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Buon giorno.
Ho 31 anni e vorrei sapere se la naturopatia mi può aiutare per questo problema che mi dispera non poco, dovendo lavorare sempre a contatto con il pubblico.
Soffro anche di sinusite cronica e in passato ho avuto problemi di gastrite.
Ho fatto il test delle intolleranze alimentari e qualcosa ho risolto, togliendo gli alimenti non tollerati (latticini, zucchero bianco, cipolla, riso, arance).
Grazie,
Barbara.
Gentile Barbara,
quando l'igiene orale sia accurata e rivolta non solo ai denti ma anche alla lingua, l'alito cattivo persistente è generalmente imputabile a uno squilibrio a uno o più livelli dell'apparato digerente: stomaco - del quale in effetti lei segnala qualche difficoltà -, intestino e fegato.
Tuttavia esistono anche particolari patologie (piorrea, diabete, alcune malattie polmonari, ecc.) che possono provocare alitosi. Tra queste c'è la sinusite.
Pertanto, è sempre necessario ragionare in senso causalistico, ricercando la reale origine del problema ed intervenendo su quella.
In caso di sinusite, possono essere utilizzati insieme rimedi mirati al rafforzamento delle difese immunitarie (zinco, vitamine A, C ed E, echinacea, aloe, uncaria) e altri ad azione antinfettiva (rame, diversi oli essenziali, tra cui quelli di tea tree, ravensara o eucalitpo).
Se il problema fosse legato agli organi digestivi, l'alitosi beneficerebbe di un completo trattamento di depurazione epatico-intestinale, in grado anche di riportare alla fisiologica funzionalità questi due organi così importanti per la nostra salute, i cui squilibri creano ripercussioni in quasi ogni distretto dell'organismo.
Vitamine del gruppo B, glutatione, MSM, tarassaco, carciofo, fumaria e altri prodotti naturali sostengono il lavoro del fegato, mentre agenti di massa, fermenti lattici (di buona qualità!) e sostanze in grado di riparare la mucosa (la quercetina, il fungo Hericium erinaceus, l'alga klamath) sono i rimedi che la naturopatia consiglia per l'intestino e che può trovare dettagliatamente illustrati alla voce Il trattamento naturopatico dell'intestino.
Se la digestione necessitasse di un ulteriore aiuto, potrebbero essere impiegati specifici enzimi vegetali, tra cui papaina e bromelaina, derivati rispettivamente da papaia e ananas.
Bene sarebbe valutare anche l'impatto dello stress, considerata la sua notevole capacità di alterare la normale funzionalità di fegato e intestino (e anche di sostenere la gastrite).
Tutto ciò, dando per scontato, come sempre, che l'alimentazione quotidiana sia corretta.
L'individuazione di ipersensibilità alimentari mediante apposito test è sempre importante in tutte le manifestazioni su base infiammatoria (e non solo).
Per quel che ci riguarda, tuttavia, sconsigliamo decisamente l'eliminazione totale degli alimenti non tollerati, per i notevoli rischi connessi a questa modalità di gestione delle ipersensibilità.
Per completezza d'informazione, le segnalo che esistono anche alcuni prodotti naturali capaci di ridurre tutti gli odori corporei sgradevoli (sudore, secrezioni, ecc.), come ad esempio la clorofilla, ma, a mio avviso, costituiscono soluzioni troppo sintomatiche, quasi "cosmetiche", che non intaccano le cause profonde del problema.
Cordiali saluti,
dr. Luca Avoledo
Naturopata
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