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La menopausa è una fase naturale della vita di una donna. Se è vero che con essa ha termine la vita fertile (nel senso della possibilità di procreare), è altrettanto vero che non cessa invece la fertilità del proprio esistere, delle proprie azioni e delle proprie funzioni intellettuali.
La menopausa non è certamente una malattia, anche se il cambiamento del quadro ormonale può determinare qualche problema vascolare, nervoso o metabolico di qualche rilievo, spesso associato a fastidi o disturbi più o meno gravi che richiedono sostanzialmente un intervento di riequilibrio che accompagni e adatti l'organismo al nuovo stato.
Ci sono numerosi prodotti naturali che possono aiutare ad accompagnare questa fase transitoria di disagio, e spesso anche a curarla e risolverla completamente.
Tra i vari ricordiamo i fitoestrogeni della soia (Neodonna isoflavoni), la Cimicifuga, alcuni minerali come il Manganese, il Cobalto e il Litio, l'Olio di Oenothera, alcune vitamine come le Vitamine del gruppo B e molti altri.
Molti dei problemi legati al tema della Osteoporosi, e della sua valutazione attraverso la MOC, esame utile ma usato malamente, sono segnalati in alto a destra nelle notizie correlate.
Altri problemi sono trattati in questo sito sotto altre voci (vedi per esempio Decalcificazione, per l'osteoporosi e i problemi ad essa correlati, Palpitazioni, per le tachicardie o i disturbi funzionali del cuore, Sistema nervoso, per i fenomeni psichici e mentali, e Insonnia).
D'altra parte, trattandosi di un evento fisiologico, alcune fortunate lo attraversano felicemente senza alcun disturbo.
Le terapie naturali possono aiutare a modulare questa fase di passaggio della vita femminile e sono in grado di arrestare o limitare gli eventuali disturbi prima che si strutturino in maniera tale da dover ricorrere all'uso di farmaci chimici, non sempre rispettosi dell'equilibrio generale della donna.
In particolare, può essere utile sapere che, nella fase iniziale della menopausa, alcune diluizioni omeopatiche di ormoni, accuratamente dosate dal ginecologo o dal medico curante, possono aiutare a riorientare il ritmo ormonale femminile e ritardare la scomparsa totale del ciclo mestruale.
Nel mese di agosto 2006 il Ministero della Salute Italiano, a seguito di una segnalazione molto contrastata dell'Emea (European Medicines Evaluation Agency) - ente che ad esempio nel 2000 ha ricevuto il 70% dei finanziamenti dalle industrie produttrici di farmaci e solo il 30% dalla Comunità Europea - ha disposto il ritiro di tutte le specialità medicinali o di tutti gli integratori alimentari che contengono Cimicifuga anche in minima parte.
Eurosalus esprime rabbia e rincrescimento per questo atto che ritiene orientato alla salvaguardia di interessi particolari e non certo della salute pubblica. Ne sia testimonianza il fatto che in Europa solo Italia e forse Finlandia (dove l'integratore è stato riclassificato come "farmaco") stanno provvedendo al ritiro del prodotto, mentre questo, allo stato delle conoscenze attuali, non avviene in altri stati. Si attenderà ora il parere dell'Istituto Superiore di Sanità sulla effettiva possibile tossicità epatica della pianta, che ci auguriamo non tardi ad arrivare.
Link suggeriti
Dalla lista delle malattie del Karolinska Institutet di Stoccolma riprendiamo le pagine inglesi dedicate all'amenorrea e in generale alla descrizione del ciclo mestruale e delle sue eventuali alterazioni (Amenorrhea, Menstrual Cycle Dysfunction e Periods and Problems).
Tra le pagine italiane proponiamo quelle del Manuale Merk in cui vengono ripresi in maniera precisa i sintomi e i segni che accompagnano una condizione fisiologica come le menopausa (Menopausa).
Omeopatia
La descrizione dei rimedi per le vampate di calore è discussa approfonditamente alla voce Caldane.
Alcuni altri rimedi sono comunque utili per rallentare o fermare gli effetti ormonali di compensazione della menopausa. In quella fase infatti l'ipofisi (la più importante ghiandola interna per la regolazione ormonale) esprime il tentativo di accentuare gli stimoli che arrivano dall'ipotalamo. Pertanto si potranno usare rimedi specifici come ora descritto.
