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Con il termine “malattie invernali” si intendono le patologie da raffreddamento, senza però limitarci ai soli problemi di stagione, perché anche gli acquazzoni estivi e i bagni ghiacciati nel torrente possono provocare patologie da raffreddamento, così come l'uso del condizionatore d'aria, che provoca degli intensi raffreddamenti nelle persone che entrano in ambienti condizionati provenendo, sudati, da ambienti molto caldi.
In genere la gente si lamenta di una possibile “tendenza ad ammalarsi” che talora è effettivamente presente, soprattutto in chi si nutre male, ma va sfatato il mito del “bambino fragile di gola o di polmoni” perché, salvo rare situazioni ereditarie dal punto di vista costituzionale, il bambino o l'adulto in queste condizioni è diventato così per una serie di atteggiamenti scorretti dal punto di vista terapeutico e alimentare; riequilibrando questi aspetti alimentari e riparando i danni provocati da scorrette terapie, le persone tornano capaci di difendersi egregiamente da queste patologie.
È utile dunque citare alcuni esempi pratici per spiegare quanto detto, rimarcando i danni dell'abuso degli antibiotici, dell'alimentazione scorretta, delle intolleranza alimentari e delle disfunzioni intestinali.
Antibiotici
La società attuale utilizza l'antibiotico praticamente in qualsiasi situazione di febbre, dimenticando che la febbre è solo un sintomo ed esprime la reazione di un individuo verso alcuni agenti che lo hanno aggredito.
L'antibiotico è un'ottima arma, e in alcune rare occasioni può essere utilizzato efficacemente, ma va ricordato che esso agisce solo sui batteri e sulle patologie che derivano dalla loro azione (polmoniti, broncopolmoniti, tonsilliti batteriche), ma non agisce assolutamente sui virus, che sono invece la causa di più del 90% delle malattie invernali (raffreddori, tracheiti, laringiti, faringiti, ecc., anche con febbre).
Inoltre i possibili danni da antibiotici sono sempre più evidenti, e la somminiztrazione di antibiotici inutili rischia di diventare criminale.
In compenso la stanchezza intensa e la debilitazione dopo l'influenza possono invece essere state causate dall'antibiotico stesso, che ha alterato la normale flora microbica dell'individuo, riducendo inoltre la sua capacità difensiva verso altre eventuali infezioni.
Un bellissimo lavoro inglese sulle malattie da raffreddamento dei bambini precisa che tra due gruppi di bambini si è fatta una distinzione trattando in caso di malattia un gruppo sistematicamente con gli usuali antibiotici, il secondo gruppo solo con antifebbre, in caso di effettiva necessità, lasciando che l'infezione e la malattia seguissero il loro corso naturale; questo per tutta una stagione invernale.
L'anno successivo i bambini trattati con antibiotici si sono riammalati con la stessa frequenza delle stesse malattie, mentre quelli non trattati hanno dimezzato le loro malattie.
Un analogo lavoro svolto in Italia, trattando però i bambini solo con oligoelementi, ha portato al risultato dell'80% di malattie nell'anno successivo nei bambini così trattati, rispetto all'altro gruppo di controllo trattato normalmente con antibiotici.
Limitare i danni da antibiotici
Si consideri comunque che in diversi casi l'antibioticoterapia è utile e doverosa, ma va fatta in modo mirato, solo quando può essere veramente utile e prendendo tutte le precauzioni necessarie a limitare i potenziali danni che apporta.
Le classiche vitamine, che comunque non tutti i medici usano, sono utili ma non sufficienti in quanto gli antibiotici danneggiano anche la flora microbica vivente e necessaria all'organismo, quindi, in qualsiasi situazione in cui li si assuma, è sì necessario integrare l'alimentazione con vitamine del gruppo B, vitamina C e con i bioflavonoidi, ma soprattutto con probiotici che vanno assunti lontano dai pasti almeno per 4 o 5 giorni oltre il tempo di assunzione degli antibiotici.
Tra i prodotti indicati ricordiamo Biodophilus (2 capsule al giorno), Probiofor (2 capsule al giorno), e ABCdophilus utilissimo per i bambini.
Pure di estrema importanza è la possibilità di usare dei composti antiossidanti solforati che aiutano l'organismo a contrastare gli effetti dell'inquinamento sul sistema respiratorio. Ai dosaggi indicati, queste sostanze, affiancate a minerali di supporto come quelli sotto indicati, consentono spesso di superare egregiamente l'inverno.
