La bartolinite, da molti conosciuta come ascesso della ghiandola del Bartolini, è una delle forme ascessuali più fastidiose che ci siano. La bartolinite compare spesso in relazione all'attività sessuale, ma anche senza nessuna attinenza con questa; una piccola ghiandola situata nel contesto delle piccole labbra della vagina (ghiandola del Bartolini), inizia a gonfiarsi e a fare un male notevole.
Talvolta raggiunge anche le dimensioni di una albicocca e moltissime persone sono arrivate a dovere incidere l'ascesso per superare l'infezione acuta, e in seguito a effettuare un intervento chirurgico per eliminare la ghiandola che continuava ad infettarsi.
La medicina naturale affronta di solito in modo molto semplice questo tipo di infezioni, e le persone che hanno dovuto operarsi pur avendo iniziato un trattamento naturale sono davvero poche.
La prima volta che Maura scoprì di avere una ghiandola strana proprio lì, in mezzo alle sue piccole labbra, restò molto sorpresa. Aveva letto di una possibile ghiandola o cisti del Bartolini, ma in tutta la sua vita non aveva mai avuto occasione di sentirla e quindi non la riteneva una possibile preoccupazione. Lo spavento iniziale (un gonfiore? un linfonodo? un qualcosa di ignoto?) lasciò gradualmente il posto ad un dolore veramente insopportabile, e quando arrivò in Pronto Soccorso le sembrava di essere un personaggio da barzelletta, camminando a gambe larghe con dolori simili a quello di un dente infiammato che le impedivano quasi di muoversi.
La prima volta in ospedale incisero e drenarono l'ascesso, e Maura credette che a quel punto le sue preoccupazioni sarebbero finite, ma come purtroppo avviene sovente, l'infezione iniziale era già il segno di uno squilibrio alimentare e di una riduzione delle difese antinfettive naturali dell'organismo. Così nel corso del primo anno un episodio analogo si presentò per altre 4 volte e dovette incidere la ghiandola ancora una volta, rimpinzandosi nelle altre occasioni con megadosi di antibiotici, che in aggiunta le provocarono ogni volta un episodio di candida.
Fu dopo avere rinunciato ad un viaggio (la ghiandola si infettò 2 giorni prima della partenza per le ferie) e avere vissuto malamente il successivo (la ghiandola si infettò 2 giorni dopo la partenza) che decise di cercare altre strade, prima di arrivare ad un intervento spesso fastidioso. Iniziò allora a risistemare la propria alimentazione in modo da ridurre l'aspetto infiammatorio generale e l'infiammazione da cibo, studiando la presenza di intolleranze alimentari, scoprendo che anche il suo mal di testa e l'acne migliorarono notevolmente. Poi iniziò l'assunzione di integratori a base di Zinco, Rame e Manganese per migliorare le capacità antinfettive dell'organismo (Oximix 1+ oppure Oximix 2+) e imparò ad usare l'olio essenziale di melaleuca, sia per applicazioni locali sia prendendolo per bocca. Questo olio è uno dei rimedi antibiotici naturali più efficaci che esista ed è sicuramente una delle armi vincenti nei confronti delle forme ascessuali.
Per qualche mese Maura portò sempre con sé i due rimedi che meglio si adattavano al modo personale in cui la sua ghiandola si gonfiava. Per lei, Belladonna 9 CH e Mercurius solubilis 30 CH erano i medicinali omeopatici da assumere immediatamente (3 granuli di uno e dell'altro per 5-6 volte in giornata, calando poi la frequenza di assunzione in base al miglioramento ottenuto) ai primi segni di gonfiore o dolore locale. A distanza di un anno Maura aveva avuto un accenno di inizio di Bartolinite per 2 volte, prontamente regredito con l'uso dei medicinali segnalati, e null'altro, godendosi finalmente le vacanze, l'intimità serena con il proprio compagno e i viaggi che aveva programmato.
La Bartolinite è comunque un ascesso, quindi valgono tutte le indicazioni date appunto alla voce Ascesso su questo stesso sito, ma ci sono alcuni tratti specifici della Bartolinite che suggeriscono un intervento diretto con modalità particolari.
Ai primi segni di rigonfiamento della ghiandola (per chi se ne accorge prima) o alla comparsa del dolore, iniziare ad assumere del Mercurius solubilis 15 CH o 30 CH (non usate diluizioni basse come la 5 CH o la 7 CH) associato con Belladonna 5 CH (ma va bene qualunque diluizione compresa tra la 5 CH e la 30 CH) prendendo 3 granuli di uno e 3 granuli dell'altro anche ogni 30-40 minuti fino a che il fastidio non inizia a calare. A quel punto si inizia a ridurre la frequenza di assunzione e si porta a conclusione il tutto arrivando nei giorni successivi a sole 2-3 assunzioni al giorno.
Spesso i rimedi omeopatici che aiutano a ridurre il residuo indurimento della ghiandola (una specie di nocciolina percepibile alla base delle piccole labbra), e che vanno usati dopo avere fermato il ripetersi delle forme infettive, sono Thuia e Conium maculatum.
In tutte le forme ascessuali è di estrema importanza l'uso di un antibiotico e antifungino naturale come l'olio essenziale di Melaleuca di cui prenderne 3-4 gocce per 4-5 volte al giorno e la frequenza delle assunzioni deve andare a scalare progressivamente, nel volgere di 3-4 giorni con il miglioramento della situazione.
In Fase acuta va usato il Rame, presente in composizioni come Oximix 1+, assumendone 2,5 ml in abbondante acqua o succo ogni 8 ore fino a risoluzione dell' ascesso oppure utilizzare la associazione Manganese Rame Zinco, allo stesso dosaggio.
Quando esiste la tendenza a ripetere episodi di ascesso della ghiandola del Bartolini, ci si deve domandare quali siano gli aspetti di squilibrio dell'intero organismo.
Nella nostra pratica clinica, una volta esclusa la componente legata a indumenti stretti o che impediscono al respirazione locale (jeans stretti, collant sistematici) gli elementi che di solito sono compromessi o alterati sono quelli di tipo nutrizionale (infiammazione da cibo), di tipo disbiosico (Candidosi vaginale o intestinale), e quelli di carente integrazione vitaminico minerale. Anche un'alimentazione troppo ricca di carboidrati, con il conseguente eccesso di insulina può contribuire a mantenere nel tempo la ripetizione di questi episodi.
In genere quindi si lavora sulla integrazione minerale per un lungo periodo (1 dose al giorno di Manganese Zinco Rame o di Cellfood Multivitamin o di Bio45), si ricercano le possibili intolleranze alimentari presenti (le più frequenti riguardano latte, lievito e sostanze fermantate) attraverso un Test DRIA o un Recaller Program.
Allergologo e Immunologo Clinico
Medico

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