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Mononucleosi PDF Stampa E-mail
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di Attilio Speciani   
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Infatti il virus responsabile si trasmette anche per via salivare, quindi come per il morbillo o per il raffreddore ne possono essere causa anche i baci, ma soprattutto starnuti, vicinanza stretta, ambienti affollati, e per questa malattia, in modo particolare, sono sicure concause lo stress, la carenza di minerali e la scarsa efficienza del sistema immunitario.


Link suggeriti per una ulteriore integrazione

Chi volesse, può integrare quanto detto in questo articolo con due articoli in lingua inglese (Epstein-Barr Virus and infectious mononucleosis, and Infectious mononucleosis), ripresi dall'elenco delle malattie del Karolinska Institutet di Stoccolma e con un articolo in italiano (Infezioni dei bambini), ripreso dalla edizione italiana del Manuale Merck. 



Considerazioni generali  

Nel trattamento di questa forma possono essere di estrema utilità sia le sostanze che hanno una veloce azione di controllo della infezione virale (Manganese Rame Zinco, Selenio Vitamina C, Rimedi omeopatici per la febbre, Vitamina C, Olio di Ribes, Oscillococcinum) sia i rimedi che consentono efficacemente di intervenire sui momenti successivi, cioè sul recupero della stanchezza e della fatica connesse con questa malattia (Cellfood, Coenzima Q10, Oximix, Inositolo, Aleurone PF1, Arsenicum album) (Vedi al fondo le istruzioni per l'uso).

Non è una malattia tranquillissima, perché il suo decorso è paragonabile a quello di una forte influenza con febbre o di una forte faringite, cui spesso si associa un notevole rigonfiamento dei linfonodi (espressione di un segnale di difesa dell'organismo), che porta spesso a preoccupanti diagnosi differenziali (l'aumento dei globuli bianchi, la febbre e il rigonfiamento dei linfonodi è condizione presente anche in alcune malattie del sangue) che si acquietano non appena viene effettuato un test diagnostico che specifichi appunto la causa virale della malattia (vedi la parte conclusiva dell'articolo).

In molti altri casi invece la infezione decorre in modo quasi asintomatico, e una persona si ritrova con anticorpi contro il virus senza essersi neanche accorto di avere superato l'infezione.

Una tipica caratteristica, che diventa quasi una conferma della mononucleosi è la reazione alla amoxicillina, antibiotico che viene a sproposito utilizzato frequentemente per trattare i sintomi.

È risaputo che nelle forme virali gli antibiotici non servono, ma purtroppo molti medici e pediatri sono ancora convinti che febbre e mal di gola richiedano l'uso di antibiotici.

Quel particolare antibiotico (uno dei più diffusi) determina nei soggetti con mononucleosi in corso una tipica reazione similallergica per cui il volto (e talora il corpo) si riempie di macchie pruriginose che rendono spesso necessario l'uso di antistaminici e cortisonici (con ulteriore riduzione della capacità immunitaria) per trattare la reazione al farmaco.

È una reazione transitoria: le persone che hanno questa reazione non restano allergici a quell'antibiotico, anche se la cautela nell'uso degli stessi rimane sempre d'obbligo per moltissimi altri motivi.

La prevenzione della mononucleosi si attua attraverso tutti gli strumenti che migliorano le difese immunitarie. Abbiamo più volte segnalato in questo sito che la prevenzione antivirale si fa con una sana alimentazione e con l'integrazione minerale e vitaminica adeguata.



Terapia della Mononucleosi

Una volta precisato che la mononucleosi, se complicata, merita una valutazione medica, va anche detto che la maggior parte delle infezioni mononucleosiche decorre in modo "semplice" assomigliando appunto ad una forte faringite, e il trattamento di supporto può anche essere di tipo naturale, gestibile quindi da chiunque. Ricordiamo, come già detto, che gli antibiotici, in questa malattia non sono solo inutili, ma potenzialmente anche dannosi.

Tra i rimedi omeopatici da utilizzare per la febbre e la faringite, ricordiamo Mercurius solubilis 9CH, Belladonna a qualsiasi diluizione compresa tra la 5CH e la 30 CH, e Orthohistaminum 9 CH. In caso di tonsille molto gonfie si può utilizzare Hepar sulfur 30 CH al posto di Mercurius solubilis. (vedi al fondo dell'articolo le Istruzioni per l'uso).

Importante è la immediata azione di supporto con Manganese-Rame-Zinco e con Rame-Oro-Argento. Si tratta di due mix di minerali importantissimi per il controllo delle forme infettive virali.

A questa va associata una integrazione a base di Vitamina C e di Selenio.

