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Il colesterolo è veramente dannoso? La certezza che il colesterolo rappresenti il solo segnale di gravi future malattie cardiovascolari sta vacillando sempre di più, e l'attenzione scientifica si sposta su altri aspetti che più del colesterolo stesso determinano le patologie cardiovascolari. Sono sempre pù chiari i possibili rischi delle statine mentre si riconoscono i cambi di comportamento alimentare e di stile di vita come i migliori rimedi per evitare le patologie cardiovascolari, anche se il colesterolo talvolta rimane elevato.
Per capire se davvero il valore di colesterolo segnalato dagli esami rappresenta o meno un problema, si devono confrontare i valori del colesterolo totale con quelli del colesterolo “buono” (HDL), come indicato nell'articolo sul "Giusto valore di colesterolo" (al suo interno una facilissima tabella per effettuare il calcolo personalizzato). Se il rapporto tra questi due valori è di 4,5 o inferiore, il valore di colesterolo è corretto, anche se il colesterolo totale fosse elevato.
Il colesterolo ha la fama di essere uno dei grandi nemici della nostra salute. In realtà è una fama immeritata, perché il colesterolo svolge anche delle funzioni utili. Tutte le nostre cellule sono fatte anche di colesterolo e il nostro cervello ne contiene quantità elevatissime senza le quali non potrebbe funzionare; la maggior parte dei nostri ormoni è prodotta nell'organismo a partire dal colesterolo; sembra inoltre che il colesterolo abbia la possibilità di contrastare la produzione di radicali liberi nonché di controllare lo sviluppo di malattie degenerative, e inoltre il colesterolo HDL (quello "buono") si occupa di mantenere libere le arterie e impedire i processi di arteriosclerosi.
Va ricordato poi che sopra i 65 anni anche un valore di colesterolo elevato non giustifica alcun trattamento farmacologico. Inoltre, i benefici del colesterolo sono spesso ignorati. Dopo gli 80 anni ad esempio, quanto più alti sono i valori di colesterolo, tanto minore è il rischio di morte per malattia tumorale o per infezione (Weverling AW et al, Lancet 1997 Oct 18;350(9085):1119-23).
Il valore rilevato nel sangue dipende dal colesterolo prodotto internamente e non dal colesterolo introdotto con l'alimentazione. Quindi, le uova sono state sicuramente riabilitate, e all'opposto diete ad alta prevalenza di carboidrati, e ricche di grassi idrogenati vegetali alimentari, sono invece le vere copevoli.
Le statine
Intorno alle statine, i farmaci che teoricamente si oppongono alla crescita dei valori di colesterolo nel sangue, c'è un interesse commerciale enorme. Si tratta infatti della classe di farmaci in assoluto col più alto valore di fatturato al mondo, e si comprende bene quindi perché le comunicazioni su questo problema possano essere viziate da interessi non solo scientifici ma anche commerciali. Le statine sono farmaci che oltre ad un possibile beneficio determinano sicuramente dei danni che spesso sono sottaciuti. Nei link correlati nel menù di destra si trovano molti articoli che fanno esplicito riferimento a questi temi. Inoltre è documentato che questi farmaci provocano un consumo di Coenzima Q10, indispensabile per il corretto funzionamento muscolare (cuore compreso).
Una dieta corretta che consideri insulina e carboidrati
Qando i valori di colesterolo sono più elevati della norma, è necessario intervenire innanzitutto sul piano dietetico, incrementando l'uso di tutti quegli alimenti che tendono a innalzare la proporzione di colesterolo buono (HDL).
Tra questi si può citare il consumo moderato di vino rosso (1 bicchiere a pasto), l'uso di aglio crudo e di olio extravergine di oliva, l'utilizzazione di alcuni frutti come l'uva, ricca di resveratrolo, l'uso di pesce che contiene EPA e DHA, cioè gli acidi grassi Omega 3. Anche il recupero del peso forma è importante, come pure il fatto di svolgere un'attività fisica aerobica prolungata e leggera (camminare, passeggiare in bicicletta, nuotare lentamente), che per produrre effetti deve però essere quasi quotidiana. La dieta deve seguire una impostazione simile a quella di dietaGIFT, controllando cioè i picchi di insulina e impostando una dieta di segnale.
Negli ultimi anni si è infatti potuto capire che l'innalzamento dannoso del colesterolo è quasi sempre correlabile alla resistenza insulinica. È quindi necessario controllare la produzione di insulina attraverso stili alimentari vicini a quello GIFT, mantenendo attivo il metabolismo con il movimento fisico. Gli integratori importanti per la regolazione del colesterolo sono: alcuni minerali, come quelli presenti in Oximix 6+, (1 dose al giorno), dei derivati dagli agrumi come quelli presenti in Colestrinol (1 compressa al dì), dei riequilibratori del fegato come Inositolo (da 2 a 6 compresse al giorno), e in parte degli Oli di pesce Omega 3.
