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Non sempre le perdite vaginali sono patologiche: è normalissimo, per esempio, che molte donne abbiano una discreta perdita bianco-lattiginosa nel periodo premestruale. I problemi della Candidosi vaginale o intestinale che sia, sono ampiamente descritti nel sito, e suggeriamo un confronto con lo specifico articolo sulla Candida.
La perdita di per sé, se non è abbondante e se non crea altro danno, spesso è tollerata; quando invece si associa a bruciore, prurito o dolore, o crea difficoltà nel rapporto sessuale, allora viene identificata come malattia, e così abbiamo vulviti (parte esterna dei genitali), vaginiti (parte interna) o vulvo-vaginiti (che coinvolgono entrambe le parti).
L'infezione può dipendere da agenti specifici (candida, trichomonas, herpes virus, eccetera), oppure da agenti non specifici.
Tra le cause che possono portare a questa condizione consideriamone alcune:
- una scorretta alimentazione che impedisce quindi l'apporto delle sostanze difensive;
- l'uso di antibiotici senza le adeguate precauzioni (ogni volta che si eliminano dei batteri con gli antibiotici, i miceti come la candida aumentano di numero);
- l'uso di saponi alcalini come quelli usuali che diminuiscono l'acidità vaginale, difesa naturale dalle infezioni;
- l'uso di biancheria sintetica o di collant che creano un “effetto serra” intorno al bacino e alle gambe favorendo il caldo-umido propizio alle infezioni;
- l'uso di indumenti troppo attillati che, favorendo gli sfregamenti, possono irritare le mucose (a questo proposito dirò che il buon senso preferisce l'uso della gonna all'utilizzo continuativo di ovuli antibiotici pur di portare i jeans);
- la presenza di parassiti, vermi o funghi intestinali con conseguente alterazione delle difese immunitarie.
Link suggeriti
Chi volesse approfondire questo argomento può consultare le pagine italiane del manuale Merk in cui vengono trattate le infezioni sessualemente trasmissibili e in particolare la candidiasi genitale (Candidiasi genitale).
Per un panorama ancora più completo è possibile consultare alcune pagine (in lingua inglese) ricavate dall'elenco delle malattie del Karolinska Institutet di Stoccolma (Vulvovaginal candidiasis).
Omeopatia
Calcarea carbonica 7 CH: 4 granuli 2 volte al giorno, se vi sono perdite giallo-bianche, a volte anche abbondanti, con bruciore e prurito. Solitamente si tratta di giovani donne grassottelle, pallide, con sudorazione abbondante nonostante siano freddolose.
Helonias dioica 5 CH: 4 granuli 2 volte al giorno, per perdite irritanti con prurito vulvare, che peggiora intensamente al solo toccare. Si aggrava al contatto con gli abiti. Spesso il prurito si avverte meno se si riesce a distrarsi in altre occupazioni.
Kreosote 7 CH o 30 CH: 3 granuli 2 o 3 volte al giorno, per perdite molto irritanti con prurito molto intenso; le perdite sono maggiori di giorno e si aggravano durante e dopo le mestruazioni.
Mercurius solubilis 5 CH: 3 granuli 2 o 3 volte al giorno, quando le perdite, anche verdastre, sono soprattutto notturne. La vulva è sempre gonfia.
Sepia 5 CH: 5 granuli 2 volte al giorno, per perdite e bruciori accompagnati da dolori lombari e da pesantezza al basso ventre.
Spesso capita di veder diventare negativo uno striscio vaginale solo con l'uso di uno di questi prodotti.
La somministrazione va associata sempre all'assunzione di 1 tubo-dose di Oxyurus vermicularis 200 CH da assumere a digiuno in corrispondenza della luna nuova o della luna piena e di 1 tubo-dose di Candida albicans 200 CH da assumere a distanza di 4 o 5 giorni (o prima o dopo Oxyurus), con lo scopo di attivare comunque la difesa dell'organismo nei confronti dell'alterazione della flora intestinale.
Fitoterapia e drenaggi
Calendula TM, oltre ad avere un'utilissima azione antipruriginosa e antigonfiore, dando in genere un ottimo sollievo locale, ha anche un'azione antisettica molto importante e favorisce la cicatrizzazione, quindi può e deve essere usata anche quando si sia in presenza di cervicite, cioè di infiammazione o piaghetta del collo dell'utero.
