (ictus ischemico, infarto del miocardio, trombosi venosa profonda ed embolia polmonare), specialmente nel primo anno di assunzione.
Il beneficio della terapia ormonale sulla prevenzione delle fratture ossee invece sembra essere risibile: lo studio ha evidenziato una riduzione dei casi di fratture che non arriva allo 0,5% e pertanto la TOS non viene ritenuta la terapia elettiva per la prevenzione dell’osteoporosi, soprattutto in relazione ai rischi, legati all’uso prolungato, di incorrere in patologie anche gravi.
Lo studio WHI ha inoltre evidenziato che la TOS non è in grado di prevenire altri disturbi tipici della menopausa, quali le cistiti ricorrenti e l’incontinenza urinaria, della quale addirittura aumenta il rischio. Può altresì accrescere il rischio di carcinoma al seno, demenza e patologie della cistifellea, oltre al già citato rischio cardiovascolare.
Considerato il rapporto rischi/benefici, da più parti quindi viene oggi consigliato di utilizzare la TOS unicamente per periodi quanto più possibile limitati e comunque inferiori a 1 anno, alla minima dose efficace e solo se i malesseri della sindrome climaterica comportano un serio deprezzamento della qualità di vita.
Come lei da sola ha potuto verificare, esistono in ogni caso molte strategie naturali sicure ed efficaci, in grado di proteggere la donna in questa delicata fase della vita dai problemi di vario tipo (vasomotori, nervosi ed endocrini), indotti dalle variazioni ormonali della menopausa, contenendo i disagi che la accompagnano e prevenendo quelle patologie (quali l’osteoporosi), in cui, diminuita l’azione protettiva esercitata dagli estrogeni, si può incorrere.
Già la sola alimentazione può offrire un validissimo aiuto (ed è sempre preferibile, quando possibile, introdurre innanzitutto migliorie nell’alimentazione, piuttosto che ricorrere subito alle pastiglie, fossero anche semplici integratori). La soia sotto forma di alimento, da lei utilizzata, è un’ottima soluzione: analogamente ad altri cibi preziosi, quali lenticchie e legumi in genere, cereali integrali, olio di lino, verdura e frutta, contiene fitoestrogeni, sostanze che, pur non essendo ormoni, hanno azione simil-estrogenica, ovvero mimano l’azione degli estrogeni, ma senza averne gli effetti negativi. Le "caldane" inoltre beneficiano decisamente dall’astensione da caffè, alcolici e fumo.
In affiancamento alla "strategia" alimentare, è necessario introdurre una corretta attività fisica nella propria vita quotidiana. La pratica fisica è efficace persino nell’osteoporosi conclamata e in età avanzata; ancora meglio se viene iniziata per tempo. E’ bene associare attività aerobiche (il semplice preferire le scale all’ascensore, le passeggiate di buon passo, la corsa, il nuoto, la bicicletta ecc.) a esercizi anaerobici (il sollevamento di piccoli pesi, ad esempio, è una delle ginnastiche migliori per rafforzare le ossa, poiché stimola l’attività delle cellule responsabili della formazione di nuovo tessuto osseo; studi scientifici dimostrano che tali esercizi possono promuovere significativi aumenti della densità ossea già in un anno).
Numerose sono le piante, assumibili sotto forma di capsule, che contengono fitoestrogeni, in grado di alleviare molti dei fastidi della menopausa (vampate, sbalzi d’umore, secchezza vaginale ecc.) e di svolgere un’efficace azione protettiva nei confronti di diverse patologie: oltre alla già citata soia, il trifoglio rosso (il quale, come la soia, contiene genisteina, daidzeina e gliciteina, isoflavoni che hanno struttura chimica molto simile a quella degli estrogeni e si legano ai loro recettori), la cimicifuga (che inibisce l’ormone luteinizzante LH, il cui aumento è implicato in molte manifestazioni sintomatiche della menopausa), la salvia, il luppolo, l’agnocasto, la dioscorea (Wild Yam), il dong quai (Angelica sinensis).
In merito alla prevenzione della decalcificazione e delle fratture, la naturopatia inoltre consiglia trattamenti rimineralizzanti ad ampio raggio, suggerendo l’adozione di un’alimentazione quanto più possibile alcalinizzante e l’assunzione di supplementi specifici, come i citrati alcalini, alcuni integratori minerali e vitaminici e particolari piante (quali, innanzitutto, equiseto e ortica).
Domandi alla sua ginecologa o al suo medico di base se conoscono le numerose possibilità che offre la Natura, chiedendo loro di assisterla in questa scelta, o, in caso contrario, si rivolga a un esperto del settore, che sarà senz’altro in grado di aiutarla.
Cordiali saluti,
dr. Luca Avoledo
Naturopata
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