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Colite ulcerosa: come intervenire naturalmente? |
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Staff Medico Eurosalus
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Grazie alla domanda che segue, proposta da un lettore, riprendiamo alcune considerazioni sulla importanza del rapporto col cibo nelle malattie infiammatorie.
Buongiorno, sono malato dal 1988 di colite ulcerosa, riacutizzatasi nell'ultimo anno. Cosa posso fare in alternativa ai farmaci tradizionali?
Grazie.
Gentilissimo Lettore,
le cause eziologiche di patologie come la retto-colite ulcerosa, il morbo di Crohn e in generale le malattie infiammatorie intestinali (IBD) non sono ancora state chiarite nei particolari. Tra le ipotesi più accreditate rientra la patogenesi immunitaria: i globuli bianchi producono mediatori infiammatori stimolati dal contatto sistematico con un antigene ambientale. Questo processo è alla base di tutte le diverse manifestazioni delle malattie infiammatorie intestinali e quindi la diarrea, i dolori addominali, il malassorbimento ecc. altro non sono che espressione di un aumentato livello di infiammazione del'intestino e più in generale dell'organismo nel suo complesso.
Nella nostra pratica clinica lo studio delle eventuali intolleranze alimentari (allergie alimentari ritardate) tramite il Test DRIA rappresenta il primo passo nel trattamento della colite ulcerosa. Statisticamente le persone che soffrono di queste patologie sono maggiormente sensibili a latte , lieviti e frumento . Nella maggior parte dei casi procediamo con un paio di settimane di "avvicinamento alla terapia" con solo due giorni di dieta (ipoteticamente il martedì e il venerdì) in cui il paziente si asterrà da assumere tutti gli alimenti che appartengono ai grandi gruppi alimentari a cui è risultato intollerante. Queste prime settimane servono al paziente per comprendere fino in fondo come organizzarsi e che alla fine non è poi così tragico variare le proprie abitudini alimentari.
Dopo questo iniziale approccio si comincia con un mese di impostazione alimentare più rigorosa: i giorni in cui astenersi dagli alimenti a cui si è risultati intolleranti aumentano e conseguentemente gli spazi di libertà diminuiscono. Ipoteticamente si manterranno liberi esclusivamente il mercoledì sera, il sabato sera e tutta la domenica. Vogliamo far notare che non si arriva mai alla completa eliminazione di un alimento dalla dieta: il nostro scopo è rieducare l'organismo a tollerare nuovamente tutti gli alimenti ricalcando le modalità alimentari proprie dello svezzamento.
Nella prospettiva generale rivestono un ruolo importante i vaccini iposensibilizzanti a bassa dose . Tramite il Test DRIA è possibile identificare la concentrazione più adatta al singolo soggetto in quel particolare momento. Con la somministrazione di piccolissime dosi di allergene è possibile indurre nell'organismo un più rapido ed efficiente recupero della tolleranza immunologica.
Piano piano poi la dieta verrà espansa seguendo il miglioramento clinico e insegnando al paziente come gestirsi autonomamente. Il recupero della tolleranza migliora lo stato infiammatorio generale e questo permette una migliore gestione della terapia farmacologica seguita, sia questa allopatica o naturale. L'utilizzo ad esempio di una miscela di minerali come manganese, zinco, rame (per la loro importante azione di regolazione sul sistema immunitario) con l'aggiunta di magnesio e litio (che svolgono una buona azione detensiva generale) può rivelarsi estremamente utile. Un misurino a prima colazione di Oximix 3+ integra alla perfezione questi minerali.
Per una trattazione più approfondita dei temi accennati in questa risposta rimandiamo alle pagine di Eurosalus espressamente dedicate a questi argomenti.
Cordialmente,
Gabriele Piuri, Attilio Speciani - Staff Medico di Eurosalus
Redazione Eurosalus
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