Hypotalamus 9CH: 3 granuli alla sera prima di dormire, per periodi anche prolungati. L'azione “antifame” del prodotto è spesso sfruttata con una assunzione di 3 granuli per 2-3 volte al giorno, nel corso della giornata.
FSH 4CH: insieme al successivo rimedio viene utilizzato, speso in supposte, oppure in fiale o granuli, per aiutare a regolare il ritmo ormonale.
In assenza di mestruazioni i due rimedi devono essere presi in mopdo alternato 1 volta alla settimana; ad esempio LH il martedì e FSH il martedì successivo e così via.
In presenza di mestruazioni “saltellanti” o irregolari, si prenderanno invece FSH il 7° e 21° giorno del ciclo (e eventualmente, se ci fosse ritardo al 35°, al 49° eccetera) mentre LH il 14°, il 28° ed eventualmente il 42° giorno e così via.
LH 4CH: nel modo descritto per il precedente FSH.
Ayurveda
Nella terapia tradizionale ayurvedica, per il trattamento dei sintomi della menopausa vengono comunemente prescritti due prodotti, spesso in associazione, entrambi costituiti da mix di piante: MA 938 e MA 939.
Entrambi agiscono, in vari modi, sulla regolazione ormonale. Per facilitare la riorganizzazione ormonale nella fase di transizione, dopo due anni di cura con i rimedi citati, normalmente viene prescritto anche un altro mix fitoterapico, l'MA 631, che fa parte dei rimedi ayurvedici chiamati Rasayana, che hanno lo scopo di mantenere il benessere grazie all'azione specificamente antiossidante e antidegenerativa.
Nella sua formulazione, oltre ad alcune sostanze presenti nei due prodotti precedenti, sono presenti alcune piante che agiscono direttamente sul tono dell'umore e sull'energia fisica.
Tutti i prodotti citati vengono normalmente assunti due volte al giorno, una pastiglia prima dei pasti.
Dato che alcuni rimedi ayurvedici possono avere controindicazioni, prima di assumerli conviene sempre consultare il medico.
Fitoterapia e drenaggi
Numerose sostanze ottenute dalle piante possono essere di aiuto alla donna nel periodo della menopausa. Alcune di esse, e in particolare certi estratti della soia, hanno fra l'altro una struttura chimica ed effetti simili agli estrogeni di sintesi impiegati per la terapia sostitutiva ormonale: sono chiamate fitoestrogeni e rappresentano un'alternativa assolutamente naturale a questa diffusa pratica (tra i cui effetti negativi è noto l'aumento di rischio nei confronti del tumore alla mammella).
Cimicifuga: la maggior parte delle manifestazioni sintomatiche che caratterizzano la menopausa sono una diretta conseguenza del calo degli estrogeni e dell'aumento nella produzione dell'ormone luteinizzante LH.
La cimicifuga (che si può assumere con il preparato Cimifemin, 2 capsule da 2 a 3 volte al giorno per sei mesi) mostra, tra i suoi effetti principali, la capacità di inibire la produzione dell'ormone LH senza alterare i livelli dell'ormone follicolostimolante FSH. Il suo uso è controindicato in caso di colite ulcerosa, gravidanza, cardiopatie.
Isoflavoni di soia: si tratta di un gruppo di sostanze (Genistein, Daidzein e altri, la cui assunzione dipende dalla formulazione del prodotto) che possono essere ampiamente utilizzate come sostitutivi ormonali sia perché hanno una struttura chimica molto simile a quella degli estrogeni sia per la loro capacità di stimolare la sintesi epatica di questi ormoni.
Caratterizzate anche da un'altissima valenza antiossidante, rappresentano un'efficace prevenzione nei confronti delle patologie degenerative e tumorali e nella cura di alcuni tipi di carcinoma, in particolare per quello della mammella. Inoltre, secondo alcune ricerche, sembrano avere un effetto preventivo sull'osteoporosi. Controindicazioni: allergia alla soia, gravidanza accertata o presunta.
