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Cristina Cassani intervista Paola Bignù, floriterapeuta presso il Centro Benessere Edelweiss
Cassani: Negli ultimi anni si è sentito molto parlare dei “Fiori di Bach”: articoli su riviste, con formule standardizzate contro l'ansia, la depressione, persino la cellulite, ma in realtà cosa sono questi fiori?
Bignù: La floriterapia tramite la somministrazione di rimedi floreali per via orale (esattamente sublinguale) agisce su quegli stati d'animo negativi e su quelle emozioni che determinano a lungo andare uno squilibrio e una disarmonia anche nel corpo; così possiamo dire che lavorano a livello fisico, mentale, emozionale e psichico. Semplicemente i fiori di Bach modificano in positivo gli stati d'animo disarmonici mediante l'utilizzo dell'energia estratta dai fiori stessi: tutto sommato la floriterapia si può definire medicina vibrazionale.
Cassani: Come si pone la medicina allopatica-ufficiale di fronte a queste medicine non convenzionali?
Bignù: Sicuramente inizia a esserci un'apertura: ciò è dimostrato anche dal fatto che è il terzo anno che si organizzano conferenze sull'argomento delle medicine non convenzionali per gli studenti di medicina nell'aula magna dell'Università dall'Ospedale San Martino di Genova.
Cassani: Come si fa a consigliare il rimedio giusto a una persona?
Bignù: Nella mia esperienza trovo sia molto difficile saper consigliare il rimedio giusto anche avendo seguito svariati corsi di floriterapia senza averli però mai assunti come paziente; proprio come è difficile consigliare un amico a un altro senza conoscerlo personalmente. Non si può curare negli altri una paura, un'insicurezza, una rabbia, un qualunque sentimento negativo senza averlo già curato in noi stessi. Non a caso E. Bach ha intitolato un suo libro “Guarisci te stesso” sottintendendo che solamente dopo ciò si potrà dare un aiuto valido ed equilibrato agli altri.
Cassani: In che senso i fiori di Bach lavorano a livello fisico? Intendeva dire che possono agire su determinate patologie?
Bignù: La floriterapia guarda l'essere umano nella propria totalità domandandosi come nasce una patologia. Secondo E. Bach i motivi per lo svilupparsi di una malattia derivano dal nostro punto di vista errato (stato emotivo negativo) verso gli eventi della vita. Per esempio, in quest'ottica l'ulcera si può manifestare in persone con all'origine sentimenti negativi diversi: desiderio di vendetta, gelosia, invidia, oppure mancanza di sopportazione verso le ingiustizie, impazienza nei confronti della lentezza altrui.
Cassani: Che differenza c'è tra l'omeopatia e la floriterapia?
Bignù: Già negli anni '30 il medico gallese E. Bach, per aprire i propri orizzonti, si rivolse allo studio di Hahnemann, fondatore dell'omeopatia, ma in realtà sentì il bisogno di creare qualcosa di più semplice: infatti i medicamenti sono solo 38, e non contemplano l'uso di sostanze tossiche e di origine animale. Inoltre, nonostante si faccia uso di diluizioni non c'è la dinamizzazione.
In realtà il vero aiuto dei fiori di Bach è di permetterci di evolvere a livello personale quindi lavorare in profondità su noi stessi correggendo addirittura i lati più nascosti e più oscuri della parte negativa del nostro carattere.
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Articolo pubblicato sulla rivista “Genova VIP”, rubrica “L'Altra Medicina” a cura di Cristina Cassani del Centro DRIA di Genova
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