Ipersensibilità o intolleranze alimentari
Non si tratta di vere e proprie allergie alimentari (tipo l'orticaria dopo le fragole), ma di un'intolleranza avvertita a livello generale, con sintomi molto simili a quelli allergici; in presenza di una intolleranza alimentare si sviluppano delle reazioni infiammatorie che si accumulano nel corso del tempo come se si trattasse di un lento avvelenamento dell'organismo.
Le intolleranze alimentari si possono sviluppare verso qualunque tipo di alimento (in Italia le più frequenti sono per farina, latte, olii di semi e lieviti), e verso i contaminanti dei cibi, per cui una persona senza rendersene conto continua magari a cercare e mangiare pane, e le eventuali sostanze chimiche contaminanti presenti nel pane continuano a farle male.
Uno dei sintomi più frequenti di questa situazione è il classico catarrino fastidioso in gola che c'è sempre anche se il medico non sente niente all'auscultazione, ma che “giustifica” comunque l'assunzione dannosissima di antibiotici o addirittura di cortisonici.
Il trattamento di queste forme avviene attraverso l'identificazione delle intolleranza esistenti e l'impostazione di una dieta di rotazione, che consenta quindi al sistema immunitario della persona di tornare a valori di efficienza e di corretto funzionamento; la terapia di questi “catarri” sfrutta spesso la effettuazione di un test DRIA per la individuazione di una iposensibilizzazione ad acari o lieviti (polveri domestiche e muffe).
La comprensione di questo fenomeno consente nella quasi totalità dei casi di curare questa tendenza patologica alla malattia e di spiegare il perché delle persone fragili e non resistenti al freddo.
Le storie di Valentina e Daniele: per fare funzionare il Sistema Immunitario
Valentina è una bambina di 9 anni definita da sempre “fragile di gola e polmoni”. Ogni anno, durante la stagione invernale, le tonsilliti si susseguono una dietro l’altra: prima il raffreddore, poi comincia il mal di gola e infine la febbre che viene trattata sistematicamente associando antibiotici e antipiretici. In questo modo il mal di gola e la febbre passano ma lasciano per tutto l’inverno una tosse stizzosa che non si risolve fino a primavera inoltrata. Basta una semplice anamnesi alimentare per scoprire che l’alimentazione di Valentina manca completamente di sostanze crude e vitali che possano apportare vitamine e minerali utili per potenziare il sistema immunitario. Inoltre è ben evidente un eccessivo consumo di latticini e prodotti da forno: la colazione con latte e biscotti, il pranzo a scuola con la pasta al burro (perché a Valentina non piace il pomodoro) e poi il prosciutto cotto (che spesso contiene derivati del latte), la cena con formaggi freschi e il sabato la pizza.
Si è intervenuto prima di tutto facendo comprendere a Valentina e alla sua famiglia l’importanza di mangiare almeno un pezzettino di frutta e verdura prima di ogni pasto (la modalità che nella nostra pratica clinica chiamiamo con il motto di “crudo, vivo e colorato”). Eseguendo un Test DRIA è emersa una allergie alimentare ritardata (intolleranza alimentare) ai latticini, ai lieviti e una sensibilità agli acari della polvere. Data la giovane età di Valentina ci si è limitati a prescrivere solo due giorni di dieta vera alla settimana sui lieviti e sui latticini associati al vaccino iposensibilizzante a bassa dose contro gli acari da prendere tutte le sere per la stagione invernale. Da ottobre a marzo si è aggiunto la somministrazione di un misurino di Oximix 1+ per integrare i minerali importanti contro le infezioni.
Con queste semplici modifiche Valentina riesce a passare l’inverno senza problemi: capita magari un episodio di febbre che però dura solo un paio di giorni e non preoccupa più né la mamma né il pediatra che si limita a prescrivere un banale antipiretico se la febbre supera i 39 °C.
Daniele è un manager indaffarato che non può permettersi di ammalarsi e che deve essere sempre al massimo della forma. Da ormai 4-5 anni per prevenire le malattie invernali usa tutte le domeniche da ottobre a marzo un tubo dose di Oscillococcinum 200 K . Ogni mattina integra la sua colazione con 1 grammo di vitamina C a rilascio prolungato e un misurino di Oximix 1+. Se sente un po’ di mal di gola ha imparato a utilizzare 3-4 gocce di olio essenziale di melaleuca che bastano per svegliarsi la mattina dopo a nuovo. Se prende freddo magari a metà settimana usa un altro tubo dose di Oscillococcinum, tanto per essere sicuri. Se per caso si fanno sentire i primi segni dell’influenza basta prendersi una serata libera (per poter dormire) e prima di addormentarsi assumere un tubo dose di Eupatorium perfoliatum 30 CH. Con questo schema sono anni che non perde neanche un giorno di lavoro per i malanni invernali.
