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È possibile depurare l'intestino in maniera dolce? PDF Stampa E-mail
di Luca Avoledo   

Gent.mo Dott. Avoledo,
soffro da 20 anni di attacchi di panico su base ansioso-depressiva e da 7 assumo mezza compressa al giorno di
Sereupin. Per questo motivo l'anno scorso mi sottoposi al test DRIA: risultai intollerante a lieviti e latticini e la rotazione infrasettimanale di questi cibi mi ha aiutato davvero molto. In quella sede, mi venne anche consigliato di operare una pulizia intestinale, assumendo una bustina al giorno di un prodotto a base di perossido di magnesio. Il risultato è stato disastroso: subito dopo la prima (e ultima...) bustina, entrai in uno stato di estrema ansia, che durò quasi una settimana. Tuttavia riconosco che probabilmente quel medico aveva visto giusto: ho notato una strettissima correlazione tra fastidi digestivi e comparsa di forti stati ansiosi e, viceversa, quando riesco a svuotarmi, ho la sensazione di trovare sollievo alle problematiche emotive.
Dando per scontato che non assumerò più quel prodotto che mi ha fatto stare così male, esiste la possibilità di depurare l'intestino in maniera più delicata, anche se magari più lenta? Può darmi qualche informazione in tal senso?
Cordialmente,
Marco

Gentilissimo Marco,

la correlazione tra benessere intestinale e DAP (disturbo da attacchi di panico) o, più in generale, ansia, da lei sospettata, è ben conosciuta in naturopatia.

Trattare l'intestino, nel senso di un suo drenaggio/depurazione, di una ricostituzione della normale flora simbiotica e di una correzione della permeabilità delle sue pareti, riportandolo alla sua fisiologica funzionalità, determina in genere grandissimi benefici anche per la sfera nervosa e non solo limitatamente agli attacchi di panico.

Devo confessarle che fatico ad ascrivere la responsabilità della sua forte crisi di ansia al perossido di magnesio, che non ha di questi effetti collaterali. È vero che le risposte individuali talvolta possono anche essere imprevedibili, ma una reazione come quella che descrive, per giunta avvenuta dopo l'assunzione di una sola bustina, rappresenterebbe un caso davvero più unico che raro.

A ogni modo, la risposta alla sua domanda è affermativa: per le prime fasi di un completo trattamento dell'intestino - ovvero quelle relative alla depurazione -, è possibile intervenire anche in altro modo.

Ci si può infatti avvalere di rimedi erboristici ad azione meccanica (mucillagini, fibre) o, analogamente ai sali di magnesio, ad azione osmotica. Tra i miei preferiti, le segnalo un prodotto indiano chiamato isabgol, a base di Plantago ovata e Phyllanthus emblica, e la manna dell'orniello (una specie di frassino), a cui si può pure aggiungere un macerato a freddo di malva, pianta anch'essa ricca di mucillagini. L'assunzione di questi rimedi si protrae in genere per alcune settimane.

Tali prodotti vanno necessariamente accompagnati da oli essenziali, assunti singolarmente o, meglio ancora, opportunamente miscelati tra loro, come quelli di chiodi di garofano, di timo a tujanolo, di ravensara e di tea tree (la ben nota Melaleuca alternifolia, tanto apprezzata da Eurosalus), per una quindicina di giorni.

Con particolare attenzione e per periodi più limitati (ma certo in dipendenza anche dal dosaggio), possono essere impiegati oli essenziali dall'azione molto più decisa, come timo a timolo, origano e santoreggia.

In commercio esistono apposite preparazioni predosate, e quindi particolarmente sicure, a base di questi e altri oli essenziali per il benessere intestinale ed è assolutamente preferibile ricorrere a esse, piuttosto che mettersi a miscelare oli essenziali per uso interno da soli.

Nella sua lunga lettera, mi racconta anche di aver iniziato ad adottare tecniche di rilassamento e meditazione e di averne saggiato le ricadute positive su ansia e depressione. Si tratta di una scelta che ritengo quanto mai opportuna, poiché rappresenta proprio quella mai sufficientemente ribadita introduzione di modifiche allo stile di vita in grado di aiutarci, in maniera “strutturale” e profonda, a migliorare davvero la nostra salute.

Non fa menzione, d'altro canto, di cambiamenti avvenuti sotto il profilo alimentare, al di là della giusta attenzione ai cibi risultati positivi al test DRIA. Sappia che esiste la possibilità di alimentarsi in maniera tale da garantirsi il giusto livello di serotonina (il neurotrasmettitore del buonumore su cui agisce anche il Sereupin) in maniera fisiologica.

Con identica finalità, sarebbe infine opportuno dedicarsi a un'attività fisica aerobica (corsa, nuoto, bicicletta, sci di fondo, camminata di buon passo ecc.), per almeno mezz'ora a giorni alterni o, meglio ancora, tutti i giorni, anche arrivandoci con gradualità. Gli effetti su ansia e depressione sono inimmaginabili.

Cordialità,

dr. Luca Avoledo
Naturopata

 
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