Poiché la vagina per difendersi bene e autonomamente deve essere acida, si possono fare delle lavande interne (da fare con peretta, senza violenza per non ottenere l'effetto opposto, e al massimo 1 volta al giorno) utilizzando 200 ce di acqua a cui si devono aggiungere 20 gocce di succo di limone e 40 gocce di Calendula TM.
Può essere aggiunta anche una dose di 20 gocce di estratto alcolico di propoli al 20%, che ha pure una netta azione antibatterica.
Per un rapido sollievo dal bruciore vulvare si useranno invece 20 gocce di tintura in mezzo bicchiere d'acqua per dei lavaggi locali esterni.
Gli stessi prodotti esistono anche in ovuli vaginali, sia di calendula sola, di propoli sola o di propoli e calendula associate, che si possono usare, 1 al giorno per 5, 6 giorni, in sostituzione delle lavande.
Vitaminoterapia e integrazione alimentare
La Vitamina C alla dose da 0,5 a 1 g al giorno, associata ai Bioflavonoidi alla stessa dose (vitamina C T/R, vitamina C, Biofiavonoids) è uno dei più potenti aiuti allo sviluppo delle capacità difensive dell'organismo.
Sicuramente da aggiungere anche l'associazione di Vitamina E (400 U.I. al giorno, ritrovabile in prodotti come vitamina E-400, vitamina E) e di Vitamina A (10.000 U.I. al giorno, usando betacarotene).
L'integrazione alimentare più importante è però quella con i fermenti lattici vivi, per lo stesso motivo descritto prima riguardo alla normalità intestinale. Ne esistono in commercio molti preparati (Enterogermina e Colifagina S, 4 fiale al giorno; Codex e Lactipan, 4 capsule al giorno; Biofiorin, 3 capsule al giorno; Acidophilus, 3 capsule al giorno), ma l'importante è che siano assunti lontano dai pasti, frazionati nella giornata.
Un uso possibile e sovente utilissimo dei fermenti lattici, oltre all'impiego alimentare, è quello locale, facendo per esempio delle applicazioni endovaginali di yogurt vivo, utilizzando una siringa senza ago o l'applicatore spermicida del diaframma, e lasciando agire per tutta la notte.
La medicina popolare
Dei cataplasmi locali di argilla saranno utilissimi, ricordando che l'argilla è un drenante vero e che quindi all'inizio può provocare un lieve aumento della sintomatologia.
Per fare un cataplasma, si metterà alla sera in un recipiente di vetro un sufficiente quantitativo di argilla che sarà ricoperto d'acqua. A distanza di 8-10 ore si sarà creata una pasta omogenea che va applicata localmente in modo che si secchi nel giro di circa un'ora (lo spessore deve essere fra 0,5 e 1 cm). Al termine si laverà il tutto con acqua. L'argilla già usata non può essere riutilizzata.
Un'altra terapia inusuale è lo spicchio d'aglio, non sbucciato, ma infilato con ago e filo, da mettere in vagina alla sera e da estrarre il mattino dopo. L'aglio ha una notevole azione antisettica e antinfiammatoria.
Per lavarsi a livello vulvare è fondamentale usare saponi acidi (Lactacyd, Physoderm o Micaveen).
Bartolinite
Un rimedio certo e sicuro per affrontare le recidive acute di ingrossamento delle ghiandole del Bartolini è quello di usare immediatamente 3 granuli di Mercurius solubilis 30 CH 3 volte al giorno, per quei pochi giorni necessari allo sgonfiamento delle ghiandole.
Se Mercurius 30 CH dà delle reazioni generali, passare alla diluizione 5 CH; questa evenienza è però di estrema rarità. se il prodotto è assunto subito all'inizio del gonfiore e solo per il perdurare della sua fase acuta.
Se si inizia la terapia in fase avanzata consiglio comunque di consultare anche la voce Ascesso.
Per completezza è utile prendere in esame anche altre voci, come Herpes simplex per il problema dell'herpes genitale e le voci Parassiti e Infiammazione generale.
Dott. Attilio Speciani
Allergologo e Immunologo clinico
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