Vitaminoterapia e integrazione alimentare
Come già detto, è fondamentale l'uso, anche continuativo per tutto il periodo invernale, dell'associazione tra Vitamina C, almeno 500 mg al giorno (Ester C, Selenio Vitamina C, Cellfood C Vitamin). Ottima è la integrazione tra Vitamina C e Selenio.
In genere si consiglia l'assunzione di questa integrazione alimentare durante la colazione del mattino, facendola diventare una buona abitudine costante.
Quanto detto per un uso continuativo non vale invece per il caso acuto: se ci si trova in condizione di affrontare brutti periodi di stress in cui cadono le difese individuali, oppure si prende un freddo intenso che si sente premonitore di un mal di gola o di un'influenza, oppure si è già nella condizione di malattia, allora per 3-4 giorni è utilissimo aumentare questi dosaggi anche di molto, portandoli a valori di 4-6 grammi al giorno di vitamina C assumendoli però distribuiti lungo la giornata, in modo da mantenere un livello costante nel sangue di queste sostanze.
In queste situazioni è importante fare uso di preparati vitaminici che non contengono eccipienti, in quanto si rischia di mangiare sì 10 grammi di vitamina C, ma anche 30 grammi di talco, lattosio, polivinilpirolidone e altro, che possono essere causa di intense alterazioni intestinali (diarrea, nausea, eccetera) che la vitamina C da sola non può dare per un periodo di assunzione di 3-5 giorni.
Un'altra possibilità terapeutica è l'uso della propoli, che va presa all'inizio di qualsiasi forma infettiva per stimolare le capacità difensive dell'organismo, e anche per la sua intrinseca azione antibiotica e antivirale naturale. Se ne prenderanno 20 gocce 2 o 3 volte al giorno dall'inizio alla fine della sintomatologia o per qualche giorno di più, in modo da accompagnare la fase di convalescenza.
In caso di infiammazione della mucosa oro-faringea, cioè in caso di mal di gola o di tonsillite, la propoli può essere usata per spennellature locali e anche per fare dei gargarismi durante il giorno, usandone sempre una ventina di gocce della stessa diluizione al 20%, versate in mezzo bicchiere d'acqua.
Dell'uso fondamentale della Melaleuca (come olio essenziale) si dice nelle istruzioni a fondo pagina.
Oligoelementi e Minerali
Il più importante elemento minerale per i casi acuti infettivi è il Rame: una dose al giorno di Rame, anche integrata con altri oligoelementi come lo Zinco e il Manganese può far parte di un trattamento preventivo o terapeutico cronico, ma in fase acuta il Rame catalitico è francamente insostituibile ed efficacissimo.
Non appena inizia una forma infettiva, virale o batterica che sia, consiglio l'immediata assunzione di 3-4 dosi di Rame o di Rame-Oro-Argento, mantenendo poi per 2 o 3 giorni l'assunzione di 1 dose ogni 8 ore o ogni 12 ore in relazione al miglioramento ottenuto. Un ottimo preparato già pronto è Oximix 1+, che contiene già bilanciati i minerali idonei per il trattamento delle malattie invernali.
Si può usare anche come preventivo: in condizioni classiche di raffreddamento per cui ci si può aspettare lo scoppio di un raffreddore o di un'influenza, se ne prendono 2 o 3 dosi insieme alla sera.
Il Rame è un potente stimolante delle difese individuali e in fase iniziale accentua subito queste difese, stimolando per esempio l'eliminazione di catarro.
Per questo motivo può accadere, soprattutto ai bambini, di prendere Rame e, non essendo capaci di espettorare, deglutire il catarro prodotto; questo irrita lo stomaco e può determinare dopo un po' senso di nausea e a volte il vomito successivo del catarro; questo fenomeno è frequente con gli oligoelementi classici ma quasi del tutto assente con gli oxiprolinati che si possono deglutire miscelati a cibo o bevande.