Salvia officinalis: si può usare sia in tintura madre (25-30 gocce 2 volte al giorno per lunghi periodi), sia preparandone un infuso (3 abbondanti prese in un litro d'acqua bollente da filtrare dopo 10 minuti) e bevendone da 1 a 3 tazze al giorno. Ha un'ottima azione sulle conseguenze delle vampate e in particolare sulla sudorazione.
Biancospino: per un'azione generale sulla circolazione, berne un infuso preparato con 1 presa di fiori e bacche in 1 tazza d'acqua bollente per 10 minuti; per un'azione più intensa sulle palpitazioni è indicato Crataegus oxyacantha 1 D macerato glicerinato (sempre di biancospino si tratta), alla dose di 30-50 gocce 2 volte al giorno. Per un'azione efficace di rilassamento generale e per limitare gli stati d'ansia senza perdite di vitalità si sceglierà l'estratto fluido di biancospino, da assumere durante i tre pasti alla dose di 5-15 gocce.
Eleutherococcus senticosus e Ginseng: sono le radici di due piante simili, di cui la prima è senz'altro più adatta alla tipologia femminile; entrambe stimolano le ghiandole surrenali con un'azione simile a quella della salvia. Se ne può prendere la radice per assunzione diretta, in ridotte quantità giornaliere, oppure se ne può fare un decotto (10 minuti con 0,5 g di radice) da bere 1 volta al giorno per periodi di 4-5 settimane seguite da un uguale periodo di riposo. In alternativa, si può usare la tintura madre al dosaggio di 20 gocce 2 volte al giorno, sempre a cicli.
Degli stessi prodotti si possono usare anche le compresse di radice (2 al giorno).
Olio di Oenothera biennis (repunzia): presente in alcuni prodotti farmaceutici (PMS, 1 compressa al giorno, o Evening Primerose Oil, 3 gocce al giorno), va assunto per periodi di almeno 3, 4 mesi. Utilissimo per i gonfiori premestruali, il suo uso può essere risolutivo anche in moltissime condizioni legate alla menopausa.
Oligoelementi
Per favorire la transizione dell'organismo al nuovo stato, può essere utile assumere alcuni oligoelementi che esplicano un'azione di regolazione sul sistema neurovegetativo, limitando alcune delle manifestazioni sintomatiche più comuni quali le vampate, le variazioni del tono dell'umore o l'aumento di peso collegato alla facilità di ritenzione dei liquidi.
I minerali più indicati per accompagnare la fase menopausale sono Manganese-Cobalto e Zinco-Rame, oppure Manganese-Zinco-Rame.
Se è valida in generale l'indicazione di valutare attraverso un mineralogramma la situazione complessiva in base alla quale stabilire la migliore integrazione possibile, a maggior ragione può essere utile un controllo di questo tipo in riferimento alla prevenzione dell'osteoporosi, rischio molto comune per le donne in questa fase della vita.
Se tuttavia il Calcio, il Fosforo e il Magnesio sono ben rappresentati nell'alimentazione, può essere sufficiente un'associazione di Manganese-Cobalto e Zinco-Rame, da assumere alternati 1 dose al giorno per 2 mesi, e poi per altri due mesi con una pausa di 1 mese nel mezzo.
Più efficace, soprattutto per l'equilibrio ormonale, l'utilizzo per 3 mesi continuati, seguiti da 1 di riposo, di 1 misurino al giorno di oxiprolinati di Zinco 60 ml, Rame 30 mI, Manganese 30 ml, Litio 50 ml, Cobalto 30 ml e Pidobase 50 ml.
Vitaminoterapia e integrazione alimentare
Per le integrazioni alimentari, vale tutto quanto detto in questo stesso sito alla voce Decalcificazione.
In più, in menopausa può essere utile aumentare l'assunzione di Vitamina B6 (da 50 a 100 mg al giorno) e di Selenio, un minerale-traccia fondamentale per attivare tutte le funzioni antiossidanti (cioè antinvecchiamento e antidegenerative) che si ritrova in diversi preparati (es. Selenio Vitamina C, 1 misurino al dì).
Il Selenio, che conviene utilizzare come integratore perché è una sostanza di cui il territorio italiano è marcatamente povero, è importante anche per l'organizzazione dell'equilibrio reciproco di altri minerali, tra i quali Fosforo, Calcio e Magnesio.