Un altro aiuto può venire dalla verifica, ad esempio attraverso un test DRIA, della presenza di eventuali intolleranze alimentari, perché lo stress sul sistema immunitario innescato dalla persistente presenza di reazioni al cibo ingerito potrebbe provocare un aumento del colesterolo totale. Al congresso mondiale di allergologia di Vancouver è stato presentato un lavoro scientifico che documentava questo tipo di effetto nelle persone che seguivano correttamente una dieta di controllo delle intolleranze alimentari. Inoltre con una corretta dieta per le intolleranze alimentari è possibile dimagrire correttamente e ritornare al proprio peso forma, riducendo il rischio cardiovascolare complessivo.
Occhio alle margarine
Purtroppo molte diete per ridurre il peso o per controllare il colesterolo iniziano tragicamente con una prima colazione in cui spiccano "due fette biscottate". I grassi idrogenati o gli acidi grassi transesterificati, che rendono inutile quelasiasi dieta contro il colesterolo sono presenti in alimenti spesso impensati, come le fette biscottate, i crackers, le briochine e altri prodotti. Un apposito articolo con una interessantissima tabella di confronto, dal titolo "Colesterolo margarine e acidi grassi" può aiutare a capire quali siano i propri errori più importanti.
Cosa fare quando il colesterolo è alto? Le storie di Gianpiero e di Luisa
Nel caso di Gianpiero, 46 anni e una storia familiare in cui il babbo e il nonno materno avevano già avuto un infarto cardiaco, la valutazione del colesterolo improvvisamente salito a 245 aveva messo in allarme la moglie e il medico curante. Insieme al valore di colesterolo però, il medico chiese attentamente di valutare anche il colesterolo HDL (colesterolo buono) e valutò altri parametri di rischio, oggi riconosciuti più importanti per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Così vide che la ferritina era normale, la omocisteina era nei limiti, e la PCR (proteia C reattiva, indice di infiammazione) non mostrava particolari modifiche. Erano invece un po' alterati i valori della glicemia a digiuno, sui 97, e la percentuale di massa grassa che era pure elevata, aggirandosi su valori del 30%. Gianpiero era un falso magro! Il valore di colesterolo HDL era di 48, quindi il rapporto tra colesterolo totale e HDL era appena alterato: solo 5,1 per un indice normale compreso tra 4,0 e 5,0. Il medico decise quindi saggiamente di non intervenire farmacologicamente, ma di chiedere alcune variazioni specifiche. Chiese a Gianpiero di perdere qualche chilo di grasso (evitando accuratamente delle squilibrate diete ipocaloriche) gli impose di fare una prima colazione seria per attivare il metabolismo e ridurre la glicemia un po' mossa, e lo obbligò a portare fuori il suo cane per una intera ora di camminata almeno 3 volte alla settimana. Gli unici rimedi che prescrisse furono olio di pesce (Gianpiero non amava il pesce) e minerali a base di Cromo, Manganese, Zinco e Rame. Dopo soli 45 giorni, i valori di colesterolo totale erano calati a 224, ma il colesterolo buono era salito a 65, per cui il valore del rapporto tra colesterolo totale e HDL era sceso a 4,1, assolutamente normale. Anche la glicemia a digiuno era tornata a 83, del tutto nella norma. Gianpiero aveva perso 2 chili, modificato la sua massa grassa che ora era al 27% e anche il suo cane era decisamente più contento. Non ci fu bisogno successivamente di alcun farmaco anticolesterolo.
Prima della menopausa Luisa non aveva avuto alcuna anomalia di colesterolo, e l'unico farmaco iniziato era stato quello per la pressione, che il medico le aveva prescritto per un rialzo sopra i valori limite. Dopo la menopausa invece il suo colesterolo si alzò a 260 e il medico prescrisse immediatamente delle statine per abbassarlo. Poiché Luisa era andata in ansia per questo problema, e aveva smesso di dormire, il medico prescrisse dei farmaci per il sonno. Luisa a quel punto prendeva una tipica triade faramcologica: statine per il colesterolo, psicofaramci per dormire e antipertensivi per la pressione. Durante l'estate il medico sostituto, avendo lei anche qualche bruciore di stomaco le aggiunse un inibitore di pompa protonica (lansoprazolo) che lei tenne interapia fino a che dopo 2 anni, con il colesterolo a 196, ma l'HDL a 35, la incontrammo in studio a causa di una serie di dolori muscolari che la tormentavano. Le spiegammo che anche con il colesterolo sotto i 200, il suo colesterolo buono era basso (infatti Luisa non faceva alcuna attività sportiva), e che quindi non aveva alcun senso prendere statine, che per altro erano la causa dei suoi dolori muscolari, senza averne poi neanche un vantaggio. Partimmo dalla base: una dieta corretta che controllasse il sale, e che le consentì di ridurre e dopo un anno addirittura di eliminare il farmaco per la pressione. Richiedemmo che Luisa iniziasse a camminare almeno 20 minuti al giorno, che iniziasse a mangiare frutta e verdura, e le somministrammo dei rimedi naturali che aiutano a aumentare il valore del colesterolo HDL (quello buono), come Colestrinol e Oximix 6+. Le suggerimmo di integrare la sua alimentazione con pesce, seguendo al meglio la distribuzione dei pasti correlata con dietaGIFT. Ovviamente la aiutammo a rimangiare anche le uova. Quando il suo colesterolo buono raggiunse i 50 sospendemmo cautelativamente le statine (il lansoprazolo era già sparito dalla circolazione, una volta che Luisa ne aveva finalmente capito gli effetti collaterali possibili), e alla successiva valutazione, senza farmaci, il suo valore era di 194 di colesterolo totale per 65 di colesterolo buono. Avendo smesso tutti i farmaci chimici, e avendo capito che attraverso le terapie naturali e soprattutto i cambi comportamentali aveva ottenuto uno stato di benessere generale, divenne una delle nostre "fan" più accese.
