lunedì, 28 maggio 2007 9:54

Il benessere intestinale

La funzionalità intestinale è, di norma, uno dei principali oggetti delle attenzioni del naturopata durante un consulto.

Stitichezza, diarrea, colon irritabile o “colite”, gonfiore, dolori addominali: oltre a essere estremamente diffusi nel mondo occidentale, sono i segni più eclatanti che ci dicono che il nostro intestino è in difficoltà. Ma, agli occhi di un naturopata, risultano fondamentali anche altri possibili indizi di una cattiva funzionalità intestinale, che solo in apparenza possono sembrare non collegabili, quali problematiche di pelle, capelli e unghie fragili, stanchezza, raffreddori e bronchiti frequenti, malattie autoimmuni, ansia e depressione, allergie e intolleranze, cistiti, herpes, cellulite ecc. Insomma, il naturopata moderno è sì assai diverso da quello di molti decenni fa, che consigliava di trattare l'intestino pressoché in ogni situazione, ma anch'egli attribuisce al benessere intestinale un ruolo fondamentale.

Le funzioni che l'intestino svolge sono stupefacenti: da un lato infatti è un organo di assorbimento dei nutrienti, ma dall'altro costituisce una barriera fisica e immunitaria al passaggio di tossine, microrganismi, cibi indigeriti e proteine allergizzanti.

Il carico tossico intestinale è tenuto in parte sotto controllo da una flora batterica simbiotica “buona” che qui risiede, contrastando la proliferazione di batteri nocivi, miceti, virus, parassiti ed esplicando numerose altre attività essenziali, tra cui la sintesi di alcune vitamine e la neutralizzazione di diverse sostanze cancerogene.

Attraverso l'intestino vengono assorbiti non solo i nutrienti principali, ma anche vitamine e minerali necessari agli enzimi, i responsabili di tutte le reazioni biochimiche che avvengono nell'organismo. Se l'efficienza intestinale non è perfetta, l’assimilazione di questi micronutrienti diventa problematica e gli enzimi non riescono a svolgere le loro funzioni. In tal caso, anche se la nostra alimentazione è sana, non riusciamo a ricavare dal cibo quel che ci serve per stare bene.

Inoltre la mucosa intestinale, in alcune circostanze, può non essere del tutto impermeabile alle tossine, che riescono così a penetrare nel circolo ematico e da qui a diffondersi in ogni parte del corpo, producendo un ampio ventaglio di conseguenze negative.

Può quindi verificarsi una situazione paradossale, per la quale le tossine intestinali e i prodotti di scarto vengono assorbiti, mentre le sostanze utili non sono assimilate a sufficienza, condizione che ci predispone a disordini immunitari, malattie acute e processi cronici e degenerativi. È noto, ad esempio, che alcune tossine, come quelle dei saccaromiceti intestinali, possono provocare direttamente immunosoppressione; che numerose specie di batteri nocivi aumentano la produzione di acidi biliari cancerogeni, quali l'acido litocolico; che esiste una relazione - evidenziata da diversi studi - tra tossine intestinali e carcinoma della mammella.

Le principali cause all'origine di questo squilibrio della funzionalità intestinale sono le seguenti.

a) Cattiva masticazione, alimentazione non corretta ed errate combinazioni alimentari, che ostacolano i processi digestivi e permettono al cibo indigerito di arrivare nell'intestino crasso, ove scatena reazioni infiammatorie e provoca disbiosi (sostituzione delle normali popolazioni batteriche benefiche da parte di altre dannose), che a sua volta rende sempre più difficile la digestione. I cibi mal digeriti infatti, in presenza di disbiosi, vanno incontro a fenomeni fermentativi e putrefattivi, che portano alla liberazione di sostanze quali cadaverina e putrescina (sic!), provocano dolori e fanno nascere disturbi nei più disparati distretti corporei.

b) Reazioni di ipersensibilità ad alcuni cibi. Come ben sa chi frequenta Eurosalus, negli ultimi anni il numero di persone che presentano malesseri legati a intolleranze alimentari è aumentato in maniera rilevante. I naturopati ritengono le ipersensibilità una delle ragioni principali alla base della maggior parte dei disturbi non diagnosticati nei soggetti considerati “sani”, oltre che parti in causa nella genesi di diverse malattie croniche. Limitandoci al tema in esame, le intolleranze conducono velocemente a disbiosi, sono una delle principali cause di malassorbimento e possono provocare gravi lesioni alla mucosa intestinale.