È consigliabile quindi dare o prendere il Rame, almeno le prime volte, lontano dai pasti principali, facendo però seguire a breve distanza l'assunzione di poco cibo (un biscotto secco, un pezzo di pane) che ridurrà il possibile fastidio creato dal catarro nello stomaco.
In particolare per i bambini, poiché non sempre il gusto dei minerali è piacevole in bocca, vanno utilizzati gli oxiprolinati miscelati a cibo o bevande.
In genere nei casi infettivi il Rame può essere sostituito da Manganese-Rame-Zinco (1 dose al giorno per 7-8 giorni), quando si è in presenza di infezioni batteriche, e a Rame-Oro-Argento (sempre 1 dose al giorno per 7-8 giorni), quando si è in presenza di infezioni virali.
Quest'ultimo oligoelemento svolge anche un'intensa azione di stimolo generale, e lo si può pertanto identificare come il ricostituente da convalescenza di qualsiasi malattia infettiva.
È chiaro che di fronte a situazioni più complesse di malattia sarà necessario l'intervento soprattutto diagnostico del medico, o del pediatra per i bambini. Tuttavia agendo con tranquillità, in attesa del medico stesso, si potrà procedere all'attuazione delle forme di terapia naturale descritte alle singole voci. Si può valutare attentamente anche quanto detto in relazione alla prevenzione influenzale, dove si tratta il tema della prevenzione infettiva invernale tramite rimedi omeopatici.
Terapia omeopatica
Qui di seguito è invece stilata una tabella riassuntiva della maggior parte dei rimedi omeopatici utili in questo tipo di malattie, in riferimento a caratteristiche comuni.
Infatti, il rimedio Bryonia potrà essere parimenti utile sia in una tonsillite sia durante una bronchite, ma in tutti e due i casi il soggetto vorrà avere un po' di caldo locale, avrà molta sete e sentirà dolori a ogni movimento (la deglutizione nella tonsillite e il tossire nella bronchite).
Se le caratteristiche della malattia sono quelle del rimedio, la guarigione, utilizzandolo correttamente, potrà essere anche rapidissima.
Aconitum: insorgenza immediata, brusca, dopo esposizione a vento freddo, febbre senza sudore, sete intensa di acqua fredda.
Belladonna: colorito rosso lampone, faccia congestionata, pupille dilatate. Emana calore come un termosifone, sudore presente.
Apis: sensazione locale di aghi, desiderio locale di ghiaccio o di freddo. Spesso lateralità destra.
Phytolacca: gonfiore e rossore della zona e dei muscoli vicini, dolore aggravato dal caldo, si irradia all'intorno. Può esservi presenza di pus o di membrane.
Kali bichromicum: presenza di muco o secrezioni verdastre, lesioni piccole e dolenti.
Mercurius solubilis: intensa salivazione, alito fetido, recrudescenza notturna. Eventualmente febbre bruciante alternata con brividi, possibile presenza di pus o di muco, la sete è abbondante.
Causticum: dopo esposizione a freddo secco, con desiderio di umidità locale (inalazioni, eccetera).
Hepar sulphuris: peggio al mattino, miglioramento col caldo locale, tendenza alla suppurazione, secrezioni di odore cattivo.
Arum triphyllum: senso di scorticatura locale, peggiora col calore locale, secrezioni brucianti ed escorianti.
Dulcamara: dopo esposizione al freddo umido o all'umidità, migliora con il calore.
Lachesis: il dolore inizia a sinistra e poi si dirige a destra, localmente colorito rosso cianotico, senso di soffocamento e fastidio ad avere qualcosa intorno al collo.
Lycopodium: inizia a destra e si sposta a sinistra, peggiora generalmente tra le quattro e le sei del pomeriggio.
Bryonia: sete intensa, dolori al minimo movimento, pelle molto secca.
Eupatorium perfoliatum: sete intensa, dolori su tutta la schiena, occhi dolenti alla pressione.
Gelsemium: assenza di sete, pesantezza dovunque, tremori anche con febbre poco elevata.
Ferrum phosphoricum: temperatura non alta, la sudorazione non fa cadere la febbre, brividi con viso rosso e congesto.
Arsenicum album: senso di prostrazione intensa, le secrezioni sono sentite come brucianti, i dolori sono in realtà dei bruciori.
Oscillococcinum 200 K: preventivo e curativo di tutte le infezioni virali.
Dottor Attilio Speciani
Allergolo e immunologo clinico
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