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Il trattamento di questa forma è di stretta pertinenza medica, soprattutto per le molteplici implicazioni diagnostiche che questo problema pone. È possibile però aiutare la terapia già esistente con alcune sostanze.
Tra i prodotti omeopatici organoderivati, si utilizzerà Hepatine 5 CH, da utilizzare nella misura di 3-4 granuli al giorno per cicli terapeutici di un mese.
Per attivare una azione antinfiammatoria si potrà utilizzare invece il rimedio Orthohistaminum 9 CH.
Gli oligoelementi più indicati sono invece i minerali che svolgono una forte azione antiossidativa, come il Manganese, lo Zinco, il Selenio e il Rame, affiancati dalla Vitamina C e dall'Inositolo.
È necessario ricordare che si sta sempre più evidenziando la realzione che esiste tra resistenza all'insulina e aggravamento della patologia del fegato.
La steatosi del fegato (fegato grasso) è sicuramente in relazione con la dieta, non solo per l'uso dell'alcol, come ormai tutti segnalano, ma anche per l'eccesso di uso di carboidrati nella alimentazione.
Fitoterapia e drenaggi
Diversi prodotti possono accompagnare e integrare altre terapie, allo scopo di migliorare la efficienza del fegato.
Per i preparati gemmoderivati e le Tinture Madri va considerata la presenza di alcol nella loro composizione e quindi il loro impiego va riservato ai casi in cui, pur in piccolissima quantità, l'alcol può essere utilizzato.
Juniperus communis 1D gemmoterapico, va utilizzato al dosaggio di 40 gocce due volte al giorno in caso di intense alterazioni del fegato, fino anche alla cirrosi, in quanto favorisce la ristrutturazione della cellula epatica;
Rosmarinus officinalis 1D gemmoterapico, anche in associazione al precedente, è utilissimo quando serve accentuare maggiormente la funzione biliare e della colecisti, in particolare quindi per la digestione dei grassi: è un ottimo prodotto per cure stagionali di disintossicazione;
Arctium lappa TM, al dosaggio di 20 gocce per 2 o 3 volte al giorno, è, insieme a Fumaria TM, uno dei prodotti più indicati per favorire la ripresa di una efficienza del fegato, soprattutto in persone ingrassate e sovraccaricate dalla alimentazione.
I tradizionali depuratori del fegato sono comunque Cynara scolymus TM (il carciofo), e Taraxacum dens leonis TM (il soffione dei campi o tarassaco), da utilizzare allo stesso dosaggio di Arctium lappa anche per periodi prolungati.
Vitaminoterapia e integrazione alimentare
Il prodotto più importante per la depurazione del fegato è sicuramente l'Inositolo, cui si affiancano anche altre sostanze che stimolano il drenaggio a livello del fegato. Basti pensare alla efficacia della Vitamina E (ancora una sostanza antiossidante) per riequilibrare l'organismo e la funzione del fegato anche nel caso di forme importanti di sofferenza del fegato.
Tra le sostanze che possono contribuire ad un mantenimento del fegato in condizioni di salute, inseriamo sicuramente la Colina (una parte della Lecitina di soia), il Selenio (Lievito di Birra, da usare se non ci sono intolleranze ai lieviti,) e la Vitamina B (di cui sono ricchi i cereali integrali).
Norme dietetiche
Alla luce delle recenti acquisizioni sul controllo della quantità di carboidrati per ridurre la infiammazione del fegato, è bene fare riferimento a quanto indicato dalla dietaGIFT e dalle regole che vengono indicate, sia per quanto riguarda le modalità di assunzione dei cibi sia per quanto riguarda la qualità dei nutrienti che vengono utilizzati.
Segnaliamo inoltre che in molti casi di patologia del fegato si evidenzia una possibile Intolleranza alimentare o comunque una ipersensibilità alimentare nei confronti dei cibi fermentati o lievitati.
È quindi utile che chi soffre di fegato verifichi l'eventuale esistenza di una Intolleranza alimentare e attui comunque almeno un giorno di “scarico” dai lieviti ogni settimana nella sua alimentazione.
Dott. Attilio Speciani
Allergologo e Immunologo clinico
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