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Si tratta di una situazione che non deve mai essere sottovalutata. Infatti le cause che portano alla diminuzione della forza e alla stanchezza possono essere numerose, e possono derivare da molte cause fisiche connesse a malattie (anemia, infezioni croniche, mononucleosi e tante altre), dall'uso di farmaci, da cause psichiche. Altrettanto importanti sono le cause di origine alimentare (scelta ed utilizzo dei pasti e degli alimenti) e nutrizionale (mal assorbimento o mancata disponibilità di minerali e oligoelementi), tutte condizioni cui accenniamo nel corso dell'articolo.
In genere quindi, soprattutto se la stanchezza è durevole, è necessario confrontarsi con il proprio medico. Una volta capito il problema, sono davvero molti i rimedi anche naturali esistenti.
Tra i prodotti che aiutano il recupero della forma e contrastano la stanchezza abbiamo alcuni rimedi omeopatici in PF1 (Aleurone PF1), sostanze che apportano minerali e eliminano radicali liberi favorendo la formazione di Ossigeno (Cellfood o Cellfood SAMe), particolari integrazioni minerali utili in caso di anemie moderate e di altre carenze (Ferro Super, Manganese-Rame-Zinco), integrazioni vitaminiche che possono eficacemente reintrodurre il Coenzima Q10 la cui mancanza è indotta da farmaci come le statine, attivatori del riequilibrio dell'insulina come il Cromo o il Magnesio.
Vanno sempre considerati anche fenomeni come la pressione bassa, i disturbi tiroidei, la ipoglicemia o il diabete, il malassorbimento intestinale (e la celiachia o la colite), o altri.
Non è inusuale che la stanchezza coinvolga anche la vitalità sessuale, che può trarre beneficio da tutte le indicazioni date in questo articolo. Per ulteriori approfondimenti si può valutare la voce Sessualità.
Allergie alimentari ritardate (intolleranze alimentari)
Da che si è capito che anche le allergie alimentari ritardate (meglio note come intolleranze) possono alterare il metabolismo su diversi fronti, è evidente il ruolo che esse possono avere nella genesi e nel mantenimento della stanchezza.
Oggi sappiamo che una persona che continui a mangiare sistematicamente i cibi verso cui abbia intolleranza, riduce la propria sensibilità insulinica e disturba quindi l'utilizzazione dell'energia altrimenti disponibile. Una allergia alimentare ritardata, come una allergia immediata, può ridurre inoltre l'assorbimento intestinale (colite) di alcuni importanti minerali, contribuendo alla stancabilità.
Il test DRIA, uno dei test non convenzionali più usato nella diagnosi delle intolleranze alimentari, utilizza esattamente questo prinicipio, nel test delle intolleranze. La diagnosi è formulata tramite evidenza di cedimento muscolare, con incapacità del paziente di dosare la sua forza coerentemente al suo standard, subito a seguito della somministrazione in estratto della sostanza mal sopportata.
Tale calo di forza scompare quando una persona ha riconquistato la propria tolleranza specifica attraverso una dieta adeguata o l'uso di una terapia iposensibilizzante a bassa dose.
Oligoelementi
Come già evidenziato, l'integrazione minerale ha una fondamentale importanza nel trattamento della stanchezza. Basti pensare al fatto che una carenza di Manganese a livello alimentare può condizionare veramente una profonda astenia, senza che sia facile evidenziare una qualsiasi altra causa della stanchezza. Qualora la disponibilità di tali elementi procurata tramite alimentazione non fosse sufficiente, un'integrazione di altro tipo può essere sicuramente giovevole.
Tra gli integratori minerali più utili in questo caso troviamo Manganese-Rame-Zinco (da usare anche come preventivo) Rame-Oro-Argento (per un uso acuto, come può essere quello della convalescenza di una malattia), Cellfood o Cellfood SAMe (da utilizzare per il suo doppio effetto), Cloruro di Magnesio (soprattutto in caso di ipotensione).
Altrettanto utile può essere l'integrazione fatta tramite uso di Oximix4+ , da assumere a sera nella quantità di un misurino (mL) quotidiano.
In una condizione di stanchezza cronica, può essere utile la effettuazione di un Mineralogramma, per capire lo stato nutrizionale e minerale del singolo individuo.