Manganese, Zinco, Rame, Selenio, Vitamina C sono infatti rimedi importanti che consentono di difendersi da virus potenti come quello di Ebola, e indubbiamente dalla mononucleosi e dall'influenza. Per i dosaggi indicati, oltre a quelli segnalati al fondo dell'articolo clicca anche qui.

Il trattamento della fase acuta è lo stesso delle forme virali che si possono trovare alle voci Malattie invernali, Febbre e Adenite.

Normalmente una persona smette di essere infettiva dopo circa 5-7 giorni dalla cessazione dei sintomi più evidenti. In realtà la eliminazione del virus per via salivare è oltremodo variabile, ma quel tempo è ritenuto in genere sufficiente per riprendere la vita di relazione scolastica o di ufficio.

Un dato su cui è meritevole porre attenzione è la possibilità della splenomegalia, l'ingrossamento della milza, che evidenzia l'unica importante complicazione non batterica della mononucleosi.

In alcuni casi è infatti possibile che la milza si ingrossi, e in quel caso fino al recupero delle dimensioni originali è indispensabile mantenere un riposo attivo (la persona cioè può cautamente andare in ufficio o a scuola, ma non può mettersi a correre e saltare o fare ginnastica per le possibili complicazioni che ne possono derivare). In quel caso il medico visitando può percepire l'ingrossamento, e in alcuni casi può essere utile verificare la riduzione con una ecografia.



Importanza attuale

 

Perché la mononucleosi è oggi così importante, e così tante persone ne parlano?

Il problema origina dal fatto che questo virus il cosiddetto virus di Epstein Barr (EBV) è un virus che dopo l'infezione si ferma nelle cellule del sistema immunitario e lì si localizza, dormiente.

La possibile inefficienza del sistema immunitario, dovuta a stress, a momenti di depressione, a carenze nutrizionali o ad eccessi di trattamento farmacologico, può favorirne la riattivazione (un po' come avviene con il virus della epatite C e con quello della epatite B). Infatti è spesso evidenziabile anche una forma di sofferenza epatica causata dal virus, che si risolve quando il sistema immunitario si riprende.

In molti casi invece, proprio perché l'infezione avviene per motivi di inadeguatezza della funzione immunitaria, la guarigione è lenta, ritardata, e l'organismo non rimette in ordine il proprio sistema immunitario. In questi casi si sviluppa una profonda astenia, che va trattata con aspetti di integrazione alimentare, minerale e vitaminica.

In molti casi di patologie croniche (fibromialgia, artrite reumatoide, malattie autoimmuni) si ritrova il virus della mononucleosi presente nell'organismo. In quei casi non si può certo dire che il virus sia la causa, ma spesso le condizioni di malessere e di incapacità di risposta che il sistema immunitario patisce, sono le stesse che portano poi a favorire la reazione e l'insorgenza di patologie diverse di tipo infiammatorio o degenerativo.

Chi ha una mononucleosi dovrebbe riconoscere i segni della "benettia" che arriva. È una forma virale che deve richiamare una persona a riflettere sul proprio stile di vita. Non si tratta di diventare dei "santi" o dei digiunatori, ma semplicemente di riconoscere che alimentazione, attività fisica e integrazione minerale sono degli aspetti della propria vita su cui riflettere. Si tratta di una malattia simbolo, e diventa importante ragionarci con attenzione.



Aspetti immunologici

Uno dei problemi più importanti che spesso si evidenziano è la corretta lettura degli esami di riferimento per diagnosticare la malattia.

Oltre all'esame emocromocitometrico (da cui si evidenziano il numero totale di Globuli Bianchi e la percentuale di Monociti, di solito molto elevati nella fase acuta) sono rilevanti i seguenti esami:

  • Monotest (evidenzia le mononucleosi recenti, ma spesso può dare dei falsi negativi)
  • Anticorpi anti EBV EA (early antigen) sia IgG sia IgM . Si tratta di anticorpi presenti nelle prime fasi della mononucleosi (le IgM) mentre le IgG si possono ritrovare anche a distanza di mesi nel sangue e non significano che uno stia facendo la mononucleosi ma semplicemente che la ha già fatta. Dopo un po' questi anticorpi spariscono.
  • Anticorpi anti EBV VCA (virus capsigen antigen) sia IgG sia IgM . Si tratta di anticorpi presenti per alcune settimane dalla infezione e le IgM indicano uno stato di attività del virus. Quando le IgM calano e restano solo le IgG significa che l'infezione è totalmente superata. Le IgG si possono ritrovare anche a distanza di anni nel sangue e non significano che uno stia facendo la mononucleosi ma semplicemente che la ha già fatta.
Per gli anticorpi Anti EBNA si rimanda all'intervento dello specialista o comunque del medico di riferimento.

Dott. Attilio Speciani
allergologo e immunologo clinico
Redazione Eurosalus


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