c) Turbe emozionali. Cervello e apparato gastrointestinale sono profondamente connessi dal punto di vista neurologico: stress, ansia, depressione e paura alterano le secrezioni acide dello stomaco e quelle basiche del tenue e tali modifiche del pH portano al proliferare di batteri dannosi. I fattori psico-emotivi influenzano anche la motilità della muscolatura intestinale, provocandone iperfunzione (che porta a diarrea) o ipofunzione (che determina stipsi). Non solo il cervello agisce sull’intestino, ma è vero persino il contrario: molti neurotrasmettitori, come la serotonina (il “neurotrasmettitore del buonumore”), sono prodotti anche nell'intestino; in caso di disfunzionalità intestinale, la formazione di neurotrasmettitori ne risente e possono manifestarsi disturbi del comportamento.

d) Stipsi. È sia causa che effetto del malessere intestinale. Il rallentamento del transito del materiale fecale determina un incremento anche notevole della tossicità e del passaggio delle tossine attraverso la mucosa.

e) Assunzione di alcuni farmaci, tra cui antibiotici, certi antidepressivi, corticosteroidi, FANS e pillola anticoncezionale (uno dei più potenti fattori di proliferazione di batteri nocivi e di produzione di radicali liberi). Molti di questi medicinali, oltre a provocare disbiosi, a interferire con le funzioni della barriera intestinale e a renderla più porosa, promuovono la moltiplicazione oltre misura di lieviti naturalmente presenti nell'intestino, quali la candida (Candida albicans), soprattutto in presenza di un sistema immunitario già indebolito. La proliferazione della candida provoca svariati problemi, primi tra tutti il danno alla mucosa e l'alterazione della risposta immunitaria.

Gli esiti di tutto ciò, in buona sostanza, sono quelli a cui accennavamo: presenza eccessiva di tossine nell'intestino e lesioni nella mucosa, le quali, aumentando la permeabilità intestinale, permettono l'anormale passaggio di sostanze e tossine dall’organo digestivo al sangue.

In merito all'eccesso di tossine, oltre a quelle che introduciamo quotidianamente con cibo e acqua, nell'intestino si ritrovano le tossine endogene prodotte dai batteri nocivi eventualmente presenti.

La disbiosi è una delle principali cause di tossicità. Danneggia direttamente le cellule intestinali, provoca alterazioni del transito con putrefazione, fermentazione, produzione di alcol e gonfiore, altera la risposta immunitaria e genera metaboliti tossici che possono essere assorbiti dal corpo. Certi microrganismi addirittura trasformano in cancerogene diverse sostanze innocue dei cibi e dei secreti del fegato. Alcuni metaboliti batterici provocano inoltre problemi neurologici, poiché mimano l’attività di certi neurotrasmettitori (le molecole mediante le quali funziona il sistema nervoso), provocando alterazioni del comportamento, ansia e depressione.

Le tossine batteriche non smettono di fare danni nemmeno quando sono distrutte: infatti il fegato, per neutralizzare l’ingente carico tossinico, deve impegnare molti dei suoi enzimi di detossificazione, con conseguente aumento della produzione di nocivi radicali liberi e affaticamento di questo prezioso organo, già impegnato nell'eliminazione delle tossine ambientali (inquinanti, alimenti, farmaci, ecc).

La disbiosi crea quindi alterazioni a catena e a tutti i livelli, che ci rendono assai vulnerabili.

Il problema della tossicità si aggrava se è accompagnato da lesioni della sottilissima barriera rappresentata dalla mucosa intestinale. Quando compare un'eccessiva porosità della mucosa, il passaggio dall’intestino al resto dell'organismo di sostanze che normalmente non penetrano aumenta in maniera drammatica. In tal caso, oltre a una maggior quantità di tossine, entrano nel corpo anche batteri e allergeni alimentari, che in primo luogo determinano un ulteriore sovraccarico epatico e una modificazione della risposta immunitaria.

Naturopata

Depurazione  Disbiosi  Tossine  Intestino 

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