Omeopatia
Rimedi che possono essere presi alla diluizione 7 CH, nella misura di 3-4 granuli 2 volte al giorno per un periodo di 15 giorni.
Kalium phosphoricum: meglio noto come fosfato di potassio, è naturalmente presente nella composizione di tutti i tessuti del corpo umano ed in paticolare nel sistema nervoso. Utile in persone che accusino una stanchezza "da sforzo intellettuale", con sonnolenza diurna e spesso insonnia o difficoltà a dormire di notte. La stanchezza migliora muovendosi all' aria aperta. La diluizione di questo sale è utile nello stimolo al riequilibrio interno degli olegoelementi che normalmente sono parte della regolazione del sistema nervoso.
Phosforicum acidum: nome latino per l'acido fosforico, è utile in caso di senso di abbattimento, anche se la voglia di fare non scompare e rimane attiva. Tale sentimento è spesso motivato da dispiaceri o lutti recenti. Nel corpo umano esso è presente come regolatore di ossidazione cellulare indispensabile al funzionamento del sistema nervoso. Diluito è un efficace stimolo alla regolazione interna di tale processo. Assunto allo stato puro sarà causa di prostrazione ed esaurimento.
Sepia: farmaco omeopatico, contiene come principio attivo una diluizione dei componenti del nero di seppia (melatonina e un complesso di quattro sali minerali). Ben si adatta a risolvere casi di stanchezza fisica associata a scomparsa di qualsiasi desiderio di fare, in cui la routine è diventata insopportabile e si preferisce stare da soli. Allo stato puro l'assunzione del secreto della seppia provocherebbe un'intossicazione lenta e profonda a cui l'organismo risponderebbe con anemizzazione, deperimento e depressione; sintomi per i quali il basso dosaggio stimola efficacemete la guarigione.
Stannum: rimedio contenente stagno metallico in diluizione. Il metallo che allo stato puro provocherebbe intossicazione con sintomi di tipo bronchiale e addominale, in diluizione risulta invece utile alla ripresa della forma in caso di stanchezza avvertita nel petto, con difficoltà a parlare, cantare, respirare, e scoraggiamento o malinconia.
China: estratto dalla corteccia di alcune piante della famiglia delle Rubiacee, risulta particolarmente efficace in caso di stanchezza o astenia a seguito di perdite di liquidi o di sangue (emorragie, vomito, diarree), e quando ci sia una ciclicità dei sintomi, che si ripetono ogni settimana, oppure ogni tre giorni, e così via.
Rhus toxicodendron: diluizione omeopatica del Sommacco velenoso. Rhus allo stato puro provoca un avvelenamento che ha tra i suoi sintomi eczemi dal prurito incontrollabile e dall'estremo bruciore. A livello articolare l'effetto della sostanza pura è quello di una rigidità dolorosa che migliora col movimento. La diluizione omeopatica risulta utile ed efficace in caso di stanchezza talmente intensa da non riuscire a stare fermi. La sensazione è quella di dover per forza muovere i muscoli, senza riuscire a dormire.
Fitoterapia e drenaggi
Eleuterococco e Ginseng (uno più adatto al sesso femminile, il secondo a quello maschile) si possono efficacemente utilizzare in più preparazioni: si può usare la Tintura Madre (TM) alla dose di 20 gocce tre volte al dì per più giorni, ma si potranno assumere anche 1-3 compresse di polvere di radice al giorno, proseguendo il trattamento per almeno un mese.
In alternativa alla Tintura Madre si può utilizzare efficacemente la preparazione analcolica da pianta essiccata (Uniquattro, della ditta Solimè), che consente di evitare l'utilizzazione dell'alcol nella utilizzazione di un estratto di alta qualità. In quel caso, il prodotto va usato alla dose di 30 gocce 2-3 volte al giorno.
Damiana, Avena sativa, Medicago sativa, tutte utilizzabili sia come Tinture Madri, sia come preparazione analcolica Uniquattro, come descritto sopra. Si tratta di piante che hanno una notevole azione di stimolo generale.
