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Dolori mestruali e fitoestrogeni PDF Stampa E-mail
di Luca Avoledo   
 
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Egregio Dottor Avoledo,
mi chiamo Daniela e ho 28 anni.
Ho scoperto da poco Eurosalus e lo trovo un sito molto valido.
So che a distanza non si possono fare diagnosi, né tanto meno prescrivere terapie, ma mi basterebbe qualche informazione.
Le espongo il mio problema. Soffro da sempre di mestruazioni dolorose, con cicli di 32-39 giorni. Ho eseguito diverse ecografie e dosaggi ormonali: tutto nella norma.
D'accordo con il mio ginecologo, nel 2004 prendo la pillola, pur non avendo necessità di un contraccettivo. La situazione migliora molto.
Nel 2006, però, si manifestano disturbi vescicali: faccio cistoscopia con biopsia e mi diagnosticano una cistite. Ho deciso di interrompere la pillola e, navigando in rete, ho letto che potrebbero essere utili i fitoestrogeni. Ho chiesto in farmacia, ma mi hanno riso in faccia dicendomi che li assumono solo le donne in menopausa.
E' vero, dottore? Cosa mi consiglia?
Grazie infinite.



Innanzitutto di cambiare farmacia... Perché i fitoestrogeni sono validi sia nelle situazioni di carenza di estrogeni (climaterio e menopausa, amenorrea) sia in quelle di eccesso (dismenorrea, sindrome premestruale).

Infatti i fitoestrogeni hanno la capacità di agire sia come agonisti che come antagonisti degli estrogeni prodotti dal corpo.
Nel primo caso, si ha un'azione di rinforzo, ad esempio dei pochi ormoni presenti durante il climaterio, e i fitoestrogeni si comportano da estrogeni; nel secondo, i fitoestrogeni agiscono con un meccanismo di competizione con gli estrogeni naturali e si comportano quindi da antiestrogeni.

Questo avviene perché i fitoestrogeni vanno a occupare gli stessi recettori degli estrogeni. I recettori sono strutture presenti sulla superficie delle cellule e sono un po' come una serratura, che può essere aperta solo da una particolare chiave e non da altre; nel caso di estrogeni e fitoestrogeni, però, le due chiavi sono pressoché uguali, perché si tratta di molecole dalla struttura molto simile.
Una volta che un recettore è occupato, a esso non può attaccarsi nient'altro. Nell'utilizzo dei fitoestrogeni, si sfrutta proprio questo effetto: si assumono fitoestrogeni in modo che i recettori vengano da questi occupati, impedendo quindi che a essi si attacchino gli estrogeni. Il vantaggio, nella dismenorrea, è dovuto al fatto che i fitoestrogeni hanno un'attività estrogenica molto minore di quella degli estrogeni prodotti dal corpo e quindi vengono mitigati i disturbi provocati dall'eccesso di estrogeni, come i dolori.

I fitoestrogeni, che sono presenti in diverse piante, non sono tutti uguali e hanno quindi effetti diversi
Agnocasto, liquirizia, soiatrifoglio rosso contengono fitoestrogeni particolarmente efficaci come antiestrogenici e sono pertanto utili nella dismenorrea e nella sindrome premestruale.
Cimicifuga e angelica cinese (dong quai) contengono fitoestrogeni ad attività più agonistica e sono quindi preferibili in menopausa e nelle amenorree. L'angelica tuttavia è anche in grado di migliorare la contrattilità uterina e può pertanto essere utilizzata per calmare i dolori mestruali. 

Quando, come nel caso in questione, si ricerca l'effetto antagonista degli estrogeni, è necessario attendere un paio di mesi prima di vedere i risultati, poiché i fitoestrogeni devono raggiungere nell'organismo quantità abbastanza significative da poter competere efficacemente con gli estrogeni prodotti dal corpo.

Dev'essere precisato che non esiste solo un iperestrogenismo reale, con un eccesso di estrogeni nel sangue rilevabile dai dosaggi ormonali, ma anche un iperestrogenismo relativo, di tipo funzionale, con i valori ormonali nella norma. 
In questi casi il problema è dovuto all'aumento del numero dei recettori degli estrogeni sulla superficie cellulare, fenomeno che potenzia l'azione degli ormoni in circolo. Tra i fattori che provocano un aumento dei recettori cellulari c'è l'insulina: un'alimentazione che ne controlli la produzione è quindi fondamentale anche nella dismenorrea.

Come lei giustamente afferma, non si possono fare diagnosi o prescrivere terapie a distanza. In più, la naturopatia non agisce in questo senso
.
La stupirà forse scoprire che la dismenorrea e la sindrome premestruale in naturopatia sono interpretate spesso come uno squilibrio del fegato e dell'intestino. Vanno pertanto trattati questi due organi, riportandoli alla loro piena funzionalità: il fegato perché deve svolgere efficacemente il suo compito di inattivare gli estrogeni naturali in eccesso; l'intestino perché non deve trovarsi in una condizione di disbiosi (ovvero presentare una flora batterica alterata), in cui gli estrogeni degradati dal fegato verrebbero nuovamente riformati.

Le segnalo comunque tanti altri rimedi naturali utili, oltre ai fitoestrogeni, che Eurosalus suggerisce in queste circostanze, così come anche alcune tra le più efficaci soluzioni per la cistite, che in effetti l'assunzione della pillola anticoncezionale può facilitare.


Cordiali saluti,

dr. Luca Avoledo
Naturopata


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