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Mia figlia, di 7 anni, è allergica alle arachidi e ai legumi: vorrei sapere se è utile farle prendere a scopo preventivo dei rimedi omeopatici, (e se sì quali) o se corro il rischio di sensibilizzarla ad altre sostanze.
Grazie.
Gentilissima Lettrice
uno studio condotto nel 2004 da Laurent Pons e pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology ha dimostrato l'importanza dell'utilizzo dei vaccini iposensibilizzanti a bassa dose nel recupero della tolleranza anche in caso di allergie immediate verso le arachidi. Ad alcuni topini allergici alle noccioline americane è stato somministrato per un breve periodo di tempo una diluizione di soia. Si è scelta proprio la soia perchè questo alimento è molto simile da un punto di vista antigenico alle arachidi. La somministrazione del vaccino iposensiblizzante a base di soia ha permesso ai topini di riacquistare tolleranza immunolgica nei confronti delle arachidi.
Concetti come questo non si discostano troppo dalla teoria omeopatica classica in cui è ben delineata l'idea di similitudine. Inoltre le recenti acquisizioni scientifiche nel campo delle possibiità terapeutiche offerte da diluzioni di particolari antigeni nell'induzione di tolleranza, ci permettono oggi di descrivere con maggior precisione le opzioni terapeutiche per la cura delle allergie.
Le allergie alimentari immediate devono essere affronatate con la giusta cautela. Nella nostra pratica clinica procediamo solitamente con l'identificazione delle eventuali intolleranze alimentari (allergie alimentari ritardate). Inoltre mediante il Test DRIA è possibile identificare la concentrazione ideale da utilizzare come vaccino iposensibilizzante a bassa dose. Statisticamente la persone allergiche alle arachidi mostrano un'ipersensibilità nei confronti del nichel e di tutti gli alimenti che lo contengono (arachidi comprese). Procedendo con la somministrazione di soluzioni via via più diluite di nichel è possibile identificare la concentrazione che non dà reazioni e che, anzi, riduce sensibilmente la reattività alle soluzioni precedenti: abbiamo in questo modo identificato la giusta concentrazione del vaccino iposensibilizzante a bassa dose.
Quindi una dieta di rotazione settimanale sulle eventuali intolleranze alimetari (allergie alimantari ritardate) unita alla somministrazione anche per lughi periodi della diluizioni di nichel identificata tramite il Test DRIA permette spesso un graduale recupero della tolleranza immunologica. Nel caso la situazione di sua figlia sia però dovuta ad una allergia con IgE ad alto titolo, considerando le problematiche connesse con le allergie immedite, questo percorso terapeutico deve essere seguito passo a passo da un immunologo esperto.
Per maggiori approfondimenti sull'utilizzo dei vaccini iposensibilizzanti a bassa dose e sulle ricerche scientifiche alla base del loro utilizzo rimandiamo agli articoli riportati nella colonna a destra.
Cordialmente,
Gabriele Piuri e dott. Attilio Speciani
Staff Medico Eurosalus
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