Damiana in particolare ha anche una buona azione tonica sessuale;
Avena va usata quando siano disturbati anche i meccanismi del sonno;
Medicago quando si prevede uno sforzo fisico intenso (preparazione sportiva); per tutte il dosaggio è di 20 gocce due o tre volte al giorno, e possono essere anche associate tra loro.
Vitaminoterapia
Vale quanto detto alla voce Depressione nel caso si tratti di una situazione cronica, ma si deve comunque garantire l'apporto delle vitamine del gruppo B, in particolare la Vitamina B6, rintracciabile in modo perfettamente bilanciato in Alimento Bicinquanta.
Dieta e stile di vita
Il controllo della propria alimentazione risulta essenziale nella gestione della stanchezza individuale.
L'associazione di carboidrati e proteine durante tutti i pasti (colazione compresa), come la predilizione di carboidrati integrali o provenienti da frutta e verdura rispetto a zuccheri semplici, permettono un utile controllo sugli zuccheri presenti nel sangue (glicemia) e quindi dell'insulina (ormone preposto all'abbassamento di tale valore).
Quando uno zucchero non correttamente bilanciato viene introdotto nell'organismo, esso provoca un innalzamento repentino del livello dello zucchero ematico che chiama l'azione dell'insulina la quale porta i livelli glicemici molto più in basso del normale. Tali sbalzi possono essere alla base di stanchezza cronica.
Un forte aiuto sta anche nella gestione corretta dei pasti. Una colazione abbondante ed equilibrata (preferibilmente 45% della quota alimentare giornaliera) seguita da un pranzo di media grandezza e da una cena leggera permettono un sonno gradevole e una disponibilità energetica ottimale durante la giornata, oltre che una regolazione del metabolismo sul ciclo circadiano e del sole, estremamente utile nella regolazione ormonale (Leptina e altri) e nel mantenimento dell'umore.
Anche l'attività fisica assume un ruolo estremamente importante nel recupero energetico: un organismo che si muove è un organismo sano e che può esprimere tutto il suo potenziale nella vita di tutti i giorni. Bastano trenta minuti di attività fisica giornaliera leggera (tipo camminata), per attivare il metabolismo e rendere disponibili all'organismo endorfine importanti ed utili nel mantenimento dell'umore e nella comparsa del sorriso.
Tali principi sono eficacemente sintetizzati in DietaGIFT che propone uno stile di vita sano che permetta la piena espressione della propria energia e del proprio potenziale emotivo e funzionale.
Si è inoltre spesso riscontrata una corrispondenza tra assunzione di alimenti lievitati e calo di attenzione e stanchezza. Tale problematica può essere facilmente risolta tramite un giorno la settimana di astinenza dai prodotti fermentati o lievitati (si veda la scheda specifica).
Naturopatia
La naturopatia consiglia innanzitutto di introdurre nell’alimentazione cibi “energizzanti”, quali albicocche secche, varie specie di alghe, avena, germogli di diverso genere, spinaci, alcune spezie (peperoncino, zenzero, timo, ecc.), tè verde. Ma ritiene ancora più importante che ci si abitui a masticare a lungo i cibi.
Suggerisce poi di lavorare su due fronti: ricaricando le ghiandole surrenali e rimineralizzando l’organismo. Per ricaricare le surrenali e aumentare l’energia, possono essere impiegati diversi amminoacidi, tra cui L-tirosina, L-glutammina, L-triptofano e L-carnitina, a cui è possibile aggiungere vitamina C e NADH (un coenzima naturalmente presente nelle cellule, che interviene nel ciclo della produzione di energia).
Per via esterna, può anche essere effettuato un massaggio a livello delle ghiandole surrenali con poche gocce di oli essenziali di Picea mariana e Pinus sylvestris.
Per rimineralizzare, invece, vengono utilizzati i succhi di Equiseto e Ortica (1-3 fiale al giorno), l’alga Klamath (4 o più tavolette al giorno) e i citrati alcalini (1 cucchiaino al giorno).
In diverse forme di stanchezza, si rivelano infine utili anche alcuni fiori di Bach, tra cui, in primo luogo, Olive e Hornbeam, al tipico dosaggio di 4 gocce 4 volte al giorno.
Dott. Attilio Speciani
Allergologo e Immunologo clinico
con l'aiuto di Michela Speciani
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