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Mal di testa: cosa ne pensa il naturopata? PDF Stampa E-mail
di Luca Avoledo   

Buongiorno, dr. Avoledo.
Nei weekend soffro di emicrania muscolo-tensiva, ma non riesco a trovare la causa.
Potrebbe darmi qualche suggerimento naturopatico?
Grazie,
Monica.

Gentile Monica,

innanzitutto, è bene fare chiarezza: l'emicrania muscolo-tensiva non esiste, ma esiste l'emicrania ed esiste la cefalea muscolo-tensiva.

Entrambe sono cefalee definite primarie, di cui spesso non è possibile individuare una causa precisa: oltre a emicrania e cefalea muscolo-tensiva (tipica dello stress, che fa irrigidire i muscoli di collo e spalle), a questo gruppo appartiene anche la dolorosa cefalea a grappolo.

Esistono poi le cefalee secondarie, che invece sono, di fatto, sintomi, ovvero manifestazioni di altri problemi: da cattiva digestione, per carenza di sonno, legata al ciclo, dovuta a ipertensione, artrosi, traumi, tumori cerebrali ecc.

Molti mal di testa hanno poi cause multiple e sono provocati da una somma di questi e altri fattori. È importante che quindi parli della sua cefalea direttamente con il suo medico, se ancora non lo avesse fatto.

Quanto poi al fatto che la cefalea insorga solo nel fine settimana si tratta di un'evenienza non così insolita. Sarebbe utile prestare attenzione a che non si verifichino variazioni troppo sensibili dei ritmi quotidiani rispetto ai giorni lavorativi: chiudere con lo stress della settimana, dormire di più, cambiare l'orario dei pasti e la loro composizione, bere meno caffè (magari anche più tardi dei soliti momenti) sono tutti fattori che possono scatenare il mal di testa.

Per gestire cefalee ricorrenti che non siano dovuti a patologie organiche, la naturopatia suggerisce innanzitutto di modulare la risposta infiammatoria dell'organismo. Il livello generale di infiammazione viene aumentato in primo luogo dalle ipersensibilità alimentari, che possono essere ben evidenziate mediante specifici test. Un apposito protocollo di rieducazione alimentare relativo ai cibi risultati positivi al test consente di abbassare la reazione infiammatoria e, nel contempo, di farci ritornare a mangiare di tutto senza problemi entro tempi in genere relativamente brevi.

Il legame tra cefalea e cibo è comunque molto stretto, anche al di là di eventuali intolleranze alimentari. Nei cibi infatti esistono sostanze che possono facilitare il mal di testa, in particolare molecole vasodilatatrici che provocano un allargamento dei vasi sanguigni e quindi dolore. Tra di esse c'è l'istamina, un importantissimo mediatore chimico dell'infiammazione, che presenta questa azione di tipo vasodilatatorio, con conseguente aumento della permeabiltà dei capillari, e pertanto la capacità di facilitare la cefalea (e tutta una folta serie di altri disturbi).

Potrebbe perciò essere opportuno limitare certi cibi: sia tutti gli alimenti ricchi di istamina (formaggi stagionati o fermentati, salumi, alcolici, pesce, pomodoro), sia quelli che invece ne promuovono la liberazione nell'organismo (ovvero gli alimenti istamino-liberatori, quali cioccolato, fragole, crostacei, frutta esotica, maiale, semi oleaginosi - noci, mandorle ecc. -). Alcuni di questi alimenti (vino rosso, formaggi stagionati e cioccolato) contengono per giunta anche un'altra sostanza in grado di scatenare gli attacchi, la tiramina.

Intendiamoci, non stiamo parlando di eliminare completamente tali cibi dalla propria alimentazione, bensì solo di ridurne gli introiti, ad esempio evitando incosapevolmente di introdurre piccole quantità di tanti di questi alimenti nella stessa giornata.

Al contrario, altri alimenti specifici, grazie alle loro proprietà, possono essere d'aiuto. Primo tra tutti, il peperoncino, che funziona come un antidolorifico grazie al contenuto in capsaicina. 
E poi lo zenzero: benché i suoi principali benefici si esplichino nel miglioramento della digestione (in caso di pirosi gastrica, nausea, eruttazioni ecc.) e del mal d'auto, lo zenzero ha senz'altro una valida attività antinfiammatoria generale e può essere quindi utile nelle cefalee e anche nei dolori muscolo-articolari. Agisce inibendo enzimi quali la ciclossigenasi e la 5-lipossigenasi, diminuendo, in tal modo, la formazione di importanti mediatori dell'infiammazione come trombossani e leucotrieni. La parte di questa pianta usata a fini salutistici è la radice (che, in realtà, è un rizoma, ovvero un fusto sotterraneo), che può essere assunta anche sotto forma di decotto. Sono stati pubblicati diversi studi scientifici sulle proprietà dello zenzero, tra cui Mustafa T, Srivastava KC Ginger (Zingiber officinale) in migraine headache J Ethnopharmacol. 1990 Jul;29(3):267- 73

Un buon prodotto è anche la curcuma, utilizzata come spezia sopratutto in India, ma in vendita pure in Italia (è anche un costituente del curry): grazie alla sua curcumina, ha attività antinfiammatoria, riuscendo a inibire diverse molecole “proinfiammatorie”, come fosfolipasi, ciclossigenasi e i citati trombossani e leucotrieni. L'ideale? Una spolverata di curcuma ogni giorno su insalata, verdure e altre pietanze. Tra l'altro, questa pianta ha numerosi altri pregi salutistici.

Oltre alle spezie, i rimedi naturali adatti a queste circostanze sono moltissimi e, se ben usati, assai efficaci. Tra i miei preferiti ci sono un minerale, il magnesio, e una vitamina, la B (che in realtà è un gruppo di vitamine), particolarmente utili nei mal di testa tensivi e da stress, grazie alla loro capacità di rilassare il sistema nervoso e i muscoli, nonché un'erba come il partenio (Tanacetum parthenium L.), molto efficace nelle cefalee per le sue proprietà inibitorie nei confronti della liberazione di sostanze vasoattive.

In ultimo, potrebbe essere opportuno “dare una mano” anche al fegato: le riporto due articoli specifici nella colonna di fianco.

Cordialmente,

dr. Luca Avoledo
Naturopata

 
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