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Radiazioni PDF Stampa E-mail
di Attilio Speciani   
 
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Segnalazioni Nessuna

Se la presa di coscienza dei possibili danni da radiazioni è progressivamente cresciuta negli ultimi tempi anche a livello popolare, non di meno i rischi erano esistenti anche prima; dobbiamo infatti considerare anche l'esistenza di una emissione di radiazioni naturali dal terreno, e il fatto che non esista una dose minima accettabile.

Infatti, se è vero che al crescere della quantità di radiazione assorbita corrisponde un aumento delle forme tumorali che ne conseguono, non è possibile definire il limite inferiore di radiazione, che non determini danni.

Anche bassissime dosi di radiazioni hanno infatti la possibilità di scatenare dei danni cellulari che contribuiscono alla genesi del tumore.

Le possibilità di intervento preventivo sono comunque abbastanza numerose e si riferiscono all'uso alimentare di alcuni tipi di sostanze rilevanti non solo nella prevenzione dei rischi da radiazione, ma anche nella prevenzione attiva delle degenerazioni tumorali.

Omeopatia

I rimedi omeopatici utilizzabili sono diversi e sono scelti sulla base di ipotesi e proiezioni di similitudine, non esistendo una documentazione pratica per un evento così nuovo nella pratica clinica.

In occasione dell'evento di Chernobyl un'indicazione terapeutica è stata la alternanza per un mese di 3 granuli di Radium bromatum 30 CH un giorno, e 3 granuli di Sulfur jodatum 5 CH l'altro giorno. Quest'ultimo rimedio va usato per la sua dolce azione disintossicante, mentre Radium bromatum favorisce la eliminazione dei radionuclidi eventualmente assorbiti.

Altre indicazioni date in quella occasione, anche se non coincidenti, erano comunque molto simili, considerando infatti la somministrazione dei rimedi Uranium nitricum e X-Ray, rimedi cioè derivati, come Radium bromatum, da sostanze radioattive, ed associate comunque ad altri rimedi ad azione disintossicante, come Sulfur jodatum.

X-Ray 9 CH, nella misura di 3 granuli a digiuno, a giorni alterni, per un mese, è sicuramente giovevole quando sia necessario sottoporsi ad impegnativi esami radiologici, iniziandone l'assunzione già una settimana prima della esecuzione delle lastre stesse.

Oligoelementi

Nell'organismo umano esistono alcuni enzimi in grado di contrastare i radicali liberi e che possono quindi garantire la difesa antitumorale delle cellule viventi.

Si tratta della super ossido dismutasi, della catalasi e della glutatione per ossidasi, enzimi presenti in ogni cellula vivente ma assolutamente inattivi se non vengono attivati da alcuni oligoelementi specifici. Si tratta in particolare di Zinco, Rame, Selenio, Manganese e, in minor misura, Ferro.

Queste sostanze sviluppano tutta la loro capacità antitumorale e sono in grado di difenderci dalle radiazioni e dall'invecchiamento precoce solo ed unicamente se dentro alle cellule arrivano le giuste quantità dei minerali necessari.

Non basta quindi introdurre dei minerali per ottenere una funzione antiossidativa: questi devono soprattutto poter arrivare con precisione all'interno delle cellule e, per questo scopo, la forma di somministrazione con oxiprolinati è attualmente la più efficace.

Nel trattamento preventivo antiradiazioni si può utilizzare dei cicli mensili di terapia con 2 misurini di una miscela di oxiprolinati composta da Manganese 10 ml, Zinco 20 ml, Rame 15 ml, Ferro 5 ml e Pidobase 10 ml.

A questo composto va aggiunto un misurino di Selenito di sodio al giorno, sempre facendo 1 mese di terapia e 1 mese di sospensione.

Vitaminoterapia e integrazione alimentare

Quanto ora detto, se può essere utilizzato proficuamente in occasione di episodi acuti di esposizione alle radiazioni, quindi sia nella deprecabile ipotesi di nuovi disastri tecnologici, sia nella evenienza di indagini radiologiche prolungate, può essere utilizzato ciclicamente, un paio di volte all'anno per un mese, come prevenzione attiva nei confronti del rischio tumorale.

Quando si parla di integrazione alimentare ci si riferisce anche al fatto che queste sostanze non devono essere sentite come le “medicine per qualcosa”, ma sono a tutti gli effetti delle sostanze che dovrebbero essere assunte con l'alimentazione, e i cibi infatti potrebbero anche esserne ricchi, se le coltivazioni tornassero finalmente più naturali.

Le sostanze più importanti in questo senso sono:

  • la Vitamina A, di cui alcuni medici preferiscono però usare il precursore Betacarotene, perché privo di possibili effetti da sovradosaggio, alla dose di 10-20.000 U.I. al giorno (Betacarotene);
  • la Vitamina E, che riduce i radicali liberi, al dosaggio di 200-400 U.I. al giorno (Vitamina E 400, Selenox Driaforce, E-400);
  • la Vitamina C che riduce le sostanze cancerogene presenti nell'intestino e stimola le difese immunitarie, al dosaggio di 0,5-1 grammo al giorno (Compresse di Acerola e Rosa canina, Vitamina C T/R, Vitamina C);
  • il Selenio, la cui carenza è sicuramente correlata con l'aumento delle forme tumorali, che è un potente agente antiossidante purtroppo già scarso nei suoli italiani, e che in più viene eliminato dalla cottura dei cibi, da assumere all' incirca nella quantità di 0,5 mg. al giorno (Selenio di sodio 1 cucchiaino da 2 ml al giorno);
  • la Vitamina B6 che rinforza molto i poteri immunitari di ogni individuo, al dosaggio di 50-200 mg. al giorno (Benadon, Vitamina B6, Selenox Driaforce);
  • tutte le sostanze che eliminano i radicali liberi, cioè quei prodotti del normale funzionamento cellulare, che però hanno una documentata azione di facilitazione della crescita tumorale;
  • alcune sostanze protettive sono già prodotte dall'organismo, ma in quantità ridottissime, per cui può essere utile un supplemento alimentare di Super Ossido Dismutasi (SOD), Catalasi, e Glutatione Perossidasi, che sono contenuti in prodotti come Super-Beauty o SOD-Max, di cui assumere una tavoletta o una compressa al giorno;
  • il Kelp, che è un'alga del Pacifico, consente di bloccare, grazie al suo contenuto in Acido alginico, alcuni radionuclidi ingeriti, impedendone l'assorbimento, ed apporta inoltre un giusto quantitativo di iodio all'organismo;
  • la Farina di ossa, grazie al suo apporto equilibrato di calcio, magnesio e fosforo, è in grado di inibire gran parte dell' assorbimento di radionuclidi come lo Stronzio 90, che tendono ad essere inseriti nel tessuto osseo (è consigliabile l' assunzione di 2-3 compresse al giorno);
  • da ultimo non va dimenticato lo Zinco (Zinco oxiprolinato 50 ml e Pidobase 10 ml, 1 cucchiaino al giorno) per il suo potere di stimolare la riparazione cellulare: senza la sua presenza, le riparazioni non avvengono.

La medicina popolare

È importante ricordare che nell'intestino sono contenute sostanze che possono indurre la degenerazione tumorale: è quindi importante in tutti i casi far sì che il transito intestinale sia regolare, cioè non vi sia stitichezza, che favorirebbe il prolungato contatto tra le sostanze cancerogene e l'intestino stesso. 

Dott. Attilio Speciani
Allergologo e Immunologo clinico



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