mercoledì, 18 aprile 2007 14:39

Orzaiolo e calazio

Da alcuni mesi mi sono comparsi un calazio all'occhio destro e due al sinistro. Mentre il primo è quasi completamente riassorbito, gli altri due, sopratutto dopo aver provato degli impacchi di argilla, sono notevolmente cresciuti. Ho provato prima con un prodotto erboristico composto da Cedrus, Ulmus, rosa, rafano e fumaria. Poi dei fiori di Bach e precisamente Oak, Heather, Vine. Siccome vorrei evitare l'intervento, desidero sapere se ci sono altri consigli utili, dato che il problema persiste.
Grazie dell'attenzione.

I miei piu' cordiali saluti,
Maria Pia.

Gentile Maria Pia,

il calazio, come l’orzaiolo, è originato da un’infiammazione di una o più ghiandole sebacee, chiamate ghiandole di Meibomio, che costellano in gran numero le palpebre. Il loro dotto, che, per lubrificare l’occhio, porta il sebo dalla ghiandola all’esterno, può talvolta infiammarsi e ostruirsi, provocando la formazione di una piccola tumefazione rotondeggiante, in genere sul bordo della palpebra, meno frequentemente entro il suo spessore.

Mentre l’orzaiolo rappresenta la fase acuta, infiammata e dolorosa di questo processo, che si risolve nel giro di pochi giorni, il calazio costituisce quella cronica, che di solito risulta più fastidiosa che dolorosa. Anche il calazio può regredire spontaneamente, benché in tempi talvolta notevolmente più lunghi rispetto a quelli dell’orzaiolo. Qualora non regredisca, la medicina consiglia in genere l’asportazione chirurgica.

Soprattutto nei casi in cui il calazio sia di recente comparsa, si può cercare di liberare il dotto escretore ostruito applicando un impacco tiepido a base di fitoterapici decongestionanti, quali eufrasia, fiordaliso, camomilla, calendula, sambuco: se ne fa un’infusione, si filtra, si lascia raffreddare un po’ e ci si intinge una garza, da porre sull’occhio per un quarto d’ora circa, tre volte al giorno. All’infuso raffreddato si possono aggiungere anche due gocce di Crab Apple, il fiore di Bach per la depurazione fisica e mentale.

Inoltre sono utili micromassaggi sul calazio, effettuati con le dita ben pulite, della durata di alcuni minuti, anche in questo caso 3 volte al giorno.

Certo è che la naturopatia, che mira a individuare le cause ultime e ad agire su queste piuttosto che sopprimere le loro manifestazioni sintomatiche (approccio spesso ritenuto addirittura nocivo), consiglia un trattamento di ben altra portata. La pelle infatti è uno specchio e i suoi disturbi sono segnali importanti, da interpretare con cura ed esperienza per capire che cosa non va nell’organismo. La calaziosi, ovvero la comparsa contemporanea di più calazi, potrebbe essere la risposta a una diminuita funzionalità dei principali organi emuntori, in particolare a difficoltà intestinali (stipsi, disbiosi ecc.) o a una scarsa capacità detossificante del fegato. L’occhio, tra l’altro, secondo l’Energetica Tradizionale Cinese è strettamente collegato al fegato e alla sua funzionalità. Andrebbe quindi senz’altro considerata l’opportunità di procedere a un completo trattamento naturopatico di fegato e intestino, in grado di incrementare l’efficienza emuntoriale e di promuovere la corretta eliminazione delle tossine.

Il trattamento deve essere necessariamente accompagnato da opportune correzioni alimentari, che da un lato alleggeriscano e migliorino il lavoro degli organi emuntori, dall’altro consentano di evitare i picchi glicemici e la conseguente iperproduzione di insulina, ormone proinfiammatorio, per di più in grado di facilitare manifestazioni seborroiche. Sono quindi importanti: l’abolizione di fritti, alimenti pesanti e sostanze tossiche (fumo, alcol, caffè ecc.); l’astensione temporanea dal consumo di zuccheri e latticini; la riduzione dei cereali, preferendo quelli integrali e biologici; le cotture leggere (al vapore, scottatura ecc.); l’aumento del consumo di verdura cruda e frutta; l’assunzione di molta acqua durante la giornata. Potrebbe inoltre essere opportuno valutare la presenza di eventuali intolleranze alimentari.

Anche il riequilibrio del piano neurovegetativo ed emozionale dovrebbe essere tenuto in gran considerazione, qualora siano presenti un prolungato stress fisico o emotivo, emozioni negative, insoddisfazioni personali o professionali, ecc. La già citata Energetica Cinese ritiene, tra l’altro, che alcune emozioni intense, come la rabbia, provochino uno squilibrio del fegato.

All’interno di un trattamento naturopatico di ampio respiro come quello descritto, i fiori di Bach possono senz’altro aiutare. Le essenze floreali però non vanno assunte in relazione a una specifica patologia, ma sulla base degli stati d’animo e delle emozioni contingenti che la alimentano. Non è detto pertanto che i fiori da lei scelti siano i più idonei al suo caso. Il prodotto erboristico che invece segnala potrebbe essere adatto, benché non sufficiente, come peraltro da lei già confermato.

Cordiali saluti,

Dr. Luca Avoledo
Naturopata

Redazione Eurosalus

lo staff medico di eurosalus

VEDI ANCHE...

I NOSTRI ESPERTI
L'ESPERTO RISPONDE

SINTOMI & MALATTIE

  • A
  • B
  • C
  • D
  • E
  • F
  • G
  • H
  • I
  • L
  • M
  • N
  • O
  • P
  • R
  • S
  • T
  • U
  • V
    171 malattie presenti