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di Luca Avoledo   

Soffro da circa 20 anni di ipercolesterolemia con valore del colesterolo totale di circa 240 e HDL 60. Qualche medico mi prescriverebbe le solite statine, qualche altro dice di aspettare. Che consiglio mi potete dare voi? Io ben volentieri prediligo i rimedi naturali.
Grazie molte e cordiali saluti,
Claudio.

Gentile Claudio,

i valori che riportanon rappresentano un fattore di rischio cardiovascolare secondo gli standard medici attuali. Il valore corretto di colesterolo è quello che risulta dal rapporto colesterolo totale/colesterolo HDL (l’HDL è il cosiddetto “colesterolo buono”, importante per mantenere pulite le arterie): nel suo caso è compreso tra 4 e 5 (240 : 60 = 4), il range che la medicina ritiene ideale.

Considerati inoltre gli effetti collaterali delle statine, è sempre opportuno rapportarsi a medici in grado di inquadrare i livelli dei grassi nel sangue nella prospettiva più corretta.

In ogni caso, uno stile di vita ispirato ai principi naturopatici può senz’altro apportare benefici anche negli squilibri dislipidemici.

È fondamentale in primo luogo alimentarsi in modo intelligente, sia introducendo cibi capaci di aumentare il colesterolo HDL (aglio, cipolla, pesce grasso di mare, olio d’oliva e vino rosso di buona qualità, soia, mela, pompelmo), sia nutrendosi di alimenti in grado di diminuire il colesterolo “cattivo” LDL (come le verdure, i legumi e la frutta in genere), sia evitando i prodotti contenenti grassi vegetali idrogenati - ovvero tutti i “cibi-spazzatura” preparati industrialmente: brioches, biscotti, grissini, cracker, salatini ecc., ricchi tra l’altro di molti ulteriori additivi nocivi -, che innalzano l’LDL e interferiscono con la capacità del corpo di regolare i valori del colesterolo. 

E i pubblicizzatissimi mini-drink a base di steroli vegetali, venduti nel banco-frigo del supermercato e di cui si consiglia l'assunzione di un flaconcino al giorno, possono essere utili nell'alimentazione quotidiana? In alcuni casi sì, perché, avendo struttura molecolare simile a quella del colesterolo, questi fitosteroli entrano in competizione con il colesterolo alimentare a livello dei recettori intestinali, riducendone l’assorbimento e quindi la concentrazione nel sangue. Il loro effetto però si esplica solo sul colesterolo esogeno, ovvero quello di origine alimentare. E il colesterolo che proviene dagli alimenti rappresenta meno di 1/4 del colesterolo totale dell'organismo: la gran parte di questo grasso è infatti prodotta dal nostro fegato (tale produzione, tra l’altro, aumenta, per compensazione, quando cala eccessivamente l’introito di colesterolo alimentare).

Ben più importante è quindi il controllo della produzione endogena di colesterolo. Ciò si attua ancora una volta attraverso una corretta alimentazione, che in particolare riduca l’eccesso di carboidrati (gli zuccheri sono infatti precursori di trigliceridi e colesterolo) e mantenga la calma insulinica (l’insulina è un ormone proinfiammatorio, lipogenico e aterogeno, che attiva l’HMG-CoA-reduttasi, l’enzima deputato alla sintesi del colesterolo). Si tratta di concetti e suggerimenti che sono ben noti a chiunque segua un regime alimentare come DietaGIFT.

La pratica quotidiana di un’attività aerobica (walking sostenuto, corsa, nuoto, bicicletta ecc.) è il necessario complemento al riequilibrio alimentare. Lo sport di resistenza diminuisce l’LDL e incrementa l’HDL, abbassando quindi il fattore di rischio coronarico. Più che l’intensità dell’esercizio è importante la sua quantità: alcuni studi hanno verificato che, ad esempio, fare jogging per 4-5 chilometri al giorno è sufficiente a modificare in pochi mesi i valori di colesterolo e trigliceridi in modo rilevante.

Se tutto ciò ancora non bastasse, può venirci in aiuto una lunga serie di rimedi naturali: magnesio, meglio ancora se associato a carnitina, un amminoacido attivato dal magnesio e in grado di operare la combustione dei grassi circolanti, che vengono così trasformati in energia; cromo, che aumenta l’HDL e abbassa LDL e insulina; vitamina C, ipocolesterolemizzante; acidi grassi essenziali omega 3, che innalzano il rapporto HDL/LDL; estratto secco di carciofo - meglio se titolato al 4-5% in acido caffeilchinico -, che rallenta la biosintesi del colesterolo endogeno con velocità confrontabile a quella delle statine (è stata verificata una riduzione del 25% dell’LDL in 16 settimane); efficacia paragonabile alle statine hanno anche i prodotti a base di riso rosso fermentato con Monascus e di gamma orizanolo, che producono un abbassamento della colesterolemia totale e del colesterolo LDL e un innalzamento dell'HDL.

In queste circostanze, comunque, la naturopatia ascrive un valore fondamentale al miglioramento della detossificazione epatica. Consiglia pertanto l’assunzione di prodotti quali, in prima battuta, la curcuma (sia sotto forma di integratore che come spezia), l’MSM, il glutatione, la triade metionina-colina-inositolo, i gemmoderivati di rosmarino e ginepro, il crisantello e il cardo mariano in estratto secco, le vitamine del gruppo B, l’olio essenziale di limone.

Cordiali saluti,

dr. Luca Avoledo
Naturopata

 
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