Sempre utili anche altre vitamine del gruppo B come la B1, e la B6 e lo Zinco (Zinco oxiprolinato 50 ml e Pidobase 10 ml, 1 misurino al giorno), già introdotto se si utilizza l'oligoelemento Zinco-Rame o l'analogo oxiprolinato.
Dietologia
Alcune integrazioni semplici e costanti nel tempo sono spesso sufficienti a mantenere la salute in questo periodo di passaggio. Un esempio può essere l'assunzione a colazione di 2 cucchiaini di frumento (o altro cereale integrale) macinati nello yogurt o nel latte, che consente di integrare nella dieta gran parte delle vitamine citate nel paragrafo precedente, con una spesa irrilevante ripagata da benefici enormi.
Ridurre il consumo di proteine animali e sostituirle con prodotti derivati dalla soia avrebbe, secondo numerosi studi, un effetto protettivo, oltre che sui valori del colesterolo anche nei confronti di alcune comuni patologie che hanno un'incidenza rilevante dalla menopausa in poi: cancro, cardiopatie, diabete, patologie renali e osteoporosi.
La soia (per il suo peculiare contenuto di fitoestrogeni naturali, vedi alla voce Fitoterapia) ha inoltre numerosi effetti benefici sui sintomi correlati alla menopausa.
Altri alimenti, come la lecitina di soia e gli oli spremuti a freddo, garantiscono un vantaggioso apporto naturale di acidi grassi Omega 3 e Omega 6.
Il fosforo, importante fattore per il mantenimento di un rapporto equilibrato tra calcio, magnesio e vitamina D, viene normalmente assunto con carne, pesce, pollo, uova, latticini e frutta secca (noci, nocciole, mandorle).
A chi in questo periodo segua una dieta povera o priva di proteine animali si consiglia quindi di integrare la propria alimentazione con alcuni degli alimenti citati.
Per il calcio, l'apporto necessario sarà fornito da latte, yogurt, formaggio (se non ci sono intolleranze alimentari), semi di sesamo, farina di soia e pesce in genere.
Di magnesio sono ricche le verdure verdi a foglia larga e il lievito di birra.
Fonti appropriate di vitamina E sono gli ortaggi verdi a foglia, i cereali integrali, l'olio di germe di grano e di oliva, le arachidi.
Per la vitamina D ci si può rivolgere a pesce, tuorlo d'uovo, olio di fegato di merluzzo, mentre per la vitamina B6 a carne di manzo, fegato, cereali integrali, germe di grano, soia e frutta secca come noci e mandorle.
La vitamina C si trova invece, oltre che negli agrumi, nelle bacche di rosa canina, negli spinaci e nei pomodori.
Per ulteriori suggerimenti vedi le Tabelle degli alimenti.
I punti del benessere
L'automassaggio di due zone del piede può aiutare in modo significativo il riequilibrio ormonale e generale, con grande beneficio sulle sudorazioni.
La prima zona è situata all'interno della caviglia ed è quella che circonda posteriormente il malleolo, arrivando quasi alla pianta del piede. Massaggiate tutta la zona con il polpastrello del pollice, esercitando una compressione larga e dolce in avanti e indietro per un minuto circa.
Dato che si tratta di un massaggio molto semplice e rapido, fatelo spesso nel corso della giornata. Se avrete la costanza di continuare a farlo nel tempo, scoprirete ben presto che questi pochi minuti al giorno dedicati a voi stesse saranno molto produttivi.
L'altro punto da massaggiare è un punto di stimolo della ghiandola surrenale, con un'eccellente azione di tonificazione generale. Questo punto (1R dell'agopuntura cinese) va trattato a piede nudo ed è situato esattamente nella cavità che si crea sulla pianta del piede, qualche centimetro dietro al secondo dito del piede, quando si flettono con forza le dita.
La mattina, appena alzate, esercitate una pressione decisa con l'unghia dell'indice o del pollice e mantenetela per trenta-quaranta secondi.
Esercizio fisico
Sono infinite nel corso della giornata le possibilità che una persona ha di dedicarsi a un piano di esercizio fisico destinato al miglioramento delle proprie condizioni fisiche e psichiche.
