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Buongiorno,
è possibile un accentuazione di asma allergico e lacrimazione congiuntivale in un soggetto allergico alle betulle con una persistente assunzione di mele?
Grazie.
Gentilissima Lettrice,
le mele possono accentuare le manifestazioni allergiche nei soggetti che soffrono già di allergia alle betulle. Questo fenomeno è dovuto alla presenza di sostanze molto simili sia nelle betulle che nelle mele: il sistema immunitario non fa distinzione tra quelle provenienti dai pollini di betulle e da quelle mangiate con le mele e in entrambi i casi scatena una reazione allergica. Oltre alle mele possono essere coinvolti anche il sedano, le prugne, le pesche e le carote. In allergologia questo meccanismo viene definito crociatura delle allergie.
Non è però necessario eliminare dalla dieta tutte le sostanze che eventualmente potrebbero crociare con le betulle. L'allergia deve sempre essere interpretata come un segnale di allarme dell'organismo e in questo modo deve sempre essere trattata. Questo significa che la semplice soppressione dei sintomi (che in molti casi risulta necessaria) deve essere affiancata a un percorso di comprensione delle cause profonde scatenanti l'allergia.
Nel 1986 Rita Levi Montalcini ha ricevuto il premio Nobel per la scoperta del Nerve Growth Factor (NGF, fattore di crescita nervosa) e da allora studia approfonditamente le proprietà di questa citochina. In particolare è emerso che il NGF viene prodotto in grandi quantità in caso di ridefinizione delle priorità vitali dell'organismo. Questo avviene in caso di lutti, disamori, disillusioni, tradimenti ma anche in caso di cambiamenti positivi come un matrimonio, la nascita di un figlio, una promozione sul posto di lavoro. In queste circostanze il NGF riduce la tolleranza del nostro organismo nei confronti del mondo che ci circonda abbassando il livello di soglia sopra il quale cominciano i sintomi allergici. Questo tipo di dinamiche può essere utile per spiegare molte allergie insorte in età adulta.
Secondo questa logica è importante capire come rieducare l'organismo a tollerare nuovamente l'ambiente circostante. La rieducazione alla tolleranza passa per il controllo delle eventuali ipersensibilità alimentari. Con una dieta di rotazione settimanale imposta su uno schema molto simile allo svezzamento infantile è possibile da un lato ridurre i livelli generali di infiammazione dell'organismo, allontanandoci dal livello di soglia, e dall'atro stimolare l'organismo al recupero delle tolleranza immunologica innalzando il livello di soglia.
Per una trattazione più approfondita di questi temi rimandiamo alle tante pagine del nostro sito espressamente dedicate a questo argomento.
Cordialmente,
Gabriele Piuri, Attilio Speciani - Staff Medico di Eurosalus
Redazione Eurosalus
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