Alcuni rimedi
L'innalzamento del colesterolo è, in parte, anche un tentativo dell'organismo di compensare un aumento dello stress ossidativo. In questo senso alcune sostanze antiossidanti possono essere preziose per riequilibrare la situazione.
Innanzitutto i minerali che si oppongono alla ossidazione, come lo Zinco, il Rame, il Cromo, il Selenio e il Manganese. La loro assunzione consente di ridurre la produzione di radicali liberi e di agire in senso protettivo nei confronti della patologia cardiovascolare. In particolare si possono utilizzare 1 dose di Selenio Vitamina C e 1 dose di Manganese Rame Zinco al giorno, o una miscela di oxiprolinati come Oximix 6+ (1 misurino al giorno), che riequilibra specificamente il metabolismo. Importante anche il supporto antiossidativo dato da preparati come Cellfood.
Un rimedio molto utile, che agisce in modo naturale sia riducendo il valore di colesterolo totale, sia aumentando il valore di colesterolo HDL è una preparazione ottenuta dalla scorza del mandarino, e contenente D-limonene. Si tratta del Colestrinol (Solgar) di cui va assunta una compressa al giorno, preferibilmente al mattino.
Nello stesso modo agiscono la Vitamina E e la Vitamina C. Ancora più rilevante è invece l'effetto di una vitamina indispensabile all'organismo come la Vitamina B3 o PP (niacina o acido nicotinico); il normale fabbisogno di questa sostanza è di circa 20 mg al giorno, ma il suo uso a dosaggi più elevati (50-100 mg per tre volte al giorno) comporta un effetto molto rilevante sul colesterolo HDL, anche se il suo impiego va riservato alla indicazione medica..
Può essere anche utile migliorare la funzione del fegato e del drenaggio biliare, dal momento che di lì passa la maggior parte del colesterolo dell'organismo. Efficaci sono drenanti come il macerato glicerico di Rosmarinus officinalis 1DH (40 gocce prese al mattino in un bicchierone di acqua tiepida), che oltre a migliorare l'evacuazione riequilibra in parte la gestione dei grassi nell'organismo. Utile come riequilibrante della funzione epatobiliare è anche l'Inositolo.
Una buona lecitina di soia ad alto tenore di fosfatidilcolina polinsatura, associata quindi a un po' di vitamina E per evitare i danni dei grassi polinsaturi, svolge una buona azione di controllo sui livelli di colesterolo (attenzione però: molte persone - circa il 30% - sono ormai intolleranti o allergiche alla soia e ai suoi derivati, e la sua utilizzazione può essere del tutto controproducente). Nello stesso modo sembra agire l'Olio di Ribes nero grazie al suo contenuto di acidi grassi polinsaturi di tipo particolare, che agiscono beneficamente sul metabolismo dei grassi. Anche in questo caso è preferibile l'assunzione in associazione con piccole quantità di vitamina E. L'olio di pesce, ricco in EPA e DHA aiuta l'azione di regolazione del colesterolo
Ricordiamo che si sta evidenziando un possibile danno indotto dalle statine, che sembrerebbero causare la perdita di Coenzima Q10 e interferire quindi sulla gestione della contrattilità cardiaca in modo negativo (vedi articoli correlati a destra). Chi utilizza le statine deve sicuramente integrare la propria alimentazione con del Coenzima Q10 (almeno 20 mg al giorno) per compensare almeno in parte i danni prodotti dalle statine.
E ricordarsi che anziché mangiare abitualmente crackers, grissini o dolci industriali, è meglio ritornare al pane integrale con la marmellata per la prima colazione del mattino, o alla torta fatta in casa come dolce.
Link suggeriti
Chi volesse approfondire il tema dell'ipercolesterolemia e in generale delle dislipidemie può consultare le pagine italiane tratte dal mauale Merk (Disordini delle lipoproteine). Segnaliamo anche per la completezza di informazioni la pagina di Wikipedia dedicata al colesterolo (Colesterolo).
Interessante anche un articolo in lingua inglese tratto dalla lista delle malattie del Karolinska Institutet di Stoccolma che affronta gli effetti delle statine sul muscolo (Statins and muscle). Sempre sul tema delle statine interessante la descrizione del loro meccanismo d'azione sulla via metabolica di produzione del colesterolo ripresa dalle pagine inglesi di Wikipedia (Statin).
Dott. Attilio Speciani
Allergologo e Immunologo clinico
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