Se è stato osservato un miglioramento dei dolori da osteoporosi in donne ottantenni che svolgevano i loro esercizi pur confinate in sedia a rotelle, a maggior ragione vale la pena di fare un po' di movimento finché si è ancora in grado di camminare.
In menopausa (ma anche prima e dopo), sono molti i vantaggi che si possono ricavare da qualche minuto di blando esercizio fisico tutti i giorni (dagli stiramenti che chiunque può eseguire davanti alla televisione alle camminate di buon passo, ma anche ginnastica dolce, nuoto, bicicletta) così come da tecniche di movimento più strutturate come il Metodo Feldenkrais o lo yoga. Vedi anche La salute cammina a passo svelto e Imparare a correre.
Oltre a essere forse il più importante approccio naturale per la prevenzione e la cura dell'osteoporosi (è tristissimo vedere persone che non fanno nemmeno un passo e magari prendono tre farmaci diversi per questa patologia), l'esercizio fisico, a maggior ragione quando sia accompagnato dall'esposizione alla luce naturale e dall'impegno a occuparsi di se stesse, è un importante sostegno nella cura della depressione e dell'insonnia.
La sessualità nella seconda metà della vita
Anche se con il passare degli anni la risposta sessuale tende a cambiare, molte donne continuano a essere sessualmente attive anche in età avanzata, con molti vantaggi.
Uno studio condotto qualche anno fa su donne in postmenopausa, per esempio, ha dimostrato che l'attività sessuale aiuta a mantenere una parziale attività ovarica e a ridurre l'irritazione e i segni di invecchiamento vaginale.
L'American Menopause Foundation, d'altro canto, considera l'attività sessuale soddisfacente come un trattamento accettabile anche per le vampate di calore, i sudori notturni, l'insonnia e il malessere generale che alcune donne incontrano in menopausa.
Di tutti questi benefici sarebbe responsabile il rilascio di ossitocina, un ormone capace di dare sollievo alla cefalea e di innalzare la produzione di estrogeni. In più, sottolineano alcuni autori, l'attività sessuale stimola il sistema immunitario e fa bruciare calorie.
Se è vero che alcune donne scoprono la sessualità solo in questo periodo della vita, è anche vero che per altre il desiderio può diventare meno pressante e l'eccitazione può richiedere più tempo.
D'altra parte, il rapporto non è la sola modalità di espressione sessuale: resta forte in genere il piacere del contatto amoroso reciproco. Invece di darsi per vinte alle prime difficoltà, molte coppie possono imparare a estendere il proprio concetto di sessualità introducendo nella vita di ogni giorno più contatti fisici, quali abbracci, bagni caldi fatti insieme e massaggi reciproci.
Se tuttavia le difficoltà che insorgono appaiono insormontabili, per esempio perché la parete vaginale risulta troppo delicata e si irrita facilmente, un consulto con il ginecologo può aiutare a trovare la soluzione più indicata.
Limiti dell'autoterapia
La valutazione allargata del proprio stato di salute è sempre frutto di una corretta collaborazione tra la donna e il suo medico, collaborazione che spesso porta a identificare e a correggere le cause di fondo di uno o più malesseri.
Nell'ambito delle consultazioni fornite dagli specialisti della SMA, per esempio, ove sia necessario, anche la terapia ormonale sostitutiva classica può essere presa in considerazione accanto, o in alternativa, alle terapie naturali descritte.
Questo approccio consente al medico di andare oltre il trattamento del sintomo (per esempio la vampata) per arrivare a far ‘star meglio’ in generale la donna che si è rivolta a lui.
Anche se molti dei malesseri della menopausa (che, lo ricordiamo, è e va considerata una fase fisiologica e naturale) possono essere affrontati con serenità da ciascuna donna anche con l'autoterapia, vanno però tenuti presenti alcuni aspetti.
In particolare è necessario cercare di capire fino a che punto ciò che sta accadendo nel proprio organismo è ‘normale’. Quando interviene qualcosa di profondamente diverso dalle condizioni vissute come tali, rivolgersi al medico per perfezionare o migliorare la cura impostata da sole rappresenta sempre una protezione da rischi inutili.
Dott. Attilio Speciani
Allergologo e